Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Catering: fare business con l’analisi sensoriale

Milioni di lavoratori in tutto il mondo consumano almeno un pasto al giorno – nei giorni feriali – fuori casa. Chi in trattoria, chi in self service, qualcuno al ristorante, molti al bar e moltissimi nelle mense aziendali. La ristorazione collettiva è quindi diventato un grande business su una costrizione del vivere moderno e ora è alla ricerca di una nuova dimensione in cui la soddisfazione del bisogno in chiave logistica assuma una connotazione in grado di fornire piacere.

E quando si parla di edonismo in campo alimentare non si può non parlare di analisi sensoriale, l’unica disciplina in grado di misurarlo, di orientare l’innovazione nel senso giusto e di aprire la mente ai clienti affinché sappiano godere appieno del miglioramento indotto.

Ultimamente abbiamo costituito un gruppo di valutazione sensoriale presso Oasis, un’emergente impresa di catering della città di San Paolo in Brasile che vanta ben 28 ristoranti. Abbiamo chiesto all’amministratore della società, Marcos Oliveira, quali obiettivi si pone con questa operazione. Con molta sicurezza il nostro interlocutore ci ha risposto che il suo primo obiettivo è di aumentare la capacità delle maestranze, soprattutto dei cuochi, nella scelta di prodotti di qualità e nella successiva elaborazione.

Il secondo obiettivo è fare valere su un mercato emergente come il Brasile – 7% di tasso di crescita previsto nel 2011, 200 milioni di consumatori dei quali oltre la metà sta rapidamente crescendo in termini di cultura e di possibilità di spesa – il plus che un sistema di valutazione sensoriale comporta in termini di immagine: la qualità conclamata vale poco, la qualità comprovata e certificata ha un peso e può fare la differenza con i concorrenti. Quindi l’analisi sensoriale diventa strategica per il marketing e per la vendita.

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