Lo fate all’antica o siete passati ai percorsi multisensoriali?

Gioco per un percorso multisensorialePensate a come accogliete gli ospiti: un sorriso, il racconto della vostra storia da quando vostro nonno mise la prima pietra, il giro dello stabilimento e la degustazione finale fatta nello shop?
Sto parlando alle aziende agroalimentari, ovviamente, cantine prime fra tutte.
Beneficiate da un costante incremento del flusso turistico e da un movimento che punta a elevare lo status di quanti si interessano di cibi e bevande, oggi sono una moltitudine quelle che accettano visitatori dai cinque continenti. Il fenomeno presenta un problema che richiede di essere trasformato in opportunità: l’aumento altrettanto elevato delle strutture che aprono le porte ai visitatori. Questo non solo implica una naturale riduzione della massa di visitatori per azienda, ma anche che l’esperienza sia premiante solo la prima volta, perché le successive, realizzate nello stesso settore merceologico, di poco o nulla differiscono.
Quindi occorre fare meglio degli altri. Questa è la strada seguita fino a oggi, in certi casi con un notevole impegno di risorse. In pratica in queste condizioni vince chi ha più soldi da investire, ma diventa sempre più difficile avere un ritorno dall’investimento.
C’è una via più democratica, a disposizione di tutti: i percorsi multisensoriali. Di che si tratta? Di attrezzare l’azienda con una serie di postazioni sensoriali – coerenti con il punto del percorso – che trasformano il visitatore da spettatore ad attore. In pratica: si individuano punti in cui generare esperienze multisensoriali; si progettano e si costruiscono le esperienze; si forma il personale al ruolo di narratore; si redige una piccola guida che consente a tutti di giocare; si comunica con ogni mezzo che l’azienda offre la multisensorialità.
Perché i percorsi multisensoriali si basano sulle scienze sensoriali, ma in realtà sono esperienze ludiche che consentono sfide con se stessi, con parenti e amici, in singolare tenzone o a squadre. La guida, che naturalmente contiene informazioni sull’azienda, non è solo un mezzo pubblicitario, ma diventa una memoria straordinaria dell’evento, qualcosa da conservare. E quindi continua nel tempo la sua azione promozionale.

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