A Montecitorio il premio Soldera: vince l’analisi sensoriale

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Forse è la prima volta in 150 anni della storia d’Italia che a Montecitorio viene dato un premio all’analisi sensoriale.

A consegnarlo è stato Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati, a riceverlo Manuela Violoni, sensorialista del Centro Studi Assaggiatori.

Sicuramente per noi è una grande soddisfazione che non ci sogniamo neppure minimamente di moderare e tantomeno di nascondere, una soddisfazione che ci sarebbe però stata negata se Gianfranco Soldera, viticoltore in Montalcino, strenuo difensore della tradizione vista con gli occhi della scienza e proprietario della celeberrima tenuta Case Basse,  non avesse avuto la fantastica idea di bandire il “Premio internazionale Brunello di Montalcino Case Basse Soldera per giovani ricercatori”.

Se Gianfranco Soldera partendo nel 1972 da una tenuta incolta è riuscito a fare emergere il talento di una terra per dare un vino esclusivo agli enofili sapienti – oggi Case Basse è per gli economisti un caso studio per ricavare modelli vincenti per il futuro – occorre dire che vicino a lui c’è da sempre Mario Fregoni, famoso scopritore di talenti tanto nei terroir quanto negli esponenti del genere umano di entrambi i sessi.

Quindi nel premio Soldera c’è lo zampino del presidente onorario dell’Organizzazione internazionale della vite e del vino che di analisi sensoriale è tutt’altro che digiuno: fu lui a inventare il Master universitario relativo tenuto all’Università Cattolica per ben cinque edizioni e a volere l’International Academy of Sensory Analysis che oggi riunisce sensorialisti dei cinque continenti.

Soldera e Fregoni sono quindi scopritori di talenti, anche tra i giovani ricercatori (risulta doveroso citare gli altri candidati: Marco Biagi, Lorenzo Brilli, Matteo Gatti, Antonio Manes, Eleonora Mari e Giulio Ravasi). A scoprire il talento dei Brunello di Montalcino ci ha invece pensato Manuela Violoni che lavorando con giudici qualificati e due metodi innovativi come il Big sensory test avanzato e analogico affettivo su numerosi campioni ha sostanzialmente messo in evidenza due grandi stili di Brunello e tre stadi evolutivi.

Al di la dei dettagli tecnici il premio Soldera e la medaglia concessa dal Presidente della Repubblica rappresentano una grande vittoria per l’analisi sensoriale che per la prima volta giunge come disciplina nei palazzi del potere applicata alla ricerca e, soprattutto, alla ricerca viticola enologica. Neanche a farlo apposta l’edizione 2011 del premio Soldera è stata dedicata alla memoria del grande collega enologo Giulio Gambelli, uno degli assaggiatori più famosi che il vino abbia conosciuto. Come dire: nessuno ha tradito la nostra grande scuola di degustatori di vino, l’analisi sensoriale è semplicemente la sua espressione scientifica, i giovani il suo futuro.

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  1. Questa sì è una bella notizia! Brava Manuela, e complimenti a tutto lo staff del CSA.

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