Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Chi ha detto che i Millennials non consumano vino?

Millennials qSono i nati tra il 1977 e il 1999 i soggetti degli ultimi studi sul marketing del vino, condotti dalle svariate università mondiali, con particolare rilevanza verso gli Stati Uniti e l’Italia.
Negli Stati Uniti, primo mercato di export per le nostre bottiglie, il sorpasso rispetto alla generazione precedente c’è già stato: gli 80 milioni di Millennials americani rappresentano la generazione che in quantità beve più vino di qualsiasi altra, con il 42% di tutti i consumi. I giovani adulti Usa scelgono il vino in primis per la notorietà del brand e poi per il tipo di vino. All’opposto, il primo criterio di scelta dei Millennials italiani è la tipologia del vino mentre la notorietà del brand è del tutto marginale. Nella scelta del vino subentrano altri fattori puramente estetici e di design come il packaging e le etichette, ma anche l’attenzione all’innovazione, alla sostenibilità, alla creatività, ai premi vinti e alle descrizioni sensoriali.
Dato che i Millennial americani costituiscono il maggior gruppo di consumatori registrato nella storia degli Stuti Uniti nei termini del potere di acquisto con un introito anno di 211 miliardi di dollari non è giunta l’ora che i produttori italiani inizino a costruire piani strategici di comunicazione? I giovani sia italiani sia americani viaggiano di più e acquisiscono di giorno in giorno nuove informazioni e nuovi input di acquisto, ma non solo, la cultura giovanile si sta trasmettendo sempre più facilmente attraverso internet e social network. Il Centro Studi Assaggiatori ha studiato e ha messo a punto nuovi metodi di comunicazione digitale e contenuti web per la divulgazione di contenuti sensoriali sempre più richiesti dai nuovi Millennials, dovrebbe quindi essere giunta l’ora che i produttori, in base alle tendenze, innovino il loro modo di comunicare.