Narrare per sognare

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In un mare di informazioni, prodotti, certificazioni territoriali e raccomandazioni salutistiche, ecologiche e tradizionali, l’assaggiatore naviga ancorandosi al proprio giudizio. Non è ora di fornire una bussola che dia dei riferimenti di qualità e degli strumenti per riconoscerla sensorialmente? Non è ora di donare al mondo una narrazione che lasci sognare i degustatori insieme a chi crea i veri e propri capolavori alimentari made in Italy?

Non è una novità che un racconto aiuti a trasmettere e condividere valori e concetti. Miti e leggende sono tra le più antiche forme di divulgazione di idee. Eroi e dei si avvicendano nelle loro imprese, spiegando la formazione del mondo, la nascita dell’uomo e delle società e fornendo riferimenti e regole di vita.

Anche l’utilizzo della narrazione nella comunicazione dei prodotti è da tempo più o meno consapevolmente utilizzata. Basti pensare ai venditori ambulanti che già nell’antichità declamavano nelle piazze a piena voce non solo le virtù dei propri prodotti, ma la loro unica e avvincente storia, anche inventandone una fantastica se necessario.

Più recentemente fenomeni come il Carosello hanno utilizzato la storia e il racconto per comunicare i prodotti. All’epoca del boom economico così il racconto acquisì un’importanza strutturale, tanto che la réclame divenne un vero e proprio momento di svago per grandi e piccini, che ancora oggi cantano jingle di caffè e amari.

La comunicazione contemporanea conosce bene la potenza del racconto e sfrutta questo strumento per pubblicizzare prodotti e raccontarne le virtù. Piccoli eroi hanno animato vicende attorno a merendine e dolcetti per la colazione, la più bella della classe è crollata innanzi al fascino di automobili e immaginari impiegati bancari hanno raccontato la loro storia (per dare a queste istituzioni un volto più umano). E ancora: flotte di fermenti lattici raccontano di guerre intestine, cumuli di polvere si animano per parlare di panni casa, principi e principesse interagiscono per narrare le virtù di lunghissima carta igienica.

Tanto sono avvincenti alcune trame e tanto restano impresse nella memoria che talvolta ci si chiede menzionandole: “ma che cosa pubblicizzava quello spot così divertente?”

Il settore alimentare è ricco di storie e di stimoli. Le persone che animano le aziende, i territori in cui sono immerse, le tradizioni legate ai singoli beni sono una fonte inesauribile di vicende e soggetti per veri e propri romanzi. Cosa ancora più importante, ogni prodotto può originare un racconto attraverso la propria sensorialità, le proprie caratteristiche e le emozioni che evoca. Questo l’ha ben scoperto il settore enologico, che ha iniziato a parlare delle vicende delle cantine e a comunicare le caratteristiche dei vini. Ma il vino non è l’unico prodotto di grande valenza sensoriale ed evocativa. Perché non il caffè, il riso, i salumi, dolci o i distillati? E persino frutta e verdura e preparazioni gastronomiche.

L’Italia è ricca di storia, tradizioni, qualità e innovazione. Si è parlato fino alla noia di tutto questo tanto che è desueto ormai persino il concetto di “innovazione nella tradizione”.

La sfida dell’oggi è fare qualità raccontandola e calandola nella quotidianità di chi ne usufruisce. Più l’assaggiatore sarà protagonista delle sue esperienze, più legherà il prodotto a ricordi ed emozioni. Più l’utente sarà coinvolto ogni giorno nello sviluppo dell’attenzione verso le proprie percezioni per poter godere del piacere offerto dai beni e dai territori, più sentirà un effettivo miglioramento della propria qualità della sua vita, eludendo così le mere e fittizie opere di marketing o i ridondanti richiami a una tradizione rianimata giusto all’occorrenza.

I beni di qualità sono un frutto sincero e contemporaneo di un percorso inserito in un contesto coerente, al tempo stesso locale e mondiale, antico e moderno. Se sapremo dare agli assaggiatori una guida che li accompagni nella scoperta sensoriale del piacere, potremo lasciare in lui un ricordo indelebile, e allora potrà sognare insieme a noi.

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