Grappa, c’è qualcosa da recuperare

di Luigi Odello - 19 Novembre 2007

Il sesto congresso internazionale del pisco, il distillato di bandiera peruviano, è terminato. Con annessi e connessi: un concorso nazionale, una serie di sessioni di assaggio, un corso per giudici qualificati di analisi sensoriale, cene di gala, gruppi di lavoro e visite alle distillerie.
Complessivamente ha movimentato oltre seicento persone che sono giunte da tutto il Perù e un gruppo di relatori di cinque diversi paesi, di cui tre europei (Italia, Francia e Spagna).
Non voglio entrare nel tecnico, nè nella cronaca, bensì fare alcune considerazioni in parallelo con il nostro mondo della grappa. Il Perù non è un paese ricco, ma intorno a una bevanda che può mettere in campo solo cinque milioni di litri crea ogni anno un evento eccezionale, dove parte accademica e pratica si intersecano su diversi livelli, cementate da una qualità che forse noi dobbiamo recuperare: la passione. E con questa vengono coivolti anche i politici e le autorità di ogni ordine e grado.
I signori di campagna che fanno fumare l’alambicco - tutti piccoli e discontinui, condotti in modo tecnicamente discutibile - intorno al vino di una manciata di varietà di uve per buona parte aromatiche, hanno fatto migliaia di chilometri per venire a Ica dove sono ancora evidenti i segni del terremoto di agosto. Nessuno si è dimenticato le bottiglie del suo pisco a casa. Le degustazioni si sono sviluppate ben al di fuori di quelle programmate. Migliaia di campioni sono stati oggetto di confronto tra i produttori e tra i produttori e i tecnici, i relatori, i politici. Ogni produttore viveva nel dualismo creato dall’orgoglio da una parte e dalla modestia e la voglia di fare meglio dall’altra.
Il tutto mi ha riportato alla mente la grappa di un quarto di secolo fa e tanti amici, alcuni dei quali non ci sono più, che arrivavano ai convegni con le bottiglie di grappa. Tuonava dal pulpito il vescovo di Udine, arringavano produttori e autorità nelle sale dei convegni, le bottiglie di vetro soffiato erano appena nate per dire che la grappa era preziosa. Oggi non riusciamo più a creare gli eventi di allora, tantomeno un evento simile a quello che si organizza per il pisco. L’orgoglio non compete più con la modestia, non si cerca più il consenso fatto di piccoli atti ripetuti tutti i giorni e in ogni occasione, quanto piuttosto una guerra popolata di strategie di marketing più o meno complesse e più o meno comprese nella giusta accezione. C’è forse qualcosa d’antico da recuperare.


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Sfatato un mito per la grappa trentina: per la gente è sempre meno la rude grappa “alpina”

di Carlo Odello - 25 Maggio 2007

Riprendo di seguito il comunicato stampa che ho diffuso qualche giorno fa in merito a una ricerca del Centro Studi Assaggiatori sulla grappa trentina. Un’indagine che conferma come questo prodotto si stia andando riposizionando sul mercato.

Per la maggioranza dei consumatori la Trentino Grappa non è più solo la grappa "alpina". Anzi, lo è sempre meno. Così emerge da una recente ricerca presentata durante la "71a Mostra dei Vini del Trentino" appena conclusasi.

L’indagine è stata svolta dal Centro Studi Assaggiatori durante la fiera internazionale Vinitaly. I visitatori del banco di assaggio "Grappa & C. Stratus Tasting" hanno lavorato con una scheda d’assaggio che raccoglie parametri anche psicologici. In questo modo si sono raccolti  i giudizi visivi, olfattivi e gustativi sulle grappe trentine, ma si è anche indagata l’immagine mentale a cui viene associata. "E qui emerge la novità" - ha dichiarato Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori - "La Trentino Grappa non è più percepita tanto come un prodotto rude da bere per scaldarsi, ma per i visitatori di Vinitaly è un distillato sì risoluto ma anche romantico e raffinato". La Trentino Grappa è stata associata all’immagine di bevanda rude solo dal 10% dei visitatori , mentre il 33% l’ha associata a un’idea di raffinatezza e il 27% la vede come un prodotto adatto a chi ama mettersi in gioco (le percentuali possono variare in base all’invecchiamento o meno del prodotto).

"I risultati della ricerca ci confermano che stiamo lavorando nella direzione giusta" - ha commentato Beppe Bertagnolli, presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino - "Siamo ovviamente orgogliosi delle nostre origini alpine e da anni lavoriamo per produrre una grappa rispettosa della tradizione, ma anche più vicina a un consumatore che oggi alla grappa chiede cultura e raffinatezza. E la ricerca evidenzia che la Trentino Grappa è oggi un prodotto complesso adatto a una società che sta cambiando e che sempre di più ama mettersi in gioco".


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Osservare il mondo dai banchi di assaggio

di Carlo Odello - 17 Gennaio 2007
Dal 10 al 13 febbraio prossimi siamo di nuovo a Pianeta Birra, la fiera dedicata al beverage che si tiene a Rimini. Anche quest’anno il Centro Studi Assaggiatori organizza il banco di assaggio “Espresso & Grappa Stratus Tasting”. E’ giunto alla terza edizione, ormai è un banco d’assaggio maturo. Ed è pure in espansione, dato che quest’anno oltre a grappa e distillati, cappuccino ed espresso, abbiamo anche il latte. I colleghi mi dicono che lo serviremo a 40° per permettere ai visitatori di valutarlo alla temperatura giusta. Inoltre ne avremo più tipi.
Di banchi di assaggio ne abbiamo organizzati a decine nella nostra storia. Ciò che mi piace di più dei banchi è la possibilità di entrare in contatto proprio con chi poi consuma i prodotti: la gente. Noi raccogliamo le valutazioni della gente sulle schede e poi le elaboriamo, di per sé è molto interessante perché ci permette di cogliere le tendenze del mercato. Al di là delle analisi tecniche c’è però un lato romantico dei banchi di assaggio perché si vedono arrivare coppie, famiglie, single, umanità varia e ognuno si approccia al prodotto in modo diverso. Si va dalla timidezza di alcuni alla contentezza di chi sa di essere giudice per un giorno, arrivando a quelli un po’ snob che si mettono a discorrere del prodotto da consumati assaggiatori.
Insomma per chi come me ha studiato per anni sociologia il banco di assaggio si rivela sempre un punto di vista privilegiato sulle dinamiche sociali del cibo. E’ un’osservazione partecipante, come direbbero gli studiosi: sono lì e osservo, spiego, colgo le reazioni, mi costruisco mappe dei tipi possibili di consumatore. In modo un po’ empirico lo ammetto. Il lavoro serio è quello dei colleghi statistici che elaborano i dati delle schede e li associano ai profili sociodemografici. Ma osservare il mondo dal banco di assaggio è sempre un’esperienza interessante.

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Cosa vuol dire un buon panel leader

di Manuela Violoni - 4 Agosto 2006

E’ incredibile quanto incida l’esperienza, la competenza, la sensibilità del panel leader sulla buona riuscita di un test.
L’altro ieri dodici giudici, di esperienza di assaggio molto varia, si sono confrontati con cinque sessioni di test sulle grappe. 25 grappe da assaggiare alla cieca, 50 schede da compilare, 2400 variabili da misurare! Ma, dati alla mano, guardando le performance, tutti i giudici sono stati capaci di assaggiare con oggettività e affidabilità in quasi tutti i test: anche i nuovi arrivati.
Questo mi ha lasciato alquanto meravigliata, se ripenso a un altro test di qualche mese fa in cui metà dei giudici ha dovuto essere esclusa dall’elaborazione. In quel caso le grappe erano solo (!) una decina, le schede solo una ventina, le variabili da misurare solo un migliaio; e il livello di competenza dei giudici era lo stesso. Cosa è cambiato? Continua »


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Che giornata per la grappa!

di Carlo Odello - 2 Agosto 2006

Ieri al Centro Studi Assaggiatori è stata una giornata consacrata alla grappa: una giornata monografica completamente dedicata al nostro distillato nazionale. Un gruppo di assaggiatori esperti ha passato diversi tipi di grappa ai raggi X: tutte sottoposte ai test di analisi sensoriale innovativi, alcuni così innovativi da essere ancora in fase sperimentale. Condizioni dell’ambiente come sempre controllate, assaggi rigorosamente alla cieca con piano ruotato, panel leader di esperienza: insomma le condizioni migliori per ottenere dati che ci faranno capire meglio alcuni nuovi scenari della grappa. Continua »


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