Guida Vini Altroconsumo 2013: la credibilità

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Per anni abbiamo analizzato le guide ai vini del nostro Paese per poi tracciare resoconti dettagliati e supportati statisticamente da pubblicare sulla rivista L’Assaggio. Abbiamo fatto scoperte interessanti: mostri di bravura nella degustazione (capaci di valutare oltre 400 vini in una giornata), la concentrazione della qualità in alcune regioni o in alcune cantine, a volte una notevole fantasia nei metodi di attribuzione dei premi. Raramente le guide hanno considerato il nostro sforzo di analisi, come se non sentissero il sentimento di responsabilità che hanno nell’orientare il consumatore e nella generazione di un differenziale competitivo tra i produttori. In fondo sono stati proprio questi ultimi a decretare il loro successo: non c’è azienda che all’uscita delle guide non lanci un comunicato stampa per vantare un buon piazzamento. È straordinario pensare che buona parte del potere delle guide derivi proprio dalle loro vittime, anziché dall’autorevolezza prodotta dalla credibilità, a sua volta basata sull’attendibilità, sull’affidabilità e sull’esaustività.

Non sono rimaste scosse neppure dalle trasmissioni televisive seguite da milioni di telespettatori che le hanno messe alla berlina.

Poi arrivò la guida di Altroconsumo, giunta quest’anno, all’ottava edizione. Non prometteva di segnalare i migliori vini delle oltre 300.000 referenze che popolano il nostro mercato, ma di dare una valutazione ai vini che più facilmente si possono trovare al supermercato e in enoteca. I vini, più di 300, sono acquistati, sottoposti ad analisi chimica e ad analisi sensoriale. Sì, ad analisi sensoriale, non a degustazione. Vale a dire che ogni vino è valutato in modo rigorosamente anonimo da un panel attraverso descrittori oggettivi ed edonici e la misurazione eseguita è sottoposta a validazione attraverso la verifica dell’attendibilità e dell’efficacia dei giudici che l’hanno eseguita. Poi si generano le classifiche e in guida sono pubblicati tutti i vini, quelli buoni e quelli meno buoni, indicando il prezzo rilevato sul mercato. E per ogni vino è riportata anche una descrizione delle caratteristiche sensoriali. Così ogni consumatore è libero di girare tra gli scaffali e scegliere, in base ai propri gusti e alla propria capacità di spesa, aiutato da una valutazione onesta. Insomma: la perfezione non è di questo mondo, ma è bello pensare che c’è qualcuno che fa di tutto per raggiungerla.

Un commento

  1. come si fa a comprare questa guida? bisogna essere soci? grazie

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