Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Il premio Soldera per giovani ricercatori alla V edizione

Già essere nella sala del Mappamondo di Montecitorio è una conferma che si tratta di una qualcosa di importante, ma la dimensione dell’evento è stata data dai dieci giovani ricercatori che hanno presentato i lavori realizzati nel 2014: Jacopo Bigliazzi, Lorenzo Brilli, Daniele Davitti, Salvatore Filippo Di Gennaro, Claudia Ferretti, Giulia Harri, Giuseppe Mazza, Elisa Pievanelli (con uno studio condotto insieme ad Abel Rodriguez de la Conception e Riccardo Stefanelli), Emanuela Pusceddu e Yuri Romboli.
A conferma di quanto sostiene Gianfranco Soldera (la perfezione è una meta e  pure il grande Brunello di Montalcino ha ancora margini di miglioramento) i giovani ricercatori hanno dimostrato che l’innovazione è possibile portando ricerche su nuovi metodi di conduzione del vigneto (droni e sonde wirless, remote sensing e altro ancora), di produzione e tracciabilità del vino (tra Dna e lantanidi). Interessanti come sempre gli interventi di Mario Fregoni, presidente della commissione giudicatrice e dell’assise, che ha via via collegato le varie tesi all’obiettivo primario del miglioramento qualitativo. L’apice, in questo ambito, è stato raggiunto da Claudia Ferretti con un lavoro sulle variazioni sensoriali a bottiglia smezzata, nell’arco di oltre 100 ore, di 31 vini italiani. Da questa emerge un dato davvero confortante, soprattutto se si considera  l’investimento di circa 500 euro a bottiglia: il Sangiovese Case Basse Soldera evolve acquistando nuovo fascino senza che venga depresso il piacere del fruitore.

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