Ne facciamo un altro?

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Con una presenza di quasi 200 esperti di alto livello si è concluso il congresso dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing, membro dei Narratori del gusto. Presieduta da Massimo Giordani, in questo evento oceanico ha espresso tutta la sua potenzialità, non solo per la nutrita affluenza, ma anche per quanto è emerso dalle relazioni e dalle tavole rotonde.
L’impulso all’innovazione c’è e si avverte in tutta la sua potenza soprattutto per l’enfasi dedicata alle nuove tecnologie. Ma noi vorremmo cogliere la presenza della gemma latente che è quasi trasversale alle molteplici specialità messe in evidenza dai relatori: un nuovo umanesimo, uno sforzo inedito nel comprendere il consumatore anziché condizionarlo, un nuovo patto sulla qualità a 360°. In un simile contesto parlare di scienze sensoriali è stato facile perché non c’è una disciplina sostitutiva capace di misurare il rapporto tra qualità erogata, qualità attesa e qualità percepita, non c’è un mezzo migliore per garantire il piacere e non c’è una tecnica più efficace per una narrazione coinvolgente.
L’evento ha avuto il merito di fare comprendere ai diversi specialisti, proprio in quanto tali, che con la condivisione delle conoscenze e la collaborazione sul campo gli obiettivi saranno più facili da raggiungere. Ecco il perché della domanda nel titolo: ci è parso comune il desiderio di trovarci ancora insieme.

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