
L’università per l’innovazione, l’impresa per la formazione
Verona – Palazzo della Gran Guardia
24 ottobre 2025, h 9:00
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Luigi Bavaresco
UCSC, Piacenza
L’INNOVAZIONE È SEMPRE UTILE?
L’innovazione tecnologica viene in genere considerata sempre utile per la società nel suo complesso, ma questo non è automatico. Esiste a proposito, a livello internazionale, un riconoscimento satirico (gli IgNobel Prizez) che viene dato agli autori di ricerche strane, divertenti, a volte assurde. Come evitare questo rischio? Il collegamento tra ricerca (università) e applicazione (aziende) permette di impiegare risorse intellettuali e materiali in maniera utile, fermi restando principi etici. Vengono riportati alcuni esempi di interazione virtuosa tra ricerca innovativa e sua fruizione nel settore vitivinicolo.
Devis Bianchini
Università di Brescia
FORMAZIONE CHE INNOVA: IMPRESE E UNIVERSITÀ A CONFRONTO
Un modello di collaborazione tra università e imprese che sta trovando molto spazio è quello dove la formazione post-universitaria diventa terreno fertile per l’innovazione. Le aziende portano i propri casi reali, condividendo sfide e bisogni concreti, mentre l’università propone chiavi di lettura e strumenti avanzati per affrontarli, dalle tecniche digitali ai metodi di analisi più innovativi. Nasce così un dialogo virtuoso: l’impresa investe nella crescita dei talenti, l’università valorizza la propria capacità di ricerca e trasferimento, e i giovani professionisti acquisiscono competenze di frontiera, immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.
Luigi Bonizzi
Università degli Studi di Milano
LA BUROCRAZIA UNIVERSITARIA È SUPERABILE?
L’intervento mette in luce come gli eccessi burocratici rappresentino un ostacolo alla collaborazione tra università e imprese, in particolare nella stipula delle convenzioni per stage e tirocini. Si propone l’adozione di convenzioni quadro e il ruolo di organismi intermedi come facilitatori, così da semplificare i processi e valorizzare i progetti sostenuti dalle aziende. Saranno inoltre affrontate le rigidità dei settori scientifico-disciplinari e le potenzialità delle scuole di specializzazione, con l’obiettivo di avvicinare la formazione post-laurea alle reali esigenze del mondo produttivo.
Guido Bosticco
Docente di Scrittura creativa all’Università di Pavia – Consulente di strategie culturali
PER UNA CULTURA DELLA RELAZIONE CONSAPEVOLE IN AZIENDA
Per creare una cultura bisogna stabilire delle connessioni fra significanti (le forme) e significati e metterle in comune. Connessioni che abbiano senso per ciascuno, per la comunità e in rapporto al mondo intero. La cultura è la concatenazione di questi elementi di senso, che creano un terreno comune.
Anche in aziende con una propensione forte alla cura delle relazioni interne e attenzione alle persone, occorre sempre re-interpretare e re-interiorizzare i fondamenti della cultura aziendale in rapporto ai mutamenti degli scenari locali e globali.
Il primo passo per farlo è aumentare il livello di consapevolezza individuale e relazionale. Persone più consapevoli, più aperte e capaci di creare relazioni generano comunità migliori, più coese, più versatili e più adattive, si tratti di una azienda, di un condominio, di una città…
Occorre concentrarsi sulle persone, prima che sui processi. E la struttura-base su cui impostare il percorso è la relazione.
I relatori sono indicati in ordine alfabetico e non di presentazione.
