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In politica ci vuole naso

Chiunque ha una preparazione, anche minima, da sensorialista sa bene che l’olfatto è il senso che ha il maggiore potere persuasivo. E’ stato definito, a ragione, il "seduttore segreto", in un ottimo libro che vedo spesso girare anche nei nostri uffici.
In questi giorni ho ripreso la lettura di Le armi della persuasione di Robert Cialdini, professore di psicologia americano (ma il titolo originale è più esplicito: "Influence. The Psychology of Persuasion"). Si riporta, tra gli altri, l’esperimento condotto nel 1940 da Gregory Razran, dove già si evinceva il potere dell’olfatto. Razran dimostrò infatti che se si accompagnavano slogan politici con odori nauseabondi, l’approvazione ai messaggi trasmessi tendeva a diminuire.
A più di 60 anni da quell’esperimento potrebbe essere interessante riproporlo con la classe dirigente attuale, bipartisan, nella più perfetta par condicio. Ma forse scopriremmo che sono più nauseabondi i messaggi e gli slogan attuali degli odori con cui potremmo testarli.

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