Vorresti diventare un grande assaggiatore?

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Dall’appassionato al giudice sensoriale, dal goloso al gourmet, dall’enologo al tecnologo alimentare: tutti vorrebbero ampliare il campo della percezione, migliorare le loro soglie, poter narrare il sentimento. Anche perché – è dimostrato – così si vive meglio. Ma come fare?
Assaggiate molto, di tutto, e subito scrivete come un amanuense ciò che vi ha colpito, nell’ordine in cui vi è venuto alla mente, anche mescolando caratteri oggettivi con quelli edonici e metaforici, o con quanto la percezione vi ha condotto a evocare: è questo il consiglio che do, da sempre, agli allievi quando mi chiedono come si fa a diventare un buon giudice sensoriale, insieme alla raccomandazione dell’uso costante del vocabolario della propria lingua, il miglior testo di analisi sensoriale che sia stato scritto.
A confortarmi in questa convinzione è intervenuto Guido Bosticco, professore di scrittura creativa all’Università di Pavia che, tra l’altro, consiglia vivamente di non usare lo smartphone, ma carta e penna, come si faceva un tempo quando il congegno elettronico non era ancora presente nelle tasche di gran parte della gente. Ne convengo: cosa c’è di più bello di riflettere anche attraverso la propria grafia il sentimento del momento?

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