Emozioni dal mondo 2020: le emozioni non si fermano

Emozioni dal mondo 2020, sala dell'eventoUn’edizione decisamente straordinaria quella del Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” 2020.
La manifestazione “made in Bergamo and loved in the world”, come recita la bio Instagram dell’evento (@emozionidalmondowines), è giunta quest’anno alla sua sedicesima edizione e l’obiettivo per il 2020 era esserci, come conferma il direttore del Concorso, l’enologo Sergio Cantoni.
“Mai come quest’anno per noi era importante non fermarsi. Per Bergamo è stata una primavera difficile e tutt’ora la situazione sanitaria globale non ci fa stare tranquilli, ma noi abbiamo fortemente voluto esserci quest’anno per mostrare al mondo che, nonostante tutte le difficoltà, Bergamo #molamia (ovvero non molla, non si abbatte. È stato l’hashtag di riferimento del dopo lockdown orobico ndr). Ci siamo fortemente impegnati per garantire un’edizione professionale, sicura da un punto di vista sanitario e, al tempo stesso, emozionante e coinvolgente. Eravamo dubbiosi sulle modalità che ci avrebbero consentito di svolgere Emozioni dal Mondo, poi, inaspettatamente, sono arrivati in sede i primi campioni iscritti spediti direttamente dall’Australia; e noi abbiamo pensato che se qualcuno, laggiù in Australia, credeva così tanto in noi da inviarci i suoi campioni, non potevamo deluderlo. Ed eccoci qui!”
Un “Emozioni dal Mondo” in formato ridotto, per ovvie ragioni di sicurezza e di difficoltà nelle spedizioni dei vini. 154 i campioni arrivati a Bergamo da 12 Paesi nel mondo (Argentina, Australia, Austria, Brasile, Croazia, Francia, Germania, Italia, Moldavia, Romania, Serbia e Slovenia). A degustarli 40 giudici internazionali convocati a Bergamo da 13 Paesi (Colombia, Giappone, Italia, Moldavia, Polonia, Romania, Serbia, Slovenia, Sud Corea, Spagna, Svizzera, Svezia e USA) e suddivisi in 5 commissioni.
Le degustazioni si sono svolte nell’affascinante cornice del Castello degli Angeli di Carobbio degli Angeli (BG) che ha ospitato anche l’emozionante Cena di Gala.
Ad occuparsi del servizio in sala dei campioni ancora una volta i ragazzi della Scuola Alberghiera di San Pellegrino Terme, supervisionati da Sommelier professionisti dell’AIS Bergamo. Altra partnership oramai consolidata e confermata anche per questa edizione speciale è quella con il Centro Studi Assaggiatori di Brescia che si è occupato della gestione scientifica del Concorso e dell’elaborazione dei risultati della degustazione. Elaborazione che ha portato all’assegnazione, come da regolamento OIV, di 2 Gran Medaglie d’Oro e di 45 Medaglie d’Oro.
Emozioni dal Mondo 2020 puntava a parlare di Bergamo e ha scelto di farlo dedicando gran parte del programma extra-degustazione alle visite della città. Approfittando della location scelta per ospitare i giudici internazionali, il Best Western Hotel Cappello d’Oro, nel cuore della città, sono stati strutturati due tour: il primo dedicato alla città Bassa e il secondo alla città Alta con tanto di camminata lungo la strada che unisce le due parti della città.
Un’edizione speciale all’insegna delle regole: dalla misurazione della temperatura al distanziamento sociale, dalle mascherine obbligatorie in ogni situazione di gruppo all’utilizzo di calici nuovi e mai usati in precedenza, dalle procedure legate al servizio alla ricerca di tour e visite all’aperto. Un’edizione che, nonostante tutto, ha mantenuto intatto il suo messaggio più profondo, quello legato alle emozioni.
Perché nonostante tutto le Emozioni non si fermano.

International Coffee Tasting: assegnate nuove medaglie d’oro dell’edizione 2020

Logo International Coffee Tasting 2020Si è svolta i giorni 8 e 9 ottobre presso Hub Coffee Lab la terza sessione italiana di International Coffee Tasting 2020, il concorso dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac).
In gara in questa sessione 55 prodotti. Al termine dell’elaborazione e del controllo dei dati forniti dai giudici Iiac sono state assegnate le Gold Medal ai caffè che hanno superato gli 85 punti previsti dal regolamento:

  • Caffen S.r.l. (Napoli), Miscela Maxima, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Grupo Dromedario S.A., Dromedario Especial Espresso, Spagna (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Grupo Dromedario S.A., Dromedario Colombia Nariño Tambo, Spagna (Cat. F: Singola Origine per Espresso)
  • Grupo Dromedario S.A. (Cantabria), Dromedario Descafeinado Colombia Swiss Water, Spagna (Cat. F: Singola Origine per Espresso)
  • Italcaffè S.p.a. (La Spezia), Elite 100% Arabica, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Italcaffè S.p.a. (La Spezia), Excelso, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • La Genovese S.a.s (Savona), Caffè Anniversario Metal Box, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Luigi Lavazza S.p.a. (Torino), La Reserva de ¡Tierra! Alteco bio-organic, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Luigi Lavazza S.p.a. (Torino), La Reserva de ¡Tierra! Brasile 100% Arabica, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Luigi Lavazza S.p.a. (Torino), La Reserva de ¡Tierra! Colombia, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Luigi Lavazza S.p.a. (Torino), La Reserva de ¡Tierra! India, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Luigi Lavazza S.p.a. (Torino), La Reserva de ¡Tierra! Selection, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Morola Caffè Italiano (Taranto), Morola El Mirador, Italia (Cat. D: Monodose)
  • Torrefazione Caffè Avana (Brescia), Miscela Crema Bar, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Torrefazione Caffè Gran Salvador S.n.c. (Brescia), 100% Arabica N°23 Alpha, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Torrefazione Caffè Gran Salvador S.n.c. (Brescia), 100% Arabica N°23 Beta, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Torrefazione Caffè Gran Salvador S.n.c. (Brescia), 100% Arabica N°23 Special, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Torrefazione Goriziana S.r.l. (Gorizia), Go Caffè Black Selection, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Torrefazione S. Salvador S.r.l. (Sondrio), Super Bar, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)

International Coffee Tasting premia i caffè migliori dal 2006. L’edizione del 2019 si è svolta a Tokyo con 289 caffè da tutto il mondo. Realizzata con il supporto scientifico del Centro Studi Assaggiatori e di Good Senses, la competizione fonda il suo valore sulle valutazioni tecniche dei giudici dello Iiac che può contare una rete di più di 12.000 professionisti in oltre 40 paesi. I giudici operano completamente alla cieca nel quadro delle più severe norme di analisi sensoriale e sotto controllo statistico. Due le novità di quest’anno: una struttura a sessioni, quindi più prove a punteggio e più volte all’anno in diversi paesi, e l’assegnazione delle Platinum Medal.

La prossima sessione italiana si svolgerà il 5 novembre. Il regolamento e la domanda di iscrizione sono disponibili a:
www.internationalcoffeetasting.com.

I cuochi del futuro studiano le scienze sensoriali

Cuoco analisi sensorialeI grandi cuochi sono sempre giunti a elaborare preparazioni gastronomiche di alto livello seguendo l’intuizione, un dono concesso loro da Madre Natura.
Ci chiediamo: di quanto avrebbero potuto aumentare il loro successo se avessero conosciuto i meccanismi che regolano la percezione e quindi il piacere? Di questo era convinto il compianto maestro Gualtiero Marchesi che ha sempre voluto le scienze sensoriali ovunque mettesse le basi per una scuola di cucina.
Così, l’Accademia Gualtiero Marchesi, che tramanda e innova il pensiero del Maestro, anche per il nuovo corso “I cuochi del futuro” in corso a palazzo Boccella a Lucca, ha inserito l’analisi sensoriale nel programma formativo.
Per due giorni un gruppo di giovani, dotati di una passione tanto elevata da commuovere il docente, hanno seguito un programma di analisi sensoriale innovativo appositamente predisposto dal Centro Studi Assaggiatori per dare strumenti, utilizzabili in cucina anche singolarmente e/o da piccoli gruppi, per generare un miglioramento continuo nei professionisti che lo applicano. Tra gli elementi di spicco  le tecniche di narrazione, per portare i cuochi a non restare sempre in cucina, ma ad apparire anche in sala. Perché l’ospite ha bisogno di conoscere l’artista, però questo ha la necessità di conoscere le modalità con le quali farsi apprezzare anche di persona. Perché l’accoglienza comincia con la relazione umana.

Il Qingke Jiu tibetano sul banco dell’analisi sensoriale e non solo

Tibet Qingke Jiu

Chiunque sia stato in Tibet, o abbia sentito parlare di questa terra, non può essere rimasto indifferente alle leggende e al consumo del Qingke Jiu, la bevanda alcolica a base d’orzo più importante nella vita quotidiana dei tibetani, caratterizzato da un’elevata ricchezza di nutrienti e da un aroma unico.
Questo straordinario profilo aromatico è stato analizzato dall’Università di Jiangsu, in Cina, mediante l’analisi sensoriale, l’analisi di diluizione dell’estratto di aroma (AEDA), l’analisi quantitativa e i valori di attività dell’odore (OAV). Dal panel di analisi sensoriale, composto da giudici addestrati, è emerso che il profilo aromatico di Qingke Jiu è caratterizzato dall’aroma di fruttato, patate cotte, miele, caramello, oltre che da una punta di acido e dolce.
Per quanto riguarda l’analisi chimica, sono stati identificati circa 66 composti aromatici mediante AEDA e spettrometria di gascromatografia-massa, con fattori di diluizione del sapore (FD) compresi tra 4 e 2048. Tra questi, il metionale, l’acido acetico, l’etil-butanoato, la fenilacetaldeide e il ?-feniletanolo sono apparsi con i più alti Fattori FD. La concentrazione di questi composti aromatici attivi è stata ulteriormente quantificata dalla combinazione di quattro diverse misurazioni quantitative, da cui è emerso che 17 odori avevano concentrazioni superiori alle loro soglie di odore.
Per quanto riguarda i valori di attività dell’odore (OAV) è emerso che fenilacetaldeide, ?-feniletanolo, etil-fenilacetato, sotolone, furaneolo, metionale, ?-nonalattone, 2-metilbutanoato di etile, ?-damascenone, acido 3-metilbutanoato di etile e acetato sono le molecole più importanti per determinare il profilo aromatico generale del Qingke Jiu.

Soave Terroir: le 33 unità geografiche aggiuntive del Soave

Soave TerroirSoave Terroir: per scoprire una delle denominazioni più storiche d’Italia in un territorio che comprende 33 unità geografiche aggiuntive individuate grazie allo studio delle singole microaree e dalla loro biodiversità. Soave: un vino bianco dalle enormi potenzialità studiate anche attraverso l’analisi sensoriale con il Centro Studi Assaggiatori, investigando sulle possibili correlazioni del profilo fitochimico del vino con il territorio.
Terroir è un concetto che richiama quel rapporto simbolico tra uomo, clima e suolo in cerca di un continuo equilibrio.
Soave Terroir rappresenta un nuovo capitolo nella storia della dominazione, capitolo di maturità e conoscenza del territorio, capace di far conoscere ogni aspetto di sé cogliendone sfumature e differenze.
Quest’opera è la sintesi di 20 anni di ricerca, per testimoniare l’impegno dei produttori e del Consorzio nel cinquantesimo della sua fondazione.

Autori: AA VV
Editore: Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave
Formato: 22×30,5 cm
Anno: 2020
Pagine: 268
Prezzo: 20 €

Imparare i segreti del cioccolato e saperlo proporre

Carcangiu e LoreficeMilano, 5 ottobre 2020 – Arriva a ottobre a Congusto con l’Istituto Internazionale Chocolier (Iic) la formazione su uno dei prodotti più amati: il cioccolato.
I corsi per Chocolier Assaggiatore e Chocolier Assaggiatore Qualificato si terranno nelle aule di Congusto il 27 e 28 ottobre. Gli esperti dell’Iic guideranno gli assaggiatori nell’approfondire la conoscenza del cioccolato a 360 gradi: dalla psicofisiologia dei sensi, alla filiera e l’assaggio del cioccolato.
Conoscere il prodotto per imparare a proporlo nel modo giusto: a questo devono aspirare gli allievi del corso, che si articola in due moduli da una giornata ciascuno per diventare Assaggiatore o Assaggiatore Qualificato di cioccolato.
Tutti i partecipanti saranno chiamati a mettere alla prova i propri sensi grazie alle esercitazioni e potranno confrontarsi con il fascino senza tempo del cioccolato, scoprendone le infinite sfumature. I corsi proposti da Congusto nascono dall’esperienza dell’Istituto Internazionale Chocolier (Iic) e coinvolgono due mondi, quello professionale e quello amatoriale: mentre da un lato il corso è indispensabile per i professionisti, per imparare a conoscere il cioccolato e saperlo proporre ai clienti nel modo giusto, dall’altro è affascinante per i consumatori più attenti e per quelli esperti, che vogliono svelare i segreti di uno degli alimenti più iconici e passionali al mondo.
Le lezioni approfondite nei contenuti non perdono mai di vista il lato affascinante e istruttivo della scoperta, permettendo di risvegliare i sensi e di far divertire la mente e il palato.
La collaborazione tra Congusto e l’Istituto Internazionale Chocolier nasce da un comune obiettivo: fare formazione in modo intelligente e mai banale, creando valore e cultura per chiunque si ponga all’ascolto con la volontà di migliorare sia a livello professionale che personale.
La formula è semplice: tempi snelli e modi pratici, sempre interessanti e completi nei contenuti.
E per chi desiderasse diventare ambasciatore del cioccolato, il giorno 10 novembre è previsto il corso di Trainer Chocolier, un nuovo appuntamento da non perdere.

“Se chiamiamo il cioccolato ‘il cibo degli dei’ e non ‘il dolce degli dei’ c’è un motivo: il cioccolato, in cucina, è un vero protagonista, non solo nei dolci, ma anche nei piatti di selvaggina come il capriolo e il cinghiale, in quelli vegetali come la caponata siciliana, mentre come esaltatore è largamente usato nella cucina moderna”, commenta Federico Lorefice, CEO di Congusto Gourmet Institute. “È un ingrediente con una grande personalità, che se utilizzato in modo improprio rischia di annullare tutti gli altri sapori nel piatto, per questo è importante studiare per imparare ad apprezzarne a fondo le potenzialità e a dosarlo, sia in ambito professionale che a casa, per divertirsi a creare abbinamenti deliziosi. La partnership con l’Istituto Internazionale Chocolier arricchisce la nostra offerta proprio in questo senso, con un corso adatto a una grande varietà di allievi e un tema davvero coinvolgente”.

“Più i clienti sono informati su cos’è il cioccolato, più si innalza il valore del prodotto sul mercato stesso e il riconoscimento delle abilità dei produttori.” afferma Roberto Carcangiu, presidente dell’Istituto Internazionale Chocolier (Iic) “Non c’è differenza tra appassionato e professionista: l’appassionato gusta il cioccolato, il professionista lo lavora, ma entrambi devono avere le stesse conoscenze in merito all’assaggio. La cultura dà gli strumenti per conoscere le caratteristiche sensoriali del prodotto comprendere quando è privo di difetti e individuare la ricchezza sensoriale quando si presenta.  Ricordiamoci che sono gli esseri umani che danno valore al cibo, e poiché siamo tutti diversi, ci sono diverse percezioni della qualità, per questo bisogna addestrarsi a riconoscere ciò che giunge ai nostri sensi per individuarne pregi e difetti.”

27 ottobre 2020 – Corso per Chocolier Assaggiatore

Il corso andrà a toccare i seguenti argomenti e 4 sessioni di assaggio:

  • la valutazione sensoriale del cioccolato
  • la percezione: il cervello e il funzionamento degli organi di senso
  • la scheda di assaggio: descrittori e relativo significato
  • l’ecosistema della produzione del cacao
  • il cacao: classificazione e coltivazione
  • la lavorazione delle cabosse e l’ottenimento delle fave
  • le tecnologie per la produzione del cioccolato.

28 ottobre 2020 – Corso per Chocolier Assaggiatore

Il corso andrà a toccare i seguenti argomenti:

  • psicofisiologia sensoriale: come funzionano i nostri organi di senso e come avviene il riconoscimento, la memorizzazione e la misurazione degli stimoli;
  • verifica della corretta percezione visiva;
  • verifica della percezione e identificazione degli odori;
  • verifica della percezione e identificazione delle sensazioni sapide e tattili;
  • verifica dell’attitudine a compiere test discriminanti qualitativi.

Per informazioni e iscrizioni:
Congusto Gourmet Institute
Tel. +39 02 89785801
Email:  info@congusto.com

Il mondo a Tignale per L’Accademia del Limone

Convegno a TignaleTignale 2 ottobre 2020, sala convegni della Latteria Turnaria: Antonio Moro – presidente dell’Azienda Speciale Tignale Servizi, dell’Accademia del Limone e del workshop in corso – si mostra decisamente soddisfatto delle parole dell’assessore della Regione Lombardia Fabio Rolfi che avvalla pienamente le iniziative assunte per la valorizzazione del territorio attraverso i suoi prodotti.
Un intervento che giunge dopo il benvenuto del sindaco Daniele Bonassi, il saluto del presidente della Comunità montana parco alto Garda bresciano Davide Pace e la relazione del presidente del Centro Studi Assaggiatori Luigi Odello che presenta il Codice Sensoriale Limone mettendo in evidenza come l’analisi sensoriale possa generare documenti per la valorizzazione del tipico attraverso il coinvolgimento dei consumatori e che possa dare un forte supporto all’incremento del turismo della zona.
Il relatore, coautore del volume insieme a Monica Panzeri, dimostra le peculiarità dei limoni del Garda sia mediante il lavoro di ricerca del panel di analisi sensoriale, sia attraverso sofisticate analisi chimiche che sono state realizzate per la redazione del volume.
A supporto dell’importanza dell’iniziativa intervengono Daniele Fava, Andrea Parisini, Alessandro Virdia, Paola Bonincontri, Francesco Cappuccini, Maicol Antonioli e Battista Berardinelli, splendido padrone di casa in quanto presidente della Latteria Turnaria.
La presentazione del Codice Sensoriale Limone non è che il raggiungimento di una tappa del cammino iniziato per portare Tignale a centro di riferimento della produzione mondiale di limoni che vanta oggi 15 milioni di tonnellate, di cui solo 15 sono gardesane. Il futuro vedrà la costituzione di un fondo documentale di 2.400 lavori di ricerca, la preparazione di trainer dei Narratori del gusto per diffondere tra professionisti e consumatori le regole per una buona scelta e un corretto uso del limone, un laboratorio per la trasformazione dei limoni che sarà anche scuola per i turisti.

Una parte dell’intervento di Luigi Odello è visibile sul nostro canale YouTube.

I funghi Porcini sono tutti uguali?

Porcini, funghiÈ arrivato l’autunno, e con l’inizio della stagione fredda cosa c’è di più bello di andare a raccogliere i funghi, alla ricerca dei Porcini più pregiati, e cucinarsi un bel piatto a base di questi?
Ma siamo proprio sicuri che anche tra le varietà più ricercate di questi non vi siano delle differenze sensoriali?
A rispondere a questa domanda è stato uno studio dell’Istituto di Tecnologie di Shanghai in Cina, in collaborazione con il dipartimento di Scienze alimentari dell’Università di New Brunswick negli Stati Uniti, che si è concentrato sull’analisi di quattro varietà di Porcini (Boletus Edulis, Boletus Aereus, Boletus Auripes, Boletus Rubellus Krombh) utilizzando la gascromatografia-olfattometria combinata con l’analisi sensoriale e l’analisi di regressione ai minimi quadrati parziali (PLSR).
L’analisi sensoriale ha rivelato che il Boletus Edulis aveva intense note di burro e tostato, Boletus Aereus esibiva note legnose e Boletus Auripes presentava intensi aromi floreali e affumicati, mentre Boletus Rubellus Krombh mostrava una generale intensità olfattiva molto bassa.
L’analisi quantitativa ha rivelato che i volatili dominanti nei campioni di Porcini erano esteri, aldeidi, acidi, alcoli, pirazine, chetoni e fenoli. Un totale di 42 potenti composti aromatici (OAV> 1) è stato determinato mediante analisi di diluizione dell’estratto di aroma e analisi quantitativa, la quale ha rilevato che l’1-octen-3-olo e la 2,5-dimetilpirazina erano i composti aromatici più diffusi tra tutti e quattro i campioni.
Per quanto riguarda i singoli campioni, i composti aromatici chiave rilevati sono stati la 3-(metiltio)-propionaldeide e la 2,6-dimetilpirazina nel Boletus Edulis, l’acido isovalerico, la 2,6-dimetilpirazina, la benzaldeide e il (E)-2-ottenale nel Boletus Aereus, l’acido isovalerico, il 3-etilfenolo e la 2,6-dimetilpirazina nel Boletus Auripes, mentre l’acido 3-metilvalerico, l’acido isovalerico e la 2,3-dimetilpirazina hanno contribuito in modo significativo all’aroma del Boletus Rubellus Krombh. A conferma di ciò, la PLSR ha indicato che una differenza significativa nell’aroma deriva da diverse varietà di porcini.
Possiamo quindi ancora una volta affermare che l’analisi chimica ha confermato i risultati dell’analisi sensoriale, e che se vogliamo preparare piatti con particolare aromi, dobbiamo stare attenti alla varietà di funghi Porcini che scegliamo.

Il codice sensoriale limone

Di che cosa sa un limone? Di limone, risponderebbe la maggioranza della gente. Invece i giudici sensoriali hanno scoperto ben 25 caratteristiche in questo agrume che, con una produzione annua di circa 15 milioni di tonnellate, si rivela tra i più importanti e usati del pianeta.
L’Italia, con le sue 550.000 tonnellate annue, non è tra i primi paesi di coltivazione, ma vanta una produzione di alta qualità e una gastronomia in cui il limone assume un ruolo determinante, tanto in quella salata quanto in quella dolce, portatore di acidità per bilanciare o enfatizzare altri sapori, ma soprattutto della tanto amata nota terpenica.
Tutto è cominciato a Tignale, sul Lago di Garda, dove le coltivazioni di limoni sono storiche e rappresentano una vera eccellenza del territorio. Solo un limone su quindici milioni è gardesano, ma è qui che è stata fondata l’Accademia del Limone che ha cominciato a studiare il frutto sotto il profilo chimico e sensoriale.
Qui è stato creato il primo gruppo di giudici sensoriali che hanno messo a punto, sotto la guida del Centro Studi Assaggiatori, il protocollo di prova che considera tre fasi: la valutazione a frutto intero – molto utile a chi acquista il prodotto sui punti vendita non assistiti, come i supermercati – a frutto smezzato e del succo.
Si è così potuta disegnare la mappa della percezione del limone, ottenere una scheda per realizzare test ad alta utilità informativa e ricavare un albero degli aromi di grande interesse in cui alla percezione sensoriale sono abbinate le molecole che ne sono foriere.
Se la pregnante prefazione di Antonio Moro, presidente dell’Accademia del limone, elegge questo frutto ad ambasciatore del territorio, l’introduzione della professoressa Mariateresa Russo dell’Università di Reggio Calabria conferma le ricerche svolte dai due autori – Luigi Odello e Monica Panzeri – per giungere alla redazione di un prodotto editoriale che risulta unico nel suo genere, costituisce la base per un’ampia valorizzazione del limone e pone il Garda al centro di un’ampia opera di divulgazione mediante la creazione di trainer dei Narratori del gusto e di nuove ricerche.

Autori: Luigi Odello – Monica Panzeri
Editore: Centro Studi Assaggiatori
Formato: 17×29 cm
Anno: 2020
Pagine: 80
Prezzo: 30 €

Il mondo a Tignale per l’Accademia del limone

Assaggio del limoneVenerdì 2 Ottobre 2020, con inizio alle ore 9.30, si terrà il convegno Il mondo a Tignale per l’Accademia del limone presso la Latteria Turnaria – Oleificio Biologico di Tignale (BS).
Numerosi gli interventi: Antonio Moro, Fabio Rolfi, Monica Panzeri, Luigi Odello, Domenico Fava, Andrea Parisini, Battista Berardinelli, Alessandro Virdia, Paola Bonincontri, Francesco Cappuccini e Maikol Antonioli parleranno dei motivi dietro la nascita di un’Accademia del limone, del futuro di questo agrume e del Codice sensoriale del limone, concludendo il convegno discutendo di cosa rappresenta il limone per la comunità di Tignale e gardesana.
Nel pomeriggio si terranno prove pratiche di valutazione sensoriale del limone con il metodo dei Narratori del gusto.

La partecipazione richiede la prenotazione, per maggiori informazioni, contattare l’Ufficio Unico del Turismo di Tignale.