Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Un passo in più: diventare panel leader

Il primo passo è diventare un giudice di analisi sensoriale.

Un giudice di analisi sensoriale impara a utilizzare i propri sensi e a compiere test ad alta utilità informativa in circa 16 ore di lezione in aula, attraverso l’apprendimento di nozioni teoriche ed esercitazioni pratiche mirate a sviluppare la percezione e la capacità di giudizio. Ma per migliorare e aumentare le abilità percettive, andando oltre i propri limiti, serve molto di più: curiosità e voglia di scoprire nuovi aromi, memoria olfattiva e retrolfattiva, un ampio vocabolario semantico per descrivere le sensazioni…

A tutti coloro che intraprendere questo percorso formativo, viene offerta la possibilità di farlo frequentando il corso per giudice qualificato del Centro Studi Assaggiatori in programma i giorni 21 e 22 gennaio (per maggiori informazioni scarica la locandina).

Ma facciamo un passo in più.

Perché infatti rimanere un giudice quando si può avere l’opportunità di pianificare i test e orchestrare i panel di assaggiatori in prima persona? Di elaborare i dati ed essere in grado di leggere i risultati statistici in base agli obiettivi proposti col test? In 40 ore di formazione si possono acquisire competenze tali da permettere a professionisti e aspiranti, di essere veri protagonisti dell’analisi sensoriale.

A chi è già giudice qualificato, o lo diventerà nelle giornate del 21 e 22 gennaio, e vuole compiere questo passo formativo in più, dunque, non resta che partecipare dal 23 al 25 gennaio al corso di specializzazione per panel leader di analisi sensoriale (scarica la locandina).

Le esercitazioni pratiche proposte, mirano a sviluppare la manualità nella preparazione dei test e nella stesura dei piani di assaggio, a far esercitare i leader nella conduzione del gruppo di valutazione, a elaborare i dati interpretandoli correttamente, a emettere dei report. Le conoscenze acquisite sono spendibili dai tecnologi, non solo nelle certificazioni di qualità ma anche nel campo della ricerca e dello sviluppo, nella produzione, e dal personale del marketing nelle indagini sul consumatore e nella comunicazione del prodotto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.