Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Quando il profumo di caffè entra al Muses

img_1214_optIl caffè è un orfano. In un’ottica di sviluppo territoriale le autonomie locali dimenticano volentieri il caffè, perché a differenza della vite, non rende giardini le nostre colline. Quindi poco importa che rappresenti un settore economico di notevole importanza, che siano stati gli italiani a inventare l’espresso che oggi è un ambasciatore eccellente in tutto il mondo o che sia espressione di un patrimonio culturale di grande spessore.
L’iniziativa del Muses, Accademia Europea delle Essenze, potrebbe infrangere questo muro di indifferenza portando una nuova attenzione verso il caffè da parte di tutti gli enti che si occupano di crescita dei territori. Venerdì 25 novembre ha infatti organizzato a Savigliano (CN), nel maestoso palazzo Taffini d’Acceglio che ospita il museo delle essenze, un convegno in cui sono stati presi in considerazione tutti gli aspetti della produzione e del consumo del caffè con un compendio particolare fornito dall’analisi sensoriale.
Hanno dato il loro contributo in veste di relatori Michele Mastrantuono (Lavazza), Paola Rebufatti (Laboratorio Chimico Camera di Commercio di Torino), Erica Liberto (Università di Torino), Camilla Pavarin (Ospedale di Cuneo), Giuseppe Zeppa (Università di Torino) e Luigi Odello (Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè). Al pomeriggio, non poteva mancare, un viaggio con la mappa sensoriale alla scoperta dei segreti del caffè, curato ancora da Iiac, e un laboratorio di latte art condotto da Francesco Corona.

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