Ascoltare il vino

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Ascoltare il vinoSe chiedete a uno scolarizzato del gusto occidentale cosa sente in un vino, immediatamente la sua mente corre a un elenco di termini appresi che poi va a confrontare con quanto gli evoca il prodotto.
Il suo collega orientale non fa così: prende un sorso di vino, libera la mente e attende che il vino gli parli.  Il risultato è soprendente, non tanto per la quantità di descrittori che riesce a esprimere, quanto per il singolare allineamento semantico che riesce ad avere con il colleghi.
Su questo fatto c’è davvero da riflettere per la progettazione di percorsi formativi alternativi di giudici sensoriali e sommelier, ma anche sul diverso livello di gratificazione che può dare un vino – o qualsiasi altro prodotto ad alto contenuto edonico – se la mente fosse ben preparata nella decodifica del suo carattere.

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