

Acqua Calizzano è un’azienda che guarda al futuro ancorandosi fedelmente alla propria storia e al proprio territorio. È quanto è emerso dalla piacevole intervista rilasciata dal direttore marketing e pubbliche relazioni Pier Paolo Gallea, che spiega come l’azienda sia conosciuta localmente come “Caso Calizzano”. Una prova concreta che il detto “la prima generazione fa, la seconda prosegue, la terza distrugge” non risponde al vero.
Quali innovazioni stanno avvenendo in azienda?
“Angelo e Paolo Nan stanno portando avanti un rinnovo tecnico, tecnologico e comunicativo importante, che ha fatto sì che le bottiglie di Acqua Calizzano siano attualmente presenti nei più prestigiosi ristoranti di alta gamma di tutto il Nord Italia, con particolare attenzione per quei locali che fanno cucina naturale, vegetariana e vegana. Questo grazie non solo alle nuove tecnologie di imbottigliamento ma anche per merito di una comunicazione rinnovata, che punta molto sulle proprietà intrinseche dell’acqua, particolarmente leggera, minimamente mineralizzata quindi benefica per l’organismo e molto equilibrata dal punto di vista sensoriale.”
Come vengono utilizzate attualmente le scienze sensoriali per la comunicazione di queste proprietà uniche di Acqua Calizzano?
“Per il momento non abbiamo delle vere e proprie “carte di identità sensoriali” redatte da un panel di giudici qualificati, ma questa è un’innovazione ormai indispensabile che vogliamo introdurre a breve, anche per dare ai nostri distributori degli strumenti tangibili, quali descrizioni per i cataloghi, che trasmettano la qualità e la bontà dell’acqua senza essere autoreferenziali, ma perché sono stati effettuati dei test che l’hanno definito in modo scientifico. Bere acqua leggera ed equilibrata come la nostra è sicuramente un piacere e deve essere raccontato con gli strumenti giusti.”
E sono proprio queste caratteristiche che fanno sì che importanti ristoratori, bartender, pasticceri e chef scelgano Acqua Calizzano per la loro clientela e ne nascano collaborazioni importanti.
“Quando sono andato a presentare le nostre linee alla storica Pasticceria Stratta di Torino, il focus non è stato il prezzo a bottiglia, che era diventato secondario, bensì il fatto che le nostre bottiglie in PET riciclata sono di ben 17 grammi, il doppio rispetto a quelle normalmente in commercio, quindi la tenuta della gasatura del liquido, per esempio, è garantita al meglio, e con essa il piacere di un buon bicchiere di acqua frizzante.”
Recentemente è nata anche una partnership di Acqua Calizzano con Fabbri 1905 SpA, che ha scelto la fonte ligure quale acqua perfetta per la preparazione di the e tisane naturali composte da materie prime controllate, biologiche e derivanti da colture sostenibili.
Come è strutturato il vostro piano di comunicazione nel 2026? (fiere, eventi, cartaceo, web e altri)?
“Saremo presenti alla fiera Beer Food Attraction a Rimini, in collaborazione con Amaro Camatti, per presentare un cocktail innovativo, a base di Bibite Calizzano, di basso grado alcolico, piacevole e giovane, che verrà poi presentato nei migliori locali d’Italia durante un tour estivo da parte di un Brand Ambassador.
Ultimo ma non meno importante in ordine di progetto di comunicazione è lo spot che sarà girato a dicembre, con la testimonial Danila Satragno, cantante e vocal coach di importanti artisti italiani che unirà il piacere dato dalla musica al benessere fisico e mentale dato dal bere un’acqua salutare come Acqua Calizzano.
Visto l’affollamento, spesso povero di contenuti ed esasperato, della comunicazione social e web, ci affidiamo molto al rapporto umano attraverso testimonianze dirette agli studenti universitari, non ultima la nostra presenza nelle aule dell’Università di Imperia – facoltà di Economia e Commercio – per spiegare loro che un’impresa ispirata alla famiglia e alla storia ma moderna e proiettata al futuro è possibile anche in Italia. Veicoliamo, inoltre, i nostri messaggi attraverso la stampa cartacea nazionale, apparirà infatti un articolo incentrato sulla storia familiare e aziendale su Il Sole 24 ore, e attraverso i quotidiani locali, Liguria Food per esempio, ma soprattutto instauriamo sempre un rapporto di relazione umana importante e di dialogo costruttivo con ogni distributore, ogni cliente e ogni partner dell’azienda.”
Fate serate con clienti con la degustazione dei prodotti? Se sì, in quale modo?
“No, di quelle non ne abbiamo ancora fatte, anche perché sono davvero pochi i ristoratori che attualmente hanno una vera e propria carta delle acque come avviene per i vini. Con l’introduzione di carte di identità sensoriali delle acque che fanno parte della linea PIN UP, distribuita in vetro, potremo dotarli di uno strumento in più da presentare al cliente, per veicolare in maniera più efficace l’idea che la qualità non può e non deve fermarsi all’indicazione del prezzo sul menù ma che sono i dettagli sensoriali che posizionano le nostre acque per le loro caratteristiche intrinseche”.









