Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

E chi ha paura di Starbucks?

IMG_0267-grsBen 75 sono state le presenze ai moduli del Master in analisi sensoriale e scienza del caffè che si è tenuto a Brescia la scorsa settimana, organizzato dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè. Professionisti del settore provenienti da tutta Italia, ma anche da Repubblica Ceca, Svizzera, Romania e Spagna che, italiano-parlanti, non hanno avuto la pazienza di attendere la sessione di ottobre in lingua inglese.
Per quattro giorni hanno studiato i caffè di origini e la tostatura, hanno approfondito le conoscenze di psicologia della percezione e della fisiologia dei sensi e alcuni hanno acquisito la qualifica di Espresso Italiano Trainer, diventando di fatto ambasciatori di una preparazione di caffè ormai trasversale alle culture e amata in tutto il mondo. Tra gli allievi molti baristi che hanno affrontato la chimica, la statistica e la psicologia nella convinzione che solo attraverso una cultura profonda si possa raggiungere il successo.
Hanno imparato metodi e ora hanno una visione diversa della realtà, una maggiore coscienza di quanto accade nella gestione della miscela, del macinadosatore e della macchina. E sono pronti a trasferire quanto appreso a collaboratori e colleghi, costituendo la maggiore tutela e promozione della tazzina made in Italy che, quando eccellente, rimane imbattuta per il piacere che offre. Come dire: è bello giocare con i mille modi che l’uomo ha inventato per godere del caffè, ma quando si tratta di cose serie l’innovazione passa per la tradizione.

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