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Robert Parker: ma l’indipendenza basta per assicurare l’affidabilità di giudizio?

Leggiamo (http://divini.corriere.it/2012/12/10/limperatore-del-vino-rottama-la-carta-e-accetta-la-pubblicita/) che Robert Parker, nell’ambito di un’ampia ristrutturazione del suo gruppo e delle sue attività, accetterà la pubblicità sul suo sito, purché non riguardi il vino, per mantenere intatta l’indipendenza di giudizio.

Noi siamo convinti che non esista a questo mondo l’indipendenza di giudizio, però apprezziamo non poco questa tendenza filosofica del noto critico, a fronte delle distorsioni del mercato prodotte da molti che fanno della loro presenza sui media un centro economico, di immagine e di potere.

Ma basta l’indipendenza di giudizio per garantire al consumatore l’affidabilità di giudizio? Io sono enologo, quindi il vino l’ho studiato, ho superato i sessanta operando sempre nel settore, e quindi posso vantare una certa esperienza. Eppure lo stesso vino mi cambia nel bicchiere a seconda dell’umore, del sorriso di chi ho di fronte, dell’orario in cui lo assaggio. Ve lo dico francamente: di me stesso non mi fido. Potrei fidarmi se assaggiando lo stesso vino con altre migliaia di persone notassi che il mio giudizio corrisponde sempre al loro. Succede esattamente il contrario. Se non avessi cominciato a occuparmi di analisi sensoriale e a vedere, in qualità di responsabile, decine di concorsi e analizzato i dati di migliaia di vini sottoposti a più persone potrei essere molto demoralizzato e potrei pensare di essere io quello sbagliato. Invece noto che anche il più bravo assaggiatore dà giudizi diversi assaggiando lo stesso campione a pochi minuti di distanza.

Ma Parker e colleghi non hanno mai fatto di queste esperienze, si ergono a giudici monocratici e consacrano altri giudici monocratici senza mai essersi sottoposti a una verifica. Forse perché sanno che potrebbe essere una tragedia. Anni fa il Centro Studi Assaggiatori lanciò una sfida: si sarebbe offerto gratuitamente di valutare le capacità dei critici secondo le regole scientifiche dell’analisi sensoriale. Il guanto non è stato raccolto. Né lo sarà mai.

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