Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

La taratura e la sua importanza

IMG_1858Da assidua e seriale frequentatrice di corsi (vino, birra, grappe), ogni volta che si arriva alla fase degustativa con gli esperti (alcuni di essi veramente bravi) c’è sempre un piccolo tarlo nella mia mente che dice: abbastanza o moderatamente acido, cosa vogliono dire? Perché io sento una cosa e colui che parla la percepisce in maniera molto diversa? E soprattutto, perché devo prendere per oro colato quanto dice?

In realtà ciò che accade è che non si utilizza in questi momenti didattici una scala discreta comune per tutti e quindi ognuno tende a farsi una sua idea di una specifica sensazione senza che essa subisca nè verifica nè taratura con il resto del gruppo. Vada per le degustazioni a un pubblico di appassionati, ma quando ci sono momenti di formazione, gli esperti degustatori devono seguire le norme dei panel, tararsi, di modo tale da poter dare a chi ascolta il più preciso output possibile.

Il rischio di non seguire questa prassi è quella di ingenerare una grande confusione e creare un distacco sempre maggiore tra chi parla e chi assaggia, in quanto manca un linguaggio comune comprensibile da tutti e che tutti possono utilizzare nel momento dell’assaggio. Inoltre il degustatore si trova nella condizione di dover pensare alla sensazione senza che il giudizio gli venga spontaneo in quanto non possiede dentro di sè un metro di giudizio da poter utilizzare in ogni situazione.

Ecco che deve venire in aiuto in questi casi l’analisi sensoriale, per aiutare l’esperto a fidarsi dei propri sensi e per poter trasferire a chi ascolta la poesia che ci regalano alcune sensazioni nella maniera più semplice e immediata possibile.

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