Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Vuoi fare diventare la tua Dop famosa? L’esempio viene dall’Est

Utilizzare l’analisi sensoriale come strumento di valorizzazione ma soprattutto di comunicazione delle denominazioni: è stato questo il messaggio finale lanciato alla consegna dei diplomi per panel leader del prosciutto Istriano. Durante la cerimonia sono stati inoltre marchiati dall’assessore regionale all’agricoltura e dal Ministro dell’agricoltura i primi prosciutti a denominazione di origine controllata della Croazia che saranno inviati alla CE per il riconoscimento DOP/IGP ai sensi del Reg CE 510/06.

Per questi prodotti, che a breve entreranno nel panorama europeo, diventa importante non tanto definire il sistema di valutazione, quanto piuttosto valorizzare le caratteristiche sensoriali comunicandole in modo efficace e trasmettendole ai consumatori che ancora non li conoscono.

Comunemente l’analisi sensoriale è vista come un metodo utilizzato per la valutazione del prodotto e lo stesso discorso vale anche per l’analisi delle denominazioni che devono rispettare le caratteristiche previste dal disciplinare di produzione. È però molto di più di questo.

Partiamo dalla definizione per capirne meglio il significato: l’analisi sensoriale è l’insieme di tecniche e metodi che da una parte consentono di descrivere e misurare la sensazione e la percezione della realtà e dall’altra di migliorare la percezione, agendo direttamente sulla qualità della vita. Quindi, da questa definizione abbiamo già impliciti due campi di applicazione dell’analisi sensoriale: il primo legato all’individuazione degli attributi caratterizzanti del prodotto e il secondo riguardante la comunicazione delle caratteristiche del prodotto ai consumatori.

Punti cruciali nella gestione di una denominazione di origine sono l’individuazione delle fasi del processo che influenzano le caratteristiche del prodotto finito e comunicare e far comprendere al consumatore finale come riconoscere pregi e difetti del  prodotto. Lo strumento ideale per definire le qualità percepite e aiutare il consumatore nella loro percezione è sicuramente l’analisi sensoriale.

Attraverso l’utilizzo delle tecniche descrittive possiamo infatti costruire le mappe del prodotto e con i profili oggettivi quantitativi, qualitativi soggettivi e analogico affettivi possiamo anche trovare le relazioni tra le caratteristiche del prodotto e le fasi differenzianti del processo produttivo.

Da questo presupposto possono quindi essere studiati dei seminari per comunicare le caratteristiche del prodotto in modo da formare il consumatore sul riconoscimento dei pregi e dei difetti. Possono anche essere condotti test sulla piacevolezza al fine di valutare se il consumatore è in grado di riconoscere i meriti del prodotto e collegare tali caratteristiche al profilo edonico. L’analisi di questi dati ci permette dunque di capire quali sono i punti di azione e di miglioramento nella comunicazione del prodotto stesso, in modo da promuoverlo in maniera più diretta, cioè grazie alla percezione del consumatore, sicuramente un ottimo modo per presentare prodotti non molto conosciuti…

Potrebbe essere uno spunto anche per la comunicazione dei nostri prodotti tradizionali seppur famosi, cercando di non comunicare solamente la fama della denominazione ma anche le caratteristiche sensoriali percepite, creando forti collegamenti con il territorio di provenienza.

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