L’irresistibile curiosità olfattiva

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Da quando – per la precisione da quasi una decina d’anni – ho cominciato a fare corsi in Giappone non mi era mai capitato di trovare un allievo fuori posto al termine della pausa. Quest’anno ho dovuto fare più di un richiamo. Il motivo? Sensory Box Explorer, con le sue 20 fragranze ottenute da una ricerca in cui sono state fatte 19.840 osservazioni statistiche per mettere a punto gli aromi più rappresentativi del nostro vivere quotidiano. Un gioco irresistibile: si apre un contenitore, lo si porta al naso e si va a cercare in un elenco a cosa corrisponde. I casi sono due: si identifica con facilità, quindi si è gratificati e dunque si vuole proseguire con gli altri 19, o non si riesce a collocare sulla mappa e di conseguenza si prova con un altro. Questo fino a quando non si ha terminato la serie.

Se per gli allievi giapponesi è stato motivo di indisciplina, per i bambini di una V elementare di Roma è stata una festa (vedasi Sensory News del 7 ottobre, Analisi sensoriale per innovare il cibo) in cui hanno dimostrato che l’assenza di censure contribuisce in modo determinante all’abilità olfattiva. Sugli aromi i ragazzini si sono letteralmente avventati, al contrario di un noto imprenditore, di cui non facciamo il nome, che dopo aver ostentato indifferenza si è lanciato nell’identificazione delle essenze abbandonando gli interlocutori fino al termine dell’esperienza.

Altrettanto curioso è stato l’atteggiamento dei vip che hanno partecipato venerdì scorso a una degustazione organizzata dai Narratori del gusto di vini storici (sette in tutto, il più vecchio uno Sherry di 110 anni) condotta dal celebre sommelier Luca Castelletti nell’ipertecnologico spazio Theca di piazza Castello a Milano. In questo caso, non volutamente, Sensory Box Explorer è stato abbandonato sul banco della reception. Molti ospiti si avvicinavano con circospezione, esaminavano con consumato distacco uno degli standard e poi lo aprivano. Non appena lo portavano al naso scattava in loro il desiderio di proseguire con gli altri, un meccanismo compulsivo che ha colpito indistintamente personaggi della finanza ed editori, stilisti e imprenditori.

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