Sensory News

Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Dalla molecola allo stimolo: a Brescia il futuro delle scienze sensoriali

Grande partecipazione e contenuti di frontiera per il workshop Iasa “Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare”, ospitato l’8 maggio a Brescia dalla Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche. Oltre cinquanta partecipanti tra manager, sensorialisti, accademici e tecnologi, arrivati da tutto il Nord e Centro Italia, hanno animato una giornata che ha confermato il crescente interesse verso sensomica, intelligenza artificiale e nuove frontiere dell’analisi sensoriale.

A moderare i lavori, dopo la cordiale apertura del prof. Mario Colombo, responsabile scientifico della fondazione, è stato il prof. Luigi Bonizzi dell’Università degli Studi di Milano, che ha sostituito il prof. Roberto Zironi, accompagnando il pubblico in un percorso che ha intrecciato neuroscienze, statistica, linguaggio e chimica dell’aroma. Particolarmente apprezzato il test sensoriale sui cioccolatini innovativi Venchi, seguito dall’intervento di Giovanni Battista Mantelli, direttore ricerca e sviluppo dell’azienda, che ha illustrato come le molecole concorrano alla costruzione del profilo sensoriale del cioccolato.

Grande interesse ha suscitato anche il secondo test sensoriale, ideato per presentare un metodo inedito di valutazione, classificazione e descrizione degli aromi, in linea con il percorso di ricerca che ruota attorno a Sensorium, il lessico sensoriale sviluppato dal Centro Studi Assaggiatori.

Molto seguiti anche gli interventi di Gianni Galaverna sulla sensomica, di Devis Bianchini e Massimo Giordani sul rapporto tra intelligenza artificiale e percezione e di Eugenio Brentari sui test sensoriali ad alta utilità informativa, temi che hanno aperto un intenso dibattito finale sulle prospettive future delle scienze sensoriali.

Le scienze sensoriali per il marketing | Andrea Bino e la nuova identità di Surgital: innovare la freschezza attraverso la percezione

Parlare con Andrea Bino significa entrare in una delle realtà più interessanti del foodservice italiano. Marketing manager di Surgital S.p.A., azienda fondata nel 1980 e oggi riferimento nella pasta fresca surgelata e nei piatti pronti (Fiordiprimi), Bino rappresenta una figura capace di coniugare visione strategica e conoscenza profonda del mercato. Surgital, con sede in Romagna e una forte presenza internazionale, ha recentemente avviato un importante percorso di riposizionamento, sintetizzato nel claim “Celebrating Freshness”, che segna il passaggio da produttore di pasta a gruppo più ampio, attivo anche nei segmenti food e bakery.

«Le innovazioni su cui stiamo lavorando nascono tutte da una lettura molto attenta del mercato», spiega Andrea Bino. «L’Italia per noi resta il laboratorio principale e grazie a una rete di specialisti tecnici di prodotto riusciamo a raccogliere informazioni estremamente precise sui bisogni reali degli operatori». Da qui deriva una doppia direttrice: da un lato l’evoluzione dell’offerta, con il rafforzamento delle linee di piatti pronti e soluzioni *ready to serve*, dall’altro un lavoro profondo sull’identità dell’azienda, recentemente tradotto in un restyling completo e in una nuova architettura di marca”.

«Abbiamo ridotto i marchi per rendere più chiara la proposta: Pastificio Bacchini per la tradizione del primo piatto italiano, Divine Creazioni per il segmento premium e una linea dedicata ai piatti pronti. È un modo per parlare meglio al mercato, ma anche per guidarlo». Alla base resta un principio forte: la surgelazione non è un limite, ma uno strumento. «Non è in conflitto con la freschezza, è semplicemente una tecnologia di conservazione. La qualità, se c’è all’origine, resta».

Le motivazioni dell’innovazione sono quindi legate a tre fattori principali: praticità, riduzione degli sprechi e sostenibilità economica per il cliente. «Il foodservice ha bisogno di prodotti affidabili, che semplifichino il lavoro e permettano di gestire il food cost. Ma questo non può avvenire a scapito dell’esperienza».

Ed è qui che entra in gioco l’analisi sensoriale. «Per noi è uno strumento fondamentale, anche se oggi è ancora in parte esternalizzato», sottolinea Bino. Surgital affianca infatti ai test interni – condotti da chef e responsabili – un sistema di validazione più ampio: prima del lancio, i prodotti vengono sottoposti a pre-test con clienti reali in diverse aree geografiche, per raccogliere feedback e calibrare le ricette.

Parallelamente, l’azienda sta sviluppando un progetto per strutturare un panel interno di giudici sensoriali. «L’obiettivo è avere una capacità sempre più precisa di leggere la percezione e trasformarla in indicazioni operative». In questo senso, anche l’Accademia Degusto gioca un ruolo importante: non solo formazione, ma luogo di confronto continuo con il mercato.

«Innovare oggi significa riuscire a interpretare ciò che il consumatore percepisce, non solo ciò che dichiara», conclude Bino. «E la sensorialità è il punto in cui questa interpretazione diventa concreta».

Luigi Odello

Redatto con il contributo di AI

Carpigiani compie 80 anni e racconta la nuova grammatica del gelato: come cambiano gusti, riti e consumi nel mondo

Riprendiamo volentieri il comunicato di Carpigiani.

Nell’anno dell’anniversario dei suoi 80 anni, Carpigiani, leader mondiale nelle macchine per gelato artigianale, guarda alla propria community globale per interpretare il presente e capire il futuro del settore.
Da questo ascolto nasce, insieme a Sylla, la ricerca internazionale rivolta proprio alla rete Carpigiani nel mondo: professionisti della gelateria e della pasticceria, ex allievi della Carpigiani Gelato University e appassionati, i veri “gelato lovers”.
Oltre 900 interviste in 81 Paesi tra consumatori e operatori del settore restituiscono una fotografia chiara: 1 persona su 2 nel mondo consuma gelato e il gelato artigianale (cfr. Acomag https://www.acomag.it/it/il-gelato/) resta il punto di riferimento per qualità, con una valutazione media di 9,32 su 10 contro i 4,36 dell’industriale. A guidare le scelte sono qualità percepita (9,08) e servizio (9,00), segnando il passaggio da prodotto a esperienza.
Il consumatore appare più consapevole, con il 54% concentrato tra i 35 e i 54 anni, ma soprattutto sempre meno uniforme. Prende forma quella che la ricerca definisce una vera e propria “grammatica globale del gelato”: un linguaggio condiviso fatto di gusti, rituali e scelte. C’è chi resta fedele alla tradizione (28%), chi sperimenta e rincorre nuovi abbinamenti (26%), chi guarda a ingredienti e sostenibilità (18%), chi vive il gelato come momento sociale – i cosiddetti nuovi “edonisti sociali” (17%) – e chi privilegia semplicità e praticità (11%).
Sul fronte dell’offerta, il gelato amplia i propri confini. Accanto al prodotto artigianale crescono torte gelato, formati take-away e soft serve, mentre restano marginali proposte ibride come i frozen cocktail. Tra le tendenze emergono nuovi abbinamenti di gusto, attenzione al territorio e prodotti “clean label”, con il plant-based ancora limitato.
Il punto vendita diventa decisivo: il 64% dei consumatori sceglie gelaterie indipendenti perché percepite come più autentiche. L’esperienza complessiva data da ambiente, servizio e identità del locale diventa decisiva per la fidelizzazione.
Sul fronte degli operatori, il gelato entra sempre più nelle strategie di sviluppo. Le gelaterie rappresentano il 59,1% del campione, ma bar, caffetterie e ristorazione sono i segmenti che mostrano il maggiore dinamismo. Le priorità sono operative: il 43% degli operatori punta sull’ottimizzazione dei processi produttivi, seguita dalla riduzione dei tempi di lavoro e dalla standardizzazione della qualità. In questo contesto prende spazio il “frozen dessert”, cioè l’insieme delle preparazioni fredde – dal gelato alle torte fino ai dessert più elaborati – che escono dalla logica del semplice fine pasto e diventano una proposta autonoma e strutturata.
“Questa ricerca mostra un mercato più maturo e consapevole, dove cambiano i consumi e cresce l’attenzione alla qualità e all’esperienza. Per Carpigiani la tecnologia diventa un fattore chiave di differenziazione perché incide direttamente sul prodotto e sul lavoro quotidiano. In questo senso l’ascolto della nostra community è decisivo: è da lì che arrivano segnali ed indicazioni utili a supportare le nostre scelte” — afferma Federico Tassi, direttore generale di Carpigiani.

“Questa ricerca ci racconta che il gelato artigianale non è un prodotto del passato, ma uno dei linguaggi contemporanei più forti del food esperienziale. In 81 paesi abbiamo trovato consumatori della community Carpigiani che cercano autenticità, qualità, emozione e identità molto più del semplice prezzo. Il futuro del gelato si giocherà quindi sulla capacità di unire tradizione, creatività e territorio, con la tecnologia al servizio dell’artigiano e non in sua sostituzione. È questo, oggi, forse il vero vantaggio competitivo globale del gelato italiano” — ha commentato Furio Camilo, professore di statistica aziendale all’Università di Bologna e responsabile scientifico di Sylla.

Le scienze sensoriali per il marketing | Maria Laura Corollaro, l’innovazione che passa dal desiderio

Nel mondo della confetteria, Perfetti Van Melle rappresenta uno dei player globali più solidi e riconoscibili, capace di trasformare il piacere immediato del dolce in una promessa sensoriale coerente e replicabile su scala internazionale. Dai chewing gum ai candy iconici, l’azienda ha costruito il proprio posizionamento su un equilibrio raffinato tra ricerca, marketing e capacità di leggere in anticipo i desideri dei consumatori.
Abbiamo approfondito questi temi con Maria Laura Corollaro, che dirige il laboratorio sensoriale di Lainate e coordina le attività di sensory e consumer science a supporto globale di ricerca e sviluppo, marketing e qualità.

CHE COSA BOLLE IN PENTOLA IN PERFETTI VAN MELLE?

«L’innovazione è continua, ma spesso non visibile dall’esterno», esordisce Corollaro. «Il nostro dipartimento supporta tutte le funzioni aziendali, lavorando su ottimizzazione delle ricette, rinnovamento dei prodotti e validazione dei claim sensoriali».
La riservatezza è d’obbligo sui progetti in corso, ma emerge chiaramente la logica: piccoli cambiamenti, anche minimi, vengono studiati e validati con rigore. «Anche una variazione apparentemente marginale richiede verifiche puntuali per garantire coerenza e qualità».

QUALI SONO I PERCORSI DI INNOVAZIONE?

«Il processo nasce dal Marketing e dal Consumer Insights Department», spiega Corollaro. «Sono loro a leggere i trend, anche con il supporto di agenzie esterne, e a definire se intervenire su prodotti esistenti o sviluppare nuove categorie».
L’innovazione segue quindi più direttrici: dallo sviluppo di nuovi prodotti per nicchie emergenti, alle modifiche delle ricette per allinearsi ai gusti contemporanei, fino all’innovazione di packaging.
«Il nostro ruolo», precisa, «è quello di supportare queste scelte con strumenti sensoriali e consumer science, offrendo una lettura oggettiva delle percezioni».

QUALI SONO GLI AROMI DI TENDENZA? E QUANTO GIOCA IL PACKAGING?

Sul fronte aromatico, le indicazioni arrivano da osservatori globali. «Ci basiamo su trend diffusi da agenzie», racconta Corollaro, «che vengono poi interpretati dal Consumer Insights Department».
Ma la vera chiave è l’intensità. «Un esempio molto chiaro è la menta: negli anni abbiamo osservato una richiesta crescente di freschezza e intensità, soprattutto nei consumatori più giovani».
Un’evoluzione che non riguarda solo l’aroma, ma l’esperienza complessiva. «Oggi il prodotto deve essere più “performante”, più deciso. È una tendenza che segmenta, ma che il mercato richiede».
E il packaging? «Gioca un ruolo fondamentale», risponde senza esitazioni. «Non solo nella comunicazione, ma nell’uso. Un progetto recente di successo è stato il nuovo incarto dei lecca-lecca Chupa Chups, pensato per essere più facile da aprire».

COME STA EVOLVENDO IL MERCATO?

«Il mercato è sempre più orientato all’esperienza», osserva Corollaro. «Non basta più soddisfare: bisogna sorprendere, offrire qualcosa di distintivo».
Questo porta a una maggiore specializzazione dei prodotti e a una segmentazione più marcata dei target. «Le preferenze si stanno polarizzando: da un lato prodotti più delicati, dall’altro esperienze molto intense».

COME UTILIZZATE LE SCIENZE SENSORIALI NELL’INNOVAZIONE?

Qui emerge il cuore del sistema.
«Il nostro laboratorio sensoriale supporta ricerca e sviluppo, marketing e qualità a livello globale», spiega Corollaro. «Lavoriamo sia sulla valutazione dei prodotti sia sulla validazione dei claim sensoriali».
Accanto alle metodologie classiche, l’azienda integra anche strumenti avanzati: «Per progetti specifici utilizziamo, tramite agenzie esterne, tecnologie innovative per studiare le reazioni dei consumatori».
Il legame tra sensorialità ed emozioni è un campo ancora aperto. «Non è qualcosa che utilizziamo nella routine quotidiana», precisa, «ma in alcuni progetti mirati ci aiuta a comprendere meglio il significato profondo che il consumatore dà all’esperienza del prodotto».

OLTRE IL GUSTO, VERSO IL SIGNIFICATO

Dalle parole di Maria Laura Corollaro emerge un modello evoluto: l’innovazione non è solo tecnica o creativa, ma interpretativa. Si tratta di comprendere non solo ciò che il consumatore percepisce, ma ciò che prova e ricorda.
È qui che Perfetti Van Melle costruisce il proprio vantaggio competitivo: nella capacità di trasformare un aroma, una texture o un packaging in un’esperienza coerente con le aspettative, ma capace anche di superarle.

Luigi Odello

Redatto con il contributo di AI

Cannoloterapia

C’è chi trova conforto nella meditazione e chi preferisce affidarsi ai dolci: a Siracusa, Franco Neri ha inventato un rimedio originale e inconfondibile, la Cannoloterapia. Più che una trovata, è un’esperienza sensoriale codificata e persino registrata, che invita a riscoprire il piacere autentico del cannolo siciliano. Tutto nasce da un laboratorio di pasticceria che da oltre mezzo secolo lavora con ingredienti di qualità e passione artigiana. La Cannoloterapia accompagna chi assaggia in un percorso che coinvolge tutti i sensi, fino a un “sesto senso” di appagamento totale. Neri l’ha portata anche oltre la Sicilia, con eventi speciali come la clinica temporanea aperta a Milano, per dimostrare che, talvolta, il miglior antidoto al malumore è un dolce ben fatto – servito, naturalmente, dopo il caffè.
La Cannoloterapia è stata oggetto di una tesi all’Università di Torino al corso di Scienze della Comunicazione: “La tutela del marchio nel marketing digitale. Il caso del marchio Cannoloterapia”. Una tesi che Franco Neri, a ragione, ha voluto pubblicare.

Autore: Diletta Bianchi
Formato:
14,5 x 20,5
Pagine:
106

Le scienze sensoriali per il marketing | Dalla conserva alla soluzione pronta: l’innovazione secondo Luca Specolizzi

Nel panorama delle conserve vegetali italiane, Pucci S.r.l. rappresenta una realtà dinamica, capace di evolvere da produttore tradizionale di sottoli e sottaceti a interprete delle nuove esigenze del mercato. Alla guida della ricerca e sviluppo c’è Luca Specolizzi, laureato in Scienze e Tecnologie alimentari, con un percorso professionale completo che lo ha visto attraversare tutta la filiera produttiva, dall’operatività in stabilimento fino al controllo qualità e alla supervisione. Un’esperienza che oggi gli consente di coniugare visione strategica e concretezza industriale.

«Stiamo vivendo una fase di trasformazione importante», spiega Specolizzi. «Il mercato richiede prodotti sempre più immediati, con un livello di servizio elevato. Per questo stiamo affiancando alle conserve tradizionali una gamma di salse, sughi e piatti pronti, pensati per un consumo rapido ma qualitativamente coerente con le aspettative del consumatore».

Tra le innovazioni più significative spiccano le insalate di riso ambient, sterilizzate e pronte al consumo, proposte in diverse varianti. «La sfida principale è stata sensoriale», continua. «Portare un prodotto sterilizzato a temperatura ambiente a essere percepito come gradevole, mantenendo struttura e qualità del riso». A questo si affianca lo sviluppo di un liquido di copertura a base acquosa, addensato con idrocolloidi e visivamente simile all’olio, che consente di eliminare i grassi senza compromettere l’esperienza.

Le motivazioni sono chiare: rispondere a una domanda crescente di praticità, salute e leggerezza, senza rinunciare al piacere. «Oggi il consumatore vuole prodotti pronti, ma anche più equilibrati dal punto di vista nutrizionale e coerenti con stili alimentari emergenti».

In questo contesto, l’analisi sensoriale gioca un ruolo centrale. L’azienda dispone di un panel interno di otto giudici addestrati, che utilizzano schede strutturate e strumenti di elaborazione come gli spider plot per leggere in modo sistematico i dati. «La sensorialità è il nostro primo criterio di validazione», sottolinea Specolizzi. «Ogni innovazione deve passare da lì, soprattutto quando si lavora su trattamenti termici che possono impattare su aroma e colore».

Particolare attenzione è dedicata proprio alla stabilità degli aromi e alla componente cromatica, elementi decisivi nella percezione dei vegetali. L’azienda collabora con fornitori specializzati per sviluppare aromi su misura e sperimenta tecniche come l’incapsulazione con ciclodestrine per preservare le note più delicate. Parallelamente, si affida a strumenti analitici avanzati e a laboratori esterni per approfondimenti chimici e microbiologici.

«Innovare oggi significa integrare tecnologia, percezione e aspettative del consumatore», conclude Specolizzi. «E l’analisi sensoriale è il punto in cui tutto questo si misura davvero».

Luigi Odello
Noemi Gennari

Redatto con il contributo di AI

Gli interventi conclusivi | Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare

Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare
Brescia – Auditorium “Angelo Pecorelli”
8 maggio 2026, h 08:00

Con la speranza che l’evento sia di vostro interesse, considerato che i posti sono limitati, vi preghiamo di pre-registrarvi attivando il link: https://forms.gle/weeXy9HYiLhGXvrT8
Potremo così inviarvi i riferimenti per la registrazione secondo quanto richiesto dalla Regione Lombardia che riconosce alla giornata i crediti ECM.


Devis Bianchini
Università degli Studi di Brescia
Come l’intelligenza artificiale può aiutare nell’esplorazione dei report di analisi sensoriale?
L’esplorazione dei report di analisi sensoriale rappresenta spesso una sfida, soprattutto per chi non è esperto: i dati sono complessi, il linguaggio è tecnico e le conclusioni dipendono fortemente dal contesto e dal metodo utilizzato. L’Intelligenza Artificiale può offrire un supporto concreto, trasformando questi report in strumenti più accessibili, interrogabili e utili per prendere decisioni.
I modelli linguistici permettono di dialogare con i dati, facilitando la comprensione di risultati, tendenze e anomalie. Tuttavia, da soli possono risultare poco affidabili, generando interpretazioni plausibili ma non sempre corrette, soprattutto in un dominio delicato come quello sensoriale, dove il “sensore” è l’essere umano e fattori come bias, condizioni di test e protocollo influenzano profondamente gli esiti.
Per questo è fondamentale affiancare alla capacità conversazionale una solida base di modellazione concettuale: una rappresentazione esplicita dei concetti chiave dell’analisi sensoriale (metodi, lessici, vincoli, buone pratiche) che guidi l’AI nell’interpretazione dei report. In parallelo, l’integrazione con strumenti di recupero dati consente all’agente di accedere a documenti, procedure e schede tecniche, verificare le informazioni e motivare le risposte con evidenze.
In questo modo, l’Intelligenza Artificiale diventa un assistente per l’esplorazione dei report sensoriali: aiuta a navigare i dati, chiarire il significato dei risultati, confrontare prove e individuare pattern, mantenendo coerenza con il metodo utilizzato. Il risultato è una Sensory AI che unisce la flessibilità del dialogo al rigore di dati e modelli, migliorando trasparenza, comprensione e fiducia nelle analisi.

Massimo Giordani
Università degli Studi di Torino
Intelligenza artificiale: l’AI può influenzare le nostre percezioni?
Deepfake indistinguibili dalla realtà, voci clonate in pochi secondi, feed visivi ottimizzati per plasmare gusti ed emozioni: l’intelligenza artificiale ha già varcato la soglia dei nostri sensi. La relazione esplora come i sistemi di IA agiscono su vista, udito e tatto, sfruttando i meccanismi predittivi del cervello, con effetti che vanno dalla manipolazione estetica all’erosione del confine tra reale e sintetico. Accanto ai rischi, emergono opportunità straordinarie in medicina, educazione e accessibilità. Obiettivo finale: costruire una nuova alfabetizzazione sensoriale per navigare consapevolmente il mondo che ci attende.

Eugenio Brentari
Università degli Studi di Brescia
I test sensoriali ad alta utilità informativa: metodi statistici per pesare i segnali deboli
Nei test sensoriali avanzati emerge sempre più chiaramente il bisogno di distinguere tra ricchezza descrittiva e affidabilità dell’informazione. L’ampliamento dei vocabolari (e talvolta anche delle scale di valutazione) consente di cogliere sfumature sottili, ma introduce contemporaneamente una quota non trascurabile di variabilità legata ai giudici, al contesto e alla natura stessa della percezione.
In molti dataset sensoriali coesistono segnali forti (descrittori condivisi e stabili) e segnali deboli (intermittenti, poco riproducibili o fortemente dipendenti dall’interpretazione individuale). Questa eterogeneità rende complessa la lettura dei risultati e può limitare la capacità di confrontare prodotti, panel e sessioni nel tempo.
Quanto delle valutazioni espresse dal panel è effettivamente legato ai prodotti esaminati, e quanto riflette invece le “tendenze” del panel? Si corre il rischio di sovrastimare informazioni fragili o, al contrario, di perdere segnali potenzialmente rilevanti.
La possibilità, nei test sensoriali avanzati, di introdurre descrittori liberi rischia inoltre di aumentare ulteriormente la variabilità, dando spazio a sensazioni sporadiche e non condivise, oppure condivise ma espresse con termini diversi.
L’intervento propone quindi una riflessione sul tema della qualità dell’informazione sensoriale, con particolare attenzione ai limiti e alle criticità legate alla presenza di segnali deboli, alla variabilità tra giudici e alla difficoltà di stabilire criteri condivisi di affidabilità.

Come le soluzioni digitali di Circle Group migliorano la gestione della logistica industriale

Circle Group è un’azienda che si occupa di digitalizzare l’intera catena logistica, operando esclusivamente come fornitore di software e servizi senza possedere o gestire magazzini fisici.
Il suo ruolo principale è quello di “orchestratore”: fornisce piattaforme che collegano tutti gli attori della filiera (industrie, porti, trasportatori e dogane), facendoli comunicare in modo fluido con i sistemi gestionali che le aziende stanno già utilizzando, senza bisogno di sostituirli. Questo approccio centralizzato e interoperabile permette di monitorare il trasporto delle merci in tempo reale, eliminare la documentazione cartacea, automatizzare i controlli e tracciare l’impatto ambientale. Di conseguenza, le imprese ottengono una maggiore visibilità sulle proprie operazioni e una drastica riduzione degli errori umani, dei tempi di attesa e dei costi logistici generali.

In video è possibile vedere l’intervento di Giulia Campanella.

In bergamasca, chiuso Vinitaly, tutto pronto per Evviva Valcalepio.

Riprendiamo volentieri la notizia del Consorzio Tutela Valcalepio.

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: dopo un Vinitaly 2026 frizzante, partecipato e carico di entusiasmo, il Consorzio Tutela Valcalepio è pronto ad accendere i riflettori sull’evento che aprirà l’estate bergamasca: Evviva Valcalepio 2026.

L’edizione appena conclusa di Vinitaly ha rappresentato un momento speciale, non solo per l’energia e la qualità delle relazioni costruite, ma anche per i festeggiamenti dei primi 50 anni della DOC Valcalepio, il vino di Bergamo e dei bergamaschi. Una presenza forte e identitaria, resa possibile grazie alle aziende protagoniste: Cantina Sociale Bergamasca, Il Calepino, Locatelli Caffi, Medolago Albani, Tosca, La Tordela e Oikos, che hanno saputo raccontare con autenticità il territorio.

Grande partecipazione anche all’Enoteca del Valcalepio, animata con passione dai ragazzi delle classi V dell’Istituto Superiore di San Pellegrino Terme, dove numerose aziende hanno contribuito con i propri vini, trasformando lo spazio in un punto d’incontro vivace e dinamico. Lo stand, colorato e festoso, ha conquistato il pubblico anche grazie al suggestivo “muro degli auguri”, dove numerosi visitatori hanno lasciato messaggi per celebrare il cinquantesimo anniversario della DOC.

«Uno stand che si è fatto riconoscere anche per essere riuscito a servire il vino alla giusta temperatura», ha sottolineato il direttore Sergio Cantoni. Un dettaglio tutt’altro che secondario: grazie alla partnership con Nevada, infatti, i vini sono stati conservati e serviti nelle condizioni ideali. «Un elemento che può sembrare marginale, ma che è fondamentale, soprattutto in un contesto come Vinitaly, dove il vino deve esprimersi al meglio», ha aggiunto Cantoni.

Archiviata con soddisfazione l’esperienza veronese, lo sguardo è ora rivolto al territorio. «Adesso siamo tutti concentrati su Evviva Valcalepio», afferma il presidente Marco Locatelli. «Con questo evento daremo ufficialmente il via ai festeggiamenti locali per un anniversario così importante».

Evviva Valcalepio 2026 si annuncia infatti come un’edizione speciale, interamente dedicata ai 50 anni della DOC, con tante novità pensate per coinvolgere il pubblico in modo ancora più immersivo.

**Nuova location**: Piazza G. Carrara a Bergamo, negli spazi adiacenti all’Accademia Carrara

**Nuove date**: sabato 23 maggio 2026 (ore 11–23) e domenica 24 maggio (ore 11–21).

Tra le grandi novità debutta il Pass Colleoni, acquistabile in prevendita online al prezzo agevolato di 23€ (+ prevendita), invece di 28€ in loco. Il format è semplice e coinvolgente: entra, timbra, degusta… and repeat!. L’eroico Bartolomeo accompagnerà i visitatori in un vero e proprio viaggio alla scoperta del Valcalepio DOC: basterà acquistare il pass, ritirare il kit all’ingresso e partire alla conquista dei vini delle aziende presenti.

Il Pass Colleoni include:

  • calice esclusivo in tritan Valcalepio
  • tasca porta-calice dedicata
  • passaporto degustazione per assaggiare i vini di tutte le aziende
  • un buono per una specialità food
  • gadget Valcalepio

Evviva Valcalepio non è la solita festa del vino: è il vino di Bergamo in festa, un’esperienza da vivere, condividere, un’occasione per brindare insieme, nel cuore della città.

L’appuntamento è fissato.

L’estate bergamasca sta per cominciare.

Casa del Vino Academy: torna l’alta formazione per il Soave

Riprendiamo volentieri la notizia del Consorzio Tutela Vini Soave.

Forte del successo riscontrato lo scorso anno, torna per la primavera 2026 Casa del Vino Academy, l’innovativo programma di alta formazione interna che il Consorzio del Soave riserva per le aziende associate. Il programma prenderà via a fine aprile e si concluderà nel mese di maggio con l’obiettivo primario di fornire ai produttori presenti in aula, in poche settimane, un percorso di crescita e aggiornamento completo, efficace e immediatamente spendibile nel proprio contesto aziendale. In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti economici e sociali, la formazione e l’aggiornamento continuo rappresentano leve strategiche imprescindibili per la competitività delle imprese. In tal senso il comparto vitivinicolo non fa eccezione, anzi.

Per tale ragione il Consorzio del Soave ha ideato un’iniziativa ambiziosa, selezionando professionisti di riconosciuta esperienza e competenza per garantire standard formativi di eccellenza. L’intento è quello di dotare le aziende degli strumenti più avanzati per affrontare le dinamiche del mercato, intercettare le nuove tendenze di consumo e rafforzare la propria identità sui mercati nazionali e internazionali.

Modulo 1: sviluppo di nuovi mercati
Il primo modulo si prefigge di rispondere ad esigenze di natura prettamente commerciale da parte delle aziende al fine di fornire strumenti utili e capacità di visione in un contesto internazionale molto sfidante e in costante evoluzione.
Oltre ad un focus sul mercato canadese che vede il coinvolgimento di Michaela Morris, wine writer ed esperta di vini italiani con lunga esperienza oltre oceano, con particolare riguardo al Quebec e all’Ontario, si parlerà anche di come muoversi oggi negli Stati Uniti e di come approcciare nuovi mercati, in collaborazione con WBSN Consulting; si parlerà naturalmente anche di Europa, con Eros Teboni, sommelier, formatore ed esperto di vini, il quale terrà dei seminari di approfondimento sulle opportunità commerciali da perseguire su Germania, Svizzera, Austria, Danimarca, Finlandia, Scandinavia.

Modulo 2: Enoturismo: strategia, esperienza e valore economico
Il secondo modulo sarà dedicato all’enoturismo, un settore in forte espansione che rappresenta una preziosa opportunità di crescita e diversificazione per le aziende vitivinicole. In collaborazione con Wine Meridian, esperti del settore illustreranno le strategie più efficaci per sviluppare un’offerta enoturistica attrattiva e di successo. Dalla creazione di esperienze uniche e memorabili alla gestione dell’ospitalità, dalla promozione online all’integrazione con il territorio, i partecipanti acquisiranno le competenze necessarie per trasformare la propria cantina in una destinazione enoturistica di riferimento, intercettando un flusso di visitatori sempre più interessati a scoprire l’anima del Soave direttamente nei luoghi di produzione.

Modulo 3: Promozione: Brand & Mercati
Il terzo modulo, in collaborazione con Studio Radicare, affronterà il tema strategico del branding e del posizionamento sul mercato: i partecipanti, tra attività in presenza e online, esploreranno i processi per definire e comunicare un’identità di brand distintiva e coerente. Dall’analisi del proprio DNA aziendale all’individuazione del target di riferimento, dalla creazione di una comunicazione efficace alla definizione di strategie di marketing mirate, il modulo, realizzato in collaborazione con lo Studio Radicare, fornirà gli strumenti per costruire un brand forte e riconoscibile, capace di distinguersi in un mercato sempre più competitivo e di fidelizzare la clientela.

Modulo 4: Pensiero laterale: come ci vedono oggi gli altri
L’ultimo modulo proporrà una riflessione sul percepito delle differenti interpretazioni del Soave attraverso gli occhi di osservatori esterni, esperti nel settore vino. Un focus territoriale, coordinato da Francesco Saverio Russo, e una cena finale con le aziende coinvolte completeranno il modulo, offrendo un’opportunità di confronto e di scambio di prospettive.

«Torniamo a proporre tra aprile e maggio una iniziativa lanciata lo scorso anno come progetto pilota – sottolinea Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio del Soave – che ha ricontrattato un’ampia adesione da parte delle aziende associate, segno questo che, come Consorzio, abbiamo intercettato un bisogno reale della nostra base sociale. Per l’edizione 2026 su richiesta delle aziende si è deciso di dare ampio spazio alla formazione relativa allo sviluppo commerciale proprio perché gli equilibri internazionali sono in continua evoluzione e con essi anche le opportunità di mercato. Casa del Vino Academy torna proprio con l’obiettivo di fornire ai nostri produttori associati gli strumenti e le competenze per affrontare queste sfide con consapevolezza, rafforzando la loro capacità di innovare e di competere sui mercati globali, valorizzando al contempo l’unicità e la qualità del Soave nelle sue differenti interpretazioni».