Sensory News

Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Cucinare bene – con poco tempo e pochi soldi

Il Masterplan 2026 dei Narratori del Gusto riporta un titolo apparentemente semplice ma che racchiude tutta l’essenza dell’associazione: le relazioni.
È proprio da questo filo comune che è nato l’intervento della vicepresidente Monica Panzeri al convegno “Cucinare bene – con poco tempo e pochi soldi” alla Fiera delle Relazioni “Relazionexpo” che si è tenuta a Verona presso il palazzo della Gran Guardia dall’8 al 10 ottobre, promosso e organizzato da Relazionesimo.
Sul palco, insieme a Roberto Carcangiu, Presidente dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani (APCI) e a Paolo Silvestri, imprenditore ligure proprietario di Pexto e fautore della recente riapertura della Cooperativa Pescatori Camogli, Monica Panzeri ha parlato di come, da un test di analisi sensoriale effettuato su due campioni di pesto alla genovese, possa nascere una narrazione coerente con la percezione del prodotto, emozionale e basata sul linguaggio sensoriale.
Il confronto ha poi approfondito come, grazie a un mortaio e a ingredienti semplici e poco costosi come aglio, pinoli, basilico e formaggio, possa nascere una delle salse più amate della cucina italiana, e di come la sapienza di un cuoco, vero e proprio “maestro artigiano” come definito da Carcangiu, possa trasformare un piatto a basso costo e preparato in breve tempo in un’esperienza di gusto indimenticabile.

Monica Panzeri

Diamo il benvenuto ad Aquademy su Sensory learning

Quanto conta l’acqua nella qualità di un caffè, di un impasto o di una cottura? Spesso la diamo per scontata, eppure conoscerla significa imparare a governare una componente decisiva del risultato.

Diamo il benvenuto su Sensory Learning ad Aquademy by BRITA, il percorso di formazione multilivello dedicato all’acqua e alle sue applicazioni professionali. Contenuti tecnici ed esperienze pratiche accompagnano gli operatori nella valorizzazione delle preparazioni e nella protezione delle attrezzature.

Si parte dall’ABC dell’Acqua per approfondire il suo ruolo nel caffè, nel ghiaccio, nel lavaggio delle stoviglie, nella cottura a vapore e nella pasticceria. Completano l’offerta i moduli dedicati ai prodotti innovativi BRITA.

Una nuova opportunità per trasformare un ingrediente quotidiano in una competenza professionale.

Per maggiori informazioni.

«Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme» 2026

Dal 15 al 17 ottobre 2026, Merlot e Cabernet tornano a incontrarsi sotto il cielo bergamasco. Con qualche bottiglia in più da assaggiare, qualche domanda scomoda da fare, molti giovani da coinvolgere e un compleanno importante da festeggiare.

Per il 22esimo anno consecutivo, giovedì 15, venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2026 Bergamo torna ad essere il palcoscenico internazionale dei vini Merlot, Cabernet e dei loro tagli. Il Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme», giunto alla sua 22esima edizione consecutiva, torna in terra bergamasca per raccontare una nuova storia.

Ad organizzare l’evento Vignaioli Bergamaschi che si avvale del supporto di partner ormai consolidati come Consorzio Tutela Valcalepio, Good Senses e Camera di Commercio di Bergamo.

Come ogni anno c’è una nuova sede per le degustazioni delle commissioni di tecnici e giornalisti internazionali chiamati a giudicare i campioni provenienti dai quattro angoli del globo. L’edizione 2026 sarà ospitata dal Comune di Villa di Serio e vedrà coinvolte diverse realtà.

In primis Villa Carrara, sede del Comune, che ospiterà l’intera giornata del sabato 17 ottobre 2026. Dalle 9 alle 12 nella Sala delle Carrozze in programma la tavola rotonda «Vendesi Vino Disperatamente». A spiegare il senso dell’incontro è Sergio Cantoni, enologo e presidente di Vignaioli Bergamaschi: «Siamo stati i primi, due anni fa a parlare di crisi del vino. Tutti ci guardavano storto e mettevano in dubbio la realtà del fenomeno. Due anni dopo, la crisi del vino è sulla bocca di tutti ma manca ancora il coraggio di affrontare il fenomeno con onestà. Ecco perché quest’anno parleremo di quella che ormai è una crisi del comparto vino strutturale e persistente con una serie di professionisti di varia provenienza e competenza. Per confrontarsi, per valutare i danni e cercare possibili (e realistiche) soluzioni.» Niente sogni, ma solide realtà come direbbe un vecchio spot.

Nel pomeriggio (dalle 15 alle 18) nella Tinaia di Villa Carrara aprirà gratuitamente al pubblico il banco d’assaggio dei Vini Vincitori del 22esimo Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme». Ad accompagnare l’evento, anche Emozioni di Valcalepio che offrirà al pubblico la possibilità di incontrare i produttori del Consorzio Tutela Valcalepio, degustare i vini del territorio (Valcalepio DOC e Terre del Colleoni DOC), farsi raccontare le storie aziendali e ascoltare in presa diretta le novità sulla vendemmia 2026. Un pomeriggio, quindi, per assaggiare, conoscere e fare domande. Perché dietro ogni bottiglia c’è un’azienda, una persona, una vendemmia e, spesso, una storia che vale la pena ascoltare.

Molte le novità in cantiere per l’edizione 2026 che si preannuncia ricca di chicche e sfumature interessanti. Ad esempio? Vi siete mai chiesti a che temperatura si degustano i vini ad un Concorso Internazionale? Spoiler: raramente a quella giusta. Vignaioli Bergamaschi, quindi, ha deciso di cambiare le carte in tavola e ha chiesto il supporto di Nevada per garantire ai giudici internazionali (e alle aziende che hanno inviato i loro campioni in degustazione) la miglior temperatura di degustazione possibile, affidandosi a cantinette refrigeranti che consentiranno di regolare con precisione la temperatura di servizio dei campioni.

E dove saranno posizionate queste cantinette? Negli spazi selezionati per le degustazioni del 2026. Ancora una volta Emozioni dal Mondo punta a colpire, esplorando non solo località ma anche ambienti spesso molto distanti dal mondo del vino. È il caso delle officine OMCN che ospiteranno le commissioni internazionali dell’unico concorso enologico internazionale al mondo ufficialmente riconosciuto da OIV (Organization International de la Vigne et du Vin) per i vini Merlot e Cabernet.

Emozioni dal Mondo poi è sempre a fianco delle realtà del territorio bergamasco, soprattutto di quelle che si occupano di formazione e crescita dei ragazzi. Ancora una volta si rinnova la parntership ormai consolidata con IPSAR San Pellegrino Terme che permetterà ai ragazzi della scuola di prendere parte a questo evento internazionale in diversi momenti compreso il delicatissimo ruolo di servire i campioni in concorso alle giurie. Ma anche la visita guidata del territorio di Villa di Serio è stata assegnata ad un’associazione, Traiettorie Itineranti, che ha creato un percorso di formazione turistica tutto indirizzato ai giovani del territorio, che gestiranno i tour culturali del venerdì pomeriggio. Non potevano poi mancare momenti dedicati ai partner tecnici di Emozioni dal Mondo. Quest’anno in programma una visita allo stabilimento SIAD di Osio Sotto e una degustazione decisamene peculiare a cura di AEB GROUP.

Il tutto in un annata, il 2026, decisamente speciale per il vino DOC di Bergamo, il Valcalepio padrone di casa di Emozioni dal Mondo. Nel 2026 infatti ricorrono i 50 anni della prima DOC Bergamasca e non mancheranno i momenti per festeggiare questo traguardo importante.

In Breve:

Dal 15 al 17 ottobre 2026 Bergamo torna a parlare la lingua internazionale del vino.

Merlot, Cabernet e loro tagli arriveranno a Villa di Serio da tutto il mondo. Le giurie internazionali li assaggeranno, li confronteranno e li giudicheranno. I giovani verranno coinvolti attivamente. Il pubblico potrà assaggiare i vincitori e incontrare i produttori orobici. Il Valcalepio festeggerà mezzo secolo di DOC. E qualcuno, finalmente, controllerà anche la temperatura del vino.

Perché «Emozioni dal Mondo» è così: internazionale, certo. Ma con i piedi ben piantati in terra bergamasca. E con un calice di vino in mano.

“Eccellente!” A Montecitorio: Apei celebra il saper fare italiano e i suoi protagonisti

Riprendiamo volentieri la notizia degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana.

Le materie prime, i territori, il lavoro degli artigiani e la responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio fatto di competenze, cultura e identità. È arrivato nel cuore delle Istituzioni il messaggio di “ECCELLENTE!”, il Seminario Pubblico di APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, presieduta dal Maestro Iginio Massari, che ha vissuto alla Camera dei Deputati il suo momento istituzionale più significativo.

Nella Sala della Regina di Montecitorio, la conferenza dedicata alla “Difesa di prodotti d’eccellenza italiani” ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, Maestri APEI, il Maestro francese Pierre Hermè, ospite d’onore, protagonisti delle filiere per raccontare un’Italia che trova nella biodiversità, nelle produzioni territoriali e nel saper fare artigiano alcuni dei suoi elementi più riconoscibili. Un obiettivo che era già al centro del programma di “ECCELLENTE!”, nato per valorizzare le produzioni agroalimentari italiane e il ruolo dell’artigianalità come ambasciatrice del Made in Italy.

Un viaggio attraverso il Paese costruito da APEI partendo da quaranta eccellenze, due per ciascuna delle venti regioni italiane, selezionate per rappresentare la straordinaria varietà del patrimonio agroalimentare nazionale.

A sottolineare il valore del saper fare italiano è stato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: «Un momento in cui riconosciamo il valore, il saper fare dei nostri Maestri garantisce qualità nel mondo. Made in Italy significa bello, buono, da acquistare per garantire ricchezza e lavoro a chi ha mantenuto questi saperi scegliendo una tradizione che si coniuga con l’innovazione. Questi momenti di riconoscimento li abbiamo fortemente voluti e incentivati. Riuscire a garantire la prosecuzione di questi talenti e di queste eccellenze e raccontarle ai giovani passano anche da questi momenti di straordinaria importanza. Grazie per quello che avete fatto, che fate e che farete per la nostra bella Italia».

Parole che hanno trovato continuità nell’intervento del presidente APEI Iginio Massari, che dalla Camera dei Deputati ha richiamato la responsabilità degli artigiani nel custodire non soltanto le eccellenze più note, ma anche quelle più rare e meno visibili, legate a territori, comunità e conoscenze tramandate nel tempo. «Sono patrimoni che non possiamo permetterci di perdere. Difenderli significa preservare la nostra biodiversità, la nostra cultura e l’identità dei territori, ma anche creare nuove opportunità per il futuro – ha affermato Massari -. Come artigiani abbiamo una responsabilità: conoscere queste materie prime, rispettarle, valorizzarle e contribuire a trasmetterle alle nuove generazioni. Perché proteggere ciò che l’Italia produce significa proteggere ciò che l’Italia è».

Il racconto delle diverse regioni ha mostrato come dietro ogni prodotto DOP, IGP o tutelato da altri riconoscimenti ci siano persone, competenze e tradizioni. Un patrimonio che trova nell’alta pasticceria una possibilità ulteriore di espressione: la materia prima nasce nella terra e, attraverso la conoscenza e le mani dell’artigiano, diventa cultura, esperienza e strumento di promozione del territorio.

È su questa responsabilità condivisa che Massari ha voluto lasciare ai presenti il messaggio conclusivo: «Torniamo al nostro lavoro con un impegno comune: custodire le radici, sostenere i produttori e trasmettere ai giovani il valore delle nostre eccellenze. Tante terre, tante storie, pari dignità: questa è la ricchezza della nostra Italia. Difenderla insieme significa darle futuro».

La giornata a Montecitorio è stata anche l’occasione per celebrare i professionisti che, attraverso il proprio lavoro, interpretano ai massimi livelli la cultura italiana del dolce. Il riconoscimento di Pasticceri dell’Anno 2026/2027 è stato conferito a Marta Boccanera e Felice Venanzi della Pasticceria Gruè di Roma, premiando il percorso professionale dei due pasticceri e la realtà che hanno costruito nella Capitale.

Il riconoscimento di Miglior Scuola Italiana di Pasticceria 2026/2027 è andato ad Aroma Academy di Roma, di Davide Malizia, mentre Eugenio Morrone è stato proclamato Miglior Gelatiere Italiano 2026/2027.

A Dario Nuti, Executive Pastry Chef del Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel, è stato conferito il riconoscimento di Miglior Pastry Chef Italiano 2026/2027.

A suggellare il valore istituzionale della giornata è stato infine un momento particolarmente significativo: al Maestro Iginio Massari è stata conferita la Medaglia della Camera dei Deputati, riconoscimento che ha legato simbolicamente il percorso del presidente APEI al messaggio portato dall’associazione a Montecitorio.

Info sul sito apeiitalia.it e sui canali social dell’associazione.

Il Soave ad Hostaria Verona: tre giorni per raccontare l’identità del vino bianco veronese

Riprendiamo volentieri la notizia del Consorzio Tutela Vini Soave.

Per tre giorni, dal 6 al 18 ottobre negli spazi della Loggia di Fra Giocondo a Verona, il pubblico potrà incontrare il mondo del Soave ad Hostaria Verona attraverso degustazioni, racconti e approfondimenti dedicati alle diverse interpretazioni della Garganega, vitigno simbolo della denominazione. Sarà un’occasione per conoscere la varietà stilistica del Soave, dalla freschezza e immediatezza delle versioni più giovani alla complessità e longevità dei vini con qualche anno di affinamento in più in bottiglia.

Dopo Appuntamento Soave, l’evento recentemente organizzato dal Consorzio di Tutela alla Biblioteca Capitolare di Verona, il Soave torna nuovamente nel cuore storico della città, a sottolineare il forte legame che tiene unite alla città di Giulietta e Romeo le colline vitate dell’Est Veronese.

«Hostaria Verona è un appuntamento importante perché ci permette di incontrare direttamente il pubblico e di raccontare il Soave in modo accessibile, coinvolgente e contemporaneo – dichiara Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio di Tutela del Soave –. Il Soave non è soltanto un vino da degustare, ma l’espressione di un paesaggio, di una storia agricola e di una comunità di produttori. Portarlo nel centro di Verona significa rafforzare il rapporto con la città e con quanti desiderano conoscere più da vicino la nostra denominazione».

Che sia un Soave d’annata o con qualche anno in più di affinamento, comun denominatore di entrambe le declinazioni sarà l’eleganza, richiamata anche nelle grafiche dello spazio con l’espressione The elegance is white.

Elegante, dunque, ma nello stesso tempo contemporaneo e, soprattutto, autoctono: ecco gli aggettivi che descrivono il Soave oggi e che rappresentano una chiave di comunicazione importante per farsi comprendere sia da operatori ed esperti, sia da neofiti.

Particolare attenzione sarà riservata al rapporto tra vino, paesaggio e cultura: il Soave nasce infatti in un’area collinare riconoscibile, caratterizzata da suoli di origine vulcanica e calcarea, da una viticoltura storica e da un patrimonio rurale che nel 2018 è stato riconosciuto dalla FAO come GIAHS – Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale.

«La nostra presenza a Hostaria si inserisce in un percorso di promozione che unisce vino, accoglienza ed enoturismo – prosegue Ridolfi –. Oggi il visitatore non cerca soltanto una bottiglia, ma desidera conoscere i luoghi in cui nasce, le persone che la producono e le tradizioni che rappresenta. Per questo motivo eventi come Hostaria sono strategici: avvicinano il consumatore alle aziende e aiutano a costruire una maggiore consapevolezza attorno al Soave».

Molecole di possibilità: dall’AI generativa agli agenti artificiali

All’inizio del Novecento, lo studio delle molecole, degli atomi e delle particelle mise in crisi alcune certezze della fisica classica. A quella scala, la realtà non poteva più essere descritta soltanto attraverso traiettorie prevedibili e rapporti deterministici di causa ed effetto. La teoria quantistica introdusse un nuovo linguaggio, fatto di probabilità, stati possibili, osservazioni e interazioni. Non cancellò la fisica precedente, ma ne mostrò i confini e ampliò radicalmente il campo di ciò che potevamo comprendere.
Con le dovute differenze, una trasformazione analoga sta avvenendo oggi nel mondo dell’informatica. Per decenni abbiamo costruito programmi ai quali indicare esattamente che cosa fare: a un determinato input doveva corrispondere un risultato definito. L’intelligenza artificiale generativa modifica questo schema. Non recupera semplicemente una risposta già scritta e non esegue soltanto una sequenza rigida di istruzioni: elabora, tra molte possibilità, un contenuto plausibile sulla base dei dati, del contesto e della richiesta ricevuta.
L’AI agentica compie un passo ulteriore. La macchina non si limita più a generare una risposta, ma può perseguire un obiettivo, scomporlo in attività, scegliere quali strumenti utilizzare, verificare i risultati e correggere il proprio percorso. Entra così in relazione con l’ambiente e con le persone, in un ciclo continuo di osservazione, decisione e azione.
Il “salto quantico” evocato nel titolo non indica quindi un legame tecnico tra computer quantistici e intelligenza artificiale, ma un cambiamento di prospettiva. Passiamo dalla macchina che esegue alla macchina che propone, pianifica e agisce; dalla certezza dell’istruzione alla pluralità dei risultati possibili; dal controllo di ogni singolo passaggio alla necessità di governare obiettivi, limiti e responsabilità.
La questione decisiva non è allora soltanto che cosa queste nuove intelligenze siano in grado di fare, ma quale relazione vogliamo costruire con esse. Perché, quando una macchina passa dalla risposta all’azione, competenza tecnica e responsabilità umana devono evolvere insieme.

Ecco l’interventi che Devis Bianchini, Università di Brescia, terrà il prossimo 9 ottobre a Verona durante il workshop “Molecole & Persone”.

“Eccellente!”: l’Italia dell’alta pasticceria arriva alla Camera Dei Deputati per difendere le eccellenze del territorio

Riprendiamo volentieri la notizia degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana.

Difendere l’identità dei territori, valorizzare le grandi produzioni agroalimentari italiane e riconoscere all’artigianalità il ruolo di ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Sono questi gli obiettivi di “ECCELLENTE!”, il Seminario Pubblico di APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, l’associazione presieduta dal Maestro Iginio Massari, che dal 3 al 5 ottobre 2026 ha portato a Roma i protagonisti dell’alta pasticceria, della gelateria e della cioccolateria.

Tre giornate dedicate alla cultura del dolce, alla trasmissione del sapere e al valore delle materie prime, con un appuntamento di particolare rilevanza istituzionale: la conferenza “Difesa di prodotti d’eccellenza italiani”, ospitata nella storica Sala della Regina di Montecitorio, alla Camera dei Deputati, nella mattina di lunedì 5 ottobre. Un’occasione per portare all’attenzione delle Istituzioni il patrimonio agroalimentare italiano e il lavoro di chi, ogni giorno, contribuisce a custodirlo e a trasformarlo in un’espressione riconoscibile dell’identità nazionale.

Il momento centrale di “ECCELLENTE!” è stato proprio l’incontro a Montecitorio, dove gli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana si faranno portavoce di una cultura produttiva che affonda le proprie radici nella straordinaria biodiversità del Paese, nelle tradizioni locali e nelle competenze artigianali tramandate di generazione in generazione. Per l’occasione, APEI ha selezionato due materie prime rappresentative per ciascuna delle venti regioni italiane, componendo un mosaico di quaranta eccellenze che raccontano la ricchezza e la varietà del patrimonio agroalimentare nazionale. Dal Pistacchio Verde di Bronte DOP al limone della Costiera, dalla Nocciola Piemonte IGP alla Fragolina di Nemi, dallo Zafferano di San Gimignano DOP alla Mela Rosa dei Monti Sibillini, fino al bergamotto di Reggio Calabria e alla Mandorla di Toritto: ogni prodotto custodisce una storia, un paesaggio, una comunità e un sapere produttivo. Ingredienti che, nelle mani dei Maestri APEI, diventano protagonisti di creazioni capaci di coniugare tradizione e innovazione, tecnica e sensibilità, gusto e identità. La loro valorizzazione rappresenta anche un investimento sul futuro delle filiere locali e delle piccole produzioni, spesso depositarie di competenze e caratteristiche difficilmente riproducibili altrove.

«L’eccellenza italiana nasce dalla qualità delle nostre materie prime, dalla conoscenza e dal rispetto per il lavoro di chi le produce – spiega il Presidente APEI, Iginio Massari -. Ogni territorio custodisce ingredienti unici, che raccontano la nostra storia e che noi pasticceri abbiamo la responsabilità di conoscere, valorizzare e trasformare senza snaturarne l’identità. Portare questo messaggio alla Camera dei Deputati significa richiamare l’attenzione delle Istituzioni su un patrimonio che dobbiamo difendere, perché rappresenta il futuro della nostra artigianalità e una delle più grandi ricchezze del Made in Italy. La vera eccellenza non può esistere senza il rispetto per le proprie origini».

Il messaggio che APEI intende portare a Roma è chiaro: la qualità di un prodotto si misura dalla provenienza delle materie prime, dalla loro riconoscibilità e dalla capacità di preservare le peculiarità che le rendono uniche. In questa prospettiva, la pasticceria assume un ruolo che va oltre la dimensione gastronomica, diventando uno strumento di promozione culturale e territoriale e un ponte tra il mondo agricolo, l’artigianato e il consumatore.

Ad arricchire il Seminario Pubblico è stata la presenza, in qualità di ospite d’onore, di Pierre Hermé, tra le figure più rappresentative della pasticceria contemporanea internazionale. La partecipazione del Maestro francese ha conferito alla manifestazione una dimensione internazionale, sottolineando il valore del confronto tra le grandi scuole dell’arte dolciaria e l’importanza della ricerca, della creatività e della conoscenza delle materie prime. «La sua presenza – sottolinea Massari – sarà anche un’occasione per ribadire come l’eccellenza italiana possa rafforzare la propria identità attraverso il dialogo con i protagonisti della pasticceria mondiale».

Info sul sito apeiitalia.it e sui canali social dell’associazione.
Riguarda tutta la conferenza stampa.

Arie!! I Salumi nell’universo della Lirica

Riprendiamo la notizia di Onas – Organizzazione nazionale assaggiatori salumi.

Giuseppe Verdi aveva una grande predilezione per la Spalla Cotta di San Secondo che non mancava mai di farsi recapitare ovunque. Nel 1890 invia al suo editore di Milano Giulio Ricordi due spalle di maiale uso San Secondo, di cui una destinata al soprano ceco Teresa Stolz, interprete verdiana per eccellenza. Gioacchino Rossini confessò d’aver pianto solo tre volte nella vita: quando la sua prima del Barbiere di Siviglia fu fischiata al teatro Argentina di Roma, quando sentì suonare Paganini e quando in una gita in barca gli cadde in acqua un tacchino farcito ai tartufi. Gourmet dal gusto infinito, tra i prodotti a lui più cari vi erano Mortadelle, Zamponi e Prosciutti. Giacomo Puccini è stato un grande appassionato dell’arte venatoria che esercitava sul lago di Massaciuccoli e vorace consumatore di Salumi toscani e da cacciagione.

Un evento ONAS imperdibile che mostrerà la linea di congiunzione tra il mondo dei Salumi e alcuni dei più grandi compositori italiani.
Un evento sospeso tra Arie in degustazione e Salumi in pentagramma.

Il mezzosoprano Victoria Mikulina, diplomata in canto lirico presso il Dipartimento della Musica dell’Accademia Russa dell’Arte Teatrale di Mosca e laureata al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, sarà accompagnata al piano dalla Maestra Rossella Fracaros.

Interverranno da collegamento remoto:

  • lo storico Franco Sprega, dell’Associazione culturale “Le Terre Traverse”, un progetto di valorizzazione del territorio agricolo di pianura tra Parma e Piacenza attraverso la propensione di Giuseppe Verdi verso il mondo e la cultura contadina;
  • Luca Gualdana dell’Azienda Ca Nova Gualdana, produttore di vini naturali nella storica cornice piacentina della Val Tidone.

ARIE IN DEGUSTAZIONE

  1. Giuseppe Verdi, Spalla cotta di San Secondo e Amphora Tigris (Malvasia di Candia aromatica);
  2. Gioacchino Rossini, Prosciutto di Parma e Gutturnio Fannullone (Barbera e Bonarda);
  3. Giacomo Puccini, Finocchiona e Viid Vecc (Barbera in purezza);

SABATO 07 NOVEMBRE 2026 | ORE 19:30
VILLA ITALIA
Via dell’Università 8 – 34123 – Trieste

CONTRIBUTO 40 Euro
Euro 35 per i soci ONAS, AIS, ONAV, ONAF, SLOW FOOD e del Circolo dell’Esercito

INFO E ISCRIZIONI
Posti limitati.
Prenotazioni inviando una mail a fvg@onasitalia.org