Esiste l’odore bianco?

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È di questi giorni la notizia di un lavoro realizzato da Noam Sobel del Weizmann Institute di Rehovot (Israele) e pubblicato su Pnas, la rivista dell’accademia delle scienze statunitense, dal quale si evince che miscele contenenti oltre 30 molecole non sarebbero più discriminate dal nostro olfatto generando una specie di luce bianca che contiene tutte le tonalità di colore.

Sicuramente la notizia per noi sensorialisti è da approfondire, ma personalmente credo che così come è stata riportata, contenga qualche errore. È di questi giorni infatti una tornata dell’International Academy of Sensory Analysis nella tenuta di Soldera in quel di Montalcino dove abbiamo potuto sperimentare una serie di Brunello di diverse annate: dal 2000 al 2011 (che Brunello ancora non si può chiamare) passando per uno straordinario 2002. Letteralmente catturati dall’edonismo ci siamo dimenticati di contare le molecole estasianti contenute in questi vini, ma siamo pronti a giurare che erano più delle 86 utilizzate dall’accademico israeliano nell’esperimento, eppure riuscivamo a discriminare perfettamente un Brunello dall’altro.

Lungi da noi dubitare dell’ottimo Sobel, ci impegneremo a trovare il lavoro originale e a studiarlo con attenzione, ma intanto proseguiremo ad allenare il nostro olfatto con prodotti che di molecole ne hanno anche più di mille, cercando di rilevare le differenze attraverso quanto ci evocano, sicuri che il piacere nasce anche e soprattutto da sinfonie di profumi.

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