23 Ott, 2007
Etichette imbarazzanti: un caso dall’Aceto Balsamico di Modena
Posted by: Carlo Odello In: Aceto balsamico| Comunicazione| Marketing
In una veloce cena di una sera di fine fiera - Host, a Milano, cinque giorni veramente interessanti - il cameriere mi chiede se desidero del balsamico. Gli chiedo cos’ha in casa. Ne ha solo uno. Ma che balsamico: l’etichetta la dice lunga. Campeggia immediatamente un "Aceto Balsamico di Modena". E fin qui ok. Poi in un tondo rosso leggo in maiuscolo "maturato in botti di rovere" , con questo "maturato" in grassetto. Di seguito l’incredibile dicitura: "Affinato per oltre 60 giorni in botti di rovere allo scopo di esaltare il profumo e il suo sapore agrodolce". 60 giorni di affinamento? Due mesi di passaggio in rovere? E che dovrebbe avere ricavato questo balsamico da un tanto fugace contatto con il legno? Nel caso migliore l’etichetta è frutto della beata ignoranza del copy (ma almeno documentarsi un minimo non sarebbe utile?). Nel caso peggiore è malafede, inganno. In ogni caso è incredibile che nel 2007 girino ancora etichette di questo tipo. O forse no.