Il codice sensoriale olio di oliva

Edizioni

Il codice sensoriale olio di oliva

Decifrare il codice sensoriale dell’olio
Fare l’olio è facile
Gli attrezzi per l’assaggio
La classificazione dell’olio di oliva
L’etichetta dell’olio
La percezione
La procedura di valutazione in 6 mosse

L’interpretazione del codice sensoriale dell’olio
La vista
L’olfatto
Il tatto e il gusto

La genesi del codice sensoriale dell’olio
L’olio di oliva in Italia
La materia prima: le olive
La raccolta
Trasporto e conservazione
La trasformazione
Travasi e filtrazione
La conservazione
Il confezionamento
Scegliere l’olio di oliva
L’olio di oliva e la salute
L’olio di oliva in cucina
Le parole dell’olio

Il codice sensoriale è è il titolo di una serie di monografie di concezione innovativa in cui il sapere non è trasmesso a blocchi che ogni utente deve poi assemblare per giungere alla conoscenza, ma è condensato in paragrafi, per quanto possibile leggeri, a senso compiuto.

Gran parte delle monografie sono in qualche modo state modellate sulle centinaia di domande poste da migliaia di allievi in aula che hanno così suggerito agli autori che cosa mancava a un determinato concetto per essere esaustivo e chiaro.

Certo, scrivere non è come parlare e leggere non è come ascoltare. In
aula il tono della comunicazione si imposta anche in base agli sguardi
attenti o smarriti degli astanti e si cambia in funzione di questi.

Ogni monografia del codice è dedicata a un argomento specifico (vino, grappa, caffè ecc.) e quindi ha parti che cambiano, ma ce n’è una che rimane sempre uguale: quella dedicata al nostro meccanismo percettivo che porta il cervello a elaborare delle mappe in base alle quali ci fa assumere determinati comportamenti. Insomma: il giudizio finale è in genere laconico (lo adoro, mi piace, non mi piace, non lo sopporto proprio), ma il percorso che facciamo per ottenerlo, per quanto emesso nel giro di una manciata di secondi, è molto complesso. Scoprire cosa ci sta dietro riesce sempre a migliorare la qualità della vita.

Ogni monografia ha comunque anche un proprio stile, in parte perché
imposto dal prodotto, ma soprattutto perché cambiando l’autore variano
le modalità espressive.

William Loria, tecnologo alimentare, dopo un periodo di formazione all’estero con laurea in chimica e master in Scienze e Tecnologie Alimentari, e di lavoro come responsabile acquisti per una società di importazione di prodotti alimentari italiani, rientra in Italia e collabora prima con l’Istituto Superiore di Sanità – Dipartimento di Chimica degli Alimenti – e poi in Azienda Romana Mercati come tecnologo alimentare e tecnico di progetto. Il suo lavoro è orientato verso l’assistenza tecnica alle imprese agroalimentari del territorio romano e regionale finalizzata al miglioramento delle produzioni attuali e/o allo sviluppo di prodotti nuovi e innovativi, all’attività di promozione per la valorizzazione dei prodotti tipici locali sia in Italia sia all’estero, nonché all’organizzazione e conduzione di assaggi tecnici per accertare la qualità dei prodotti destinati alla certificazione.