Gli accordi del piacere: come trasformare una sensazione in una frase

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Al workshop dei Narratori del gusto e dell’International Academy of Sensory Analysis che si è tenuto il 6 dicembre presso Casa Martini (Piazza Luigi Rossi 2, Pessione – TO) dal tema Gli accordi del piacere si è visto un intervento di Guido Bosticco, Università di Pavia, del quale riportiamo di seguito il riassunto.
Gli accordi del piacere: come trasformare una sensazione in una frase
Dal punto di vista di un profano della materia “sensoriale”, l’obiettivo numero uno è imparare a decifrare le proprie sensazioni/percezioni, a distinguere sapori, profumi etc. In una parola: allenamento. Il secondo obiettivo è imparare a richiamare quelle sensazioni/percezioni e memorizzarle per sé. In una parola: ri-conoscimento. Il terzo obiettivo è imparare a classificare, coordinare, valorizzare, misurare le percezioni. In una parola: utilizzo. L’ultimo obiettivo – di cui si occuperà questo intervento – è imparare a comunicare queste percezioni e questi dati. Quali sono le parole giuste per farlo? Esiste un vocabolario tecnico, assodato, ma quanto è ancora oggi funzionale? La sensazione richiama il nome o viceversa? A che cosa si può collegare la descrizione di una esperienza sensoriale? Possiamo immaginare di legare fra loro due sensi diversi e costruire una narrazione efficace? Ha senso esplorare questa via? L’obiettivo implicito è comprendere se è necessario rinnovare il vocabolario dei sensorialisti per aumentare la capacità di comunicazione e di penetrazione presso tutto il pubblico (non solo gli esperti) di questo sapere, per diffonderne la cultura e la sensibilità. Alla fine, proveremo a dare qualche suggerimento pratico per iniziare a cambiare il nostro vocabolario.

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