Da Soldera il seme per costruire un gruppo di scienziati per autenticare il vino

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shutterstock_51373558Parte dall’Azienda Agricola Case Basse la nuova frontiera scientifica per la salvaguardia del “made in Italy” attraverso la ricerca di quelle componenti genetiche e biochimiche che caratterizzano un vino,  sia monovarietale sia blended. Il 9 settembre infatti in Montalcino, (territorio base del progetto “Winefinger”della regione Toscana), si sono riuniti tre Università Toscane (Siena, Firenze e Pisa), il Dipartimento di Biotecnologia e Genetica dell’Università di Tras-os-Montes e Alto Douro (Portogallo), Bionat Italia, il CRA-VIT di Conegliano Veneto e Il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF).
La giornata di studio intitolata “Molecular and Analytical Wine Varietal Authentication”, ha coinvolto ricercatori d’Italia e non solo, tutti mossi dalla necessità di avere degli strumenti scientifico-statistici validi e affidabili per garantire ai consumatori la massima tracciabilità dei prodotti acquistati, a conseguenza anche dei vari casi di cronaca che hanno visto il vino soggetto a manipolazioni non autorizzate. Il DNA diventa una sorta di “pannello di controllo” dove gli scienziati, leggendo i vari marcatori molecolari, possono risalire alla composizione varietale del vino stesso e quindi autenticare coloro che seguono le regole dei disciplinari, usando le corrette tipologie di uva.
I soggetti coinvolti hanno quindi iniziato con questa tavola rotonda a fondare le basi di ricerca su una materia che sarà sempre più importante in futuro, per proteggere la tipicità e il lavoro di chi ha fatto dell’autenticità un proprio cavallo di battaglia.

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