Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Altroconsumo cambia aroma: si parla di futuro e di gusto

Il festival di Altroconsumo è sicuramente un fenomeno di successo: bastano i 100.000 partecipanti registrati lo scorso anno a confermarlo. Ma da quando si svolgeva per le vie di Ferrara passando poi  all’edizione del Castello Sforzesco del 2016 l’aroma è cambiato: quest’anno ha avuto luogo nel prestigioso Unicredit Pavilion di Milano dove si respirava un aria da pensatoio e ci si sentiva protagonisti di un gruppo qualificato che progetta il futuro.
In un simile contesto non poteva mancare una riflessione sul cambiamento dei gusti. L’ha fornita il Centro Studi Assaggiatori basandosi sugli oltre 300.000 test che compongono una banca dati iniziata quasi trent’anni fa e l’ha espressa Luigi Odello in una tavola rotonda moderata da Franca Braga che ha visto la partecipazione di Daniele Bruttini (Cuomi), Daniele Contini (Just Eat) e Enrico Gerli (ristoratore stellato). Se in futuro basterà aprire la finestra a un drone per ricevere sulla tavola preparata da un robot una cena stellata ancora non lo sappiamo, ma è certo che dietro queste tecnologie strabilianti dovrà esserci un cuoco capace di interpretare i gusti dei clienti.
E questi in trent’anni sono cambiati, stanno cambiando e cambieranno ancora. Volendo buttare un occhio sulla sfera di cristallo, ormai dominata dalla statistica, possiamo presumere che in futuro i consumatori premieranno cibi e bevande che presentino una forte identità sensoriale (caratteri decisi) supportata da una narrazione convincente, ricercheranno l’autenticità (quindi molti vini scenderanno di gradazione alcolica), volgeranno le preferenze al floreale elegante, stufi delle insalatone accetteranno il vegetale solo se balsamico e ammiccheranno al tostato (pasticceria, cioccolato, caffè) e alle spezie.

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