Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Scoprire i vini di domani: l’università come punto di osservazione

Quasi sicuramente rosso, intenso, di buon corpo, generoso e con un fruttato deciso reso ampio da uno speziato di pari caratura: è questo il vino preferito da 80 studenti in enologia che hanno appena terminato il corso di analisi sensoriale all’Università di Udine.

In prevalenza veneti, friulani e trentini, ma con significative presenze provenienti da altre parti d’Italia, nonché da Cina, Germania, Argentina e Repubblica Moldava, divisi in quattro gruppi, in 4 giorni hanno esplorato sensorialmente bianchi da uva a frutto neutro e aromatico, rossi d’annata e invecchiati, vini da dessert da riduzione e da ossidazione.

I dati sensoriali hanno riguardato oltre 40 descrittori e sono stati acquisiti mediante device con software Ads ed elaborati con Big Sensory Soft. Le differenze dei giudizi ottenuti dai quattro gruppi non sono state significativamente diverse, tutti gli studenti hanno optato per la tipologia di vino pocanzi descritta.

Ora, seguendo una logica stringente, se hanno preferito vini del genere quasi sicuramente orienteranno la loro competenza per ripetere quelli che considerano modelli di qualità. Ma noi non possiamo fare a meno di chiederci due cose: un simile modello è innato o in qualche modo è stato suggerito durante il loro corso di studi? E’ possibile che evolvano verso stili che prediligano l’eleganza alla potenza? Lo speriamo vivamente.

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