Sensory News

Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

La certificazione del piacere

Della serie “L’Assaggio, percorsi sensoriali per l’innovazione”, si è svolto il secondo webinar che ha ottenuto, come il primo, un notevole successo con la partecipazione in piattaforma e sui social di un centinaio di persone, mentre migliaia sono quelle che hanno visualizzato i post di annuncio e gli interventi di presentazione.

Merito dell’interesse che suscitano le scienze sensoriali o dello straordinario team di relatori? Sicuramente il tema che verteva sulla certificazione sensoriale, e quindi sulla possibilità che hanno le aziende di garantire il piacere dei loro prodotti attraverso una metodologia scientifica ormai consolidata, ha fatto la sua parte, ma non da meno sono stati i relatori che, presentati da Elena Astone e coordinati da Massimo Giordani e Luigi Odello sono intervenuti: il presidente Istituto Eccellenze Italiane Certificate Laura Formichella insieme ai due vicepresidenti Orlando Grondona e Claudio Grigoletto, i produttori di eccellenze Monica Soldera (Case Basse) e Roberta Giusto (Domori), gli esperti Sergio Cantoni e Gian Paolo Braceschi e il professor Roberto Zironi dell’Università di Udine. Molto apprezzata la prolusione sul piacere del professor Guido Bosticco dell’Università di Pavia.

Il video della diretta si può trovare sul nostro canale YouTube.

Percorsi sensoriali per l’innovazione: il secondo episodio

Martedì 2 marzo 2021 è andato in onda il secondo episodio della serie di webinar on-line “L’Assaggio – Percorsi sensoriali per l’innovazione”, una puntata promossa dall’Istituto Eccellenze Certificate e partecipata da Narratori del gusto, International Academy of Sensory Analysis, Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e Associazione Italiana Sviluppo Marketing.
In questo episodio i nostri hanno affrontato il tema, semplice e allo stesso tempo complesso, del piacere: si può certificare?
Presentati da Elena Astone e coordinati da Massimo Giordani e Luigi Odello, potete ascoltare il loro intervento sulla pagina Facebook di Aism (Associazione Italiana Sviluppo Marketing): saremo ben felici non solo di ricevere vostri commenti, ma anche la proposta di argomenti da trattare in prossime puntate.

Hanno aperto la discussione la presidente dell’Istituto Eccellenze Italiane Certificate Laura Formichella insieme ai due vicepresidenti Orlando Grondona (Biscottificio Grondona) e Claudio Grigoletto (Vecogel), seguiti dai dirigenti di produttori di eccellenze Monica Soldera (Case Basse), Roberta Giusto (Domori), dai professori Roberto Zironi (Università di Udine) e Gian Paolo Braceschi (Università di Piacenza) e dal direttore del Consorzio Valcalepio Sergio Cantoni che, per primo, ancora a metà degli anni 90, fece certificare sensorialmente un vino.

Il rapporto fra Accademia e percorsi esperienziali

Antonio MoroAntonio Moro, esperto in crescita del Territorio, ci parla del rapporto fra Accademia e percorsi esperienziali. Tramite la sua esperienza sul campo con l’Accademia del limone sul lago di Garda, ci spiega come i territori abbiano l’esigenza di indirizzare uno sviluppo locale che sia sostenibile e qualificato, specializzato sullo sviluppo del turismo.

Ecco in video l’intervento tratto dal webinar della serie “L’Assaggio – percorsi sensoriali per l’innovazione”, che si è svolto lo scorso 19 gennaio.
Guarda il webinar completo sulla nostra pagina YouTube.

Appello al Ministro Patuanelli

Logo Rito del Caffè EspressoPieno sostegno per la candidatura del Rito del Caffè Espresso Italiano a Patrimonio immateriale dell’Umanità presso l’Unesco. È questa la richiesta che accomuna gli appelli al Neoministro delle politiche Agricole, Stefano Patuanelli, dei principali attori protagonisti della filiera del caffè espresso. Parliamo del Consorzio di Tutela Del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, dello IEI – Istituto Espresso Italiano, di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, dell’Associazione Caffè Trieste e del Consorzio Torrefattori delle Tre Venezie.
Sostegno per una candidatura che proprio in queste ultime ore è stata promossa per l’ulteriore iscrizione ad un inventario istituzionale come richiesto da Unesco. Infatti, il Gruppo di Lavoro Unesco del Mipaaf ha espresso all’unanimità parere favorevole all’iscrizione del Rito (Arte) del caffè espresso italiano nell’Inventario nazionale del patrimonio agroalimentare italiano. Dunque una buona notizia in vista della valutazione della Commissione Nazionale Unesco, step decisivo nell’iter di candidatura.
Una richiesta unanime e accorata, che arriva in un momento di enorme difficoltà per tutto il paese che mai come ora ha bisogno di sentirsi Comunità, anche attraverso un riconoscimento che dia valore a un patrimonio di tutti gli Italiani, quel rito del caffè espresso che tanto è stato colpito dalle restrizioni imposte dalla terribile pandemia che stiamo vivendo. Non è un caso che, proprio durante le difficoltà, tutti gli attori che condividono questo elemento come Cultura Identitaria, si siano uniti per trovare nuovo slancio per un risultato che avrebbe il sapore della rinascita. Perché è di rinascita che la Cultura del caffè ha bisogno per recuperare la sua quotidianità. Tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione di questo rituale con le loro competenze, sono stati colpiti in maniera spaventosa dalla crisi. Crisi evidentemente non solo economica, ma soprattutto sociale, caratterizzata dall’impossibilità di vivere a pieno la socialità insita nel nostro modo di vivere.

Sostegno forte alla candidatura Unesco non solo dai protagonisti della filiera ma anche da parte dei consumatori stessi, che potranno continuare fino al 18 marzo a sostenere la candidatura lasciando sul sito www.ritodelcaffe.it una firma e un proprio contributo creativo che racconti un’esperienza personale legata al rito quotidiano per eccellenza, sotto forma di poesia, fotografia, racconto scritto o disegno.

Certificare il piacere: ma si può?

Locandina L'Assaggio - Percorsi sensoriali per l'innovazione (La certificazione del piacere)

Il professor Guido Bosticco, filosofo e scrittore, nella sua prolusione al webinar della serie Percorsi sensoriali per l’Innovazione che si svolgerà il 2 marzo, si dimostra un po’ scettico sul fatto che il piacere possa avere una dimensione oggettiva e quindi certificabile. Senza contraddirlo interviene, nella seconda parte della prolusione, l’amministratore delegato dell’Istituto Eccellenze Italiane Certificate, Luigi Odello, che spiega la metodologia scientifica impiegata che rappresenta, essa stessa, un’eccellenza del made in Italy.

La garanzia del piacere è una storia tutta italiana. È cominciata un quarto di secolo fa attraverso la messa a punto di una metodologia da parte del Centro Studi Assaggiatori che inizia con un test sui consumatori per individuare quanto un prodotto piace e a chi piace, per poi essere fotografato sensorialmente in laboratorio mediante test ad alta utilità informativa che ne delineano il profilo secondo criteri oggettivi controllati statisticamente.
Il produttore, attraverso la certificazione, si impegna a mantenere il profilo introducendo in azienda un sistema di autocontrollo, costituendo un sistema sensoriale.
L’Istituto controlla sia i prodotti, sia la documentazione che conferma i processi, sia l’efficacia del panel dei giudici sensoriali.

Uno schema semplice, annettibile all’assicurazione qualità aziendale, che però garantisce ciò che non è ancora previsto dalla regolamentazione della maggior parte del food: il piacere.

A trattare l’argomento nel webinar, presentato da Elena Astone e condotto dal presidente dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing Massimo Giordani e dal direttore de L’Assaggio Luigi Odello, sarà la presidente dell’Istituto Eccellenze Italiane Certificate Laura Formichella insieme ai due vicepresidenti Orlando Grondona (Biscottificio Grondona) e Claudio Grigoletto (Vecogel), ai dirigenti di produttori di eccellenze Monica Soldera (Case Basse), Roberta Giusto (Domori), ai professori Roberto Zironi (Università di Udine) e Gian Paolo Braceschi (Università di Piacenza) e al direttore del Consorzio Valcalepio Sergio Cantoni che, per primo, ancora a metà degli anni 90, fece certificare sensorialmente un vino.

L’appuntamento è quindi per martedì 2 marzo 2021 alle ore 16.

Per iscriversi: https://forms.gle/CcstxatW54WoyvsG9
Per vedere la presentazione: https://youtu.be/tTNzv9NK-Qs
Per informazioni: info@assaggiatori.com Telefono 030 397308

Come si misura un Espresso Italiano?

Luigi MorelloDai millilitri o dai grammi di bevanda in tazza, distinguendosi così per un volume molto più piccolo rispetto alle dosi che si bevono normalmente con le altre preparazioni? Anche, ma l’Espresso Italiano si misura soprattutto dal piacere che producono quei tre/cinque sorsi lasciandoci poi in compagnia di un aroma impagabile per decine di minuti. E questo tipo di misurazione si fa dal 1998, anno in cui fu fondato l’Istituto Nazionale Espresso Italiano che, sfruttando cinque anni di ricerche svolte dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè con i metodi del Centro Studi Assaggiatori, mise a punto uno schema di certificazione basato sul profilo sensoriale. Sentiamo in video l’avventura narrata direttamente dall’attuale presidente dello Iei Luigi Morello.

Ecco in video l’intervento svolto dal presidente durante il webinar della serie “L’Assaggio – percorsi sensoriali per l’innovazione”, che si è svolto lo scorso 19 gennaio.
Guarda il video completo del webinar sul nostro canale YouTube.

Le scienze sensoriali sul web

Massimo Giordani è sicuramente conosciuto come uno dei maggiori strateghi del web, ed è anche docente al “Master di I livello in progettazione e management del multimedia per la comunicazione” organizzato dall’Università di Torino. Con lui abbiamo condiviso la tesi di Miriana Costanzo dal titolo “Presenza digitale del Centro Studi Assaggiatori: analisi e strategie” che la candidata ha presentato con successo giovedì 18 febbraio di fronte alla commissione ritratta in foto. La tesi, oltre a risultare utile per le strategie di comunicazione digitale, offre anche una panoramica interessante sulla visibilità sul web delle scienze sensoriali.

La certificazione del piacere

Nessuna poesia è bella se non c’è un orecchio attento a udirla e un cervello evoluto per apprezzarla. Per questo L’Assaggio, l’unica rivista presente nel panorama editoriale italiano che si occupa in modo sistematico della divulgazione delle scienze sensoriali, costruirà una breve ma originale enciclopedia sulla percezione e sulle modalità di innovare prodotti, servizi e narrazione per fare crescere le comunità delle imprese e dei territori.
Il secondo capitolo del webinar si terrà martedì 2 marzo 2021 alle ore 16 con il supporto dell’Istituto Eccellenze Italiane Certificate e dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing.
Il tema che i relatori dovranno affrontare è La certificazione del piacere.

La partecipazione ai webinar è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione al seguente link.
Guarda il video su YouTube.

Un nuovo strumento per affermarsi sui mercati

Laura FormichellaLaura Formichella, presidente dell’Istituto Eccellenze Italiane Certificate e osservatrice dell’evoluzione dei mercati esteri, ci spiega perché è importante certificare il piacere. Potenziare nelle aziende l’innovazione dei prodotti e in tal modo innalzare il livello delle eccellenze italiane attraverso la garanzia della certificazione sensoriale, diventa uno strumento potente per distinguersi dai concorrenti su tutti i canali di distribuzione. Grazie alla sua esperienza con i mercati esteri – in particolare per quello cinese – ci racconta come la richiesta di merci eccellenti sia cambiata negli ultimi tempi e come ci abbia influenzato.

Ecco in video l’intervento, sul nostro canale YouTube, svolto dalla presidente durante il webinar della serie “L’Assaggio – percorsi sensoriali per l’innovazione”, che si è svolto lo scorso 19 gennaio.

L’Assaggio nei beni culturali italiani

Dal 9 febbraio 2021 i 72 numeri de L’Assaggio sono stati presi in carico sul registro della Biblioteca di Unione Italiana Vini e verranno presto catalogati per essere rintracciabili sull’Opac del Servizio Bibliotecario Nazionale in quanto l’archivio e la biblioteca sono stati dichiarati beni culturali dal Decreto n. 17/2020 della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia che ne ha riconosciuto l’unicità del valore storico e culturale “in quanto viva testimonianza della storia dell’enologia […] e della comunicazione di un’impresa a livello nazionale e internazionale, che ha attraversato l’intero Novecento fino ai giorni nostri”. Sottoposti alla normativa di tutela prevista dal Codice dei beni culturali e del MiBACT, l’archivio e la biblioteca rappresentano infatti la sedimentazione documentare di oltre un secolo di attività pratica, amministrativa, giuridica e di ricerca di Unione italiana vini, un patrimonio che d’ora in avanti l’associazione dovrà tutelare assicurandone la pubblicità e la fruibilità da parte di tutti gli interessati.
Per il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: “Questo riconoscimento è un primo traguardo nell’opera di valorizzazione del ruolo che la nostra associazione ha rivestito nel sistema Italia in 125 anni di lavoro, un’operazione strategica che fa da specchio alla nostra attività sociale e politica e un asset economico per tutti i nostri associati. L’archivio e la biblioteca sono e saranno sempre più in grado di garantire una gestione efficiente e risparmiosa della documentazione, ma non solo: potranno rappresentare dei “serbatoi” culturali da cui attingere per operazioni di brand heritage, marketing e comunicazione”.
Conservato a Milano negli uffici via San Vittore al Teatro, l’archivio consiste in circa 160 metri lineari e vanta un patrimonio documentale che va dal 1895 ai giorni nostri. Tra le carte più antiche, i volumi manoscritti con i verbali del consiglio e delle assemblee, le circolari e dei comunicati diffusi tra il 1920 e il 1933, e le schede di adesione all’Unione dal dopoguerra fino ad oggi. Da segnalare anche la documentazione relativa alla serie delle pubblicazioni edite da Uiv, tra cui Il Corriere Vinicolo (dal 1928) e la rivista illustrata Enotria (1922-1999). La biblioteca, attiva già dal 1929, contiene invece diverse migliaia di volumi, anche non reperibili in altre biblioteche del Paese. Tra i più ricercati, la Storia della vite e del vino in Italia di Arturo Marescalchi e Giovanni Dalmasso (1931-1937) e Le uve da tavola di Giovanni Dalmasso (1946), o le riviste come il Giornale Vinicolo italiano di Casale Monferrato (1876-1895), la collezione dal 1946 al 1991 del Bulletin de l’office international du vin / Office international du vin (OIV).

“Il progetto ha come fine ultimo quello di creare il più importante centro nazionale di documentazione del comparto vitivinicolo – ha spiegato l’archivista incaricato Francesco Emanuele Benatti –. Per questo stiamo lavorando per realizzare una sala di conservazione per l’archivio e una per la biblioteca, per aggiornare e rendere accessibili online l’inventario dell’archivio e il catalogo della biblioteca e per garantire il condizionamento dei documenti in faldoni certificati. Infine – ha concluso Benatti –, dopo aver reso disponibile online Il Corriere Vinicolo a partire dal n.1 del 1928, puntiamo a continuare il processo di digitalizzazione”.