Le interrelazioni ed il coinvolgimento fra mondo universitario e mondo aziendale sono indubbiamente molteplici, come stesso Altromercato ha dimostrato nel recente periodo, avendo sviluppato contatti e progetti con molte università italiane, da Verona a Sassari, da Venezia a Milano, Pisa, Roma ed altre, con partecipazioni focalizzate sis sui modelli adottati da Altromercato e le sue attività nel commercio equosolidale, come i progetti di cooperazione, piuttosto che ricerche fatte dalle università per conto di Altromercato fino alla partecipazione di spokeperson Altromercato a lezioni/workshop/seminari, come esperti del commercio equosolidale.
Le attese però dovrebbero andare oltre, visto che Altromercato è l’azienda n.1 in Italia nel Commercio Giusto e la seconda in Europa, quindi l’ambizione dovrebbe stanziarsi nel creare un Osservatorio permanente su abitudini e comportamenti di consumo orientati alla “sostenibilità” (in senso ampio) e come debba mutare l’offerta per accogliere la domanda sui prodotti alimentari, adottando magari criteri di interpretazione delle osservazioni utilizzando metodi innovativi che possano “entrare nel subconscio” dei consumatori e non limitarsi alla restituzione statistica delle osservazioni stesse, grazie all’avanzare di nuove tecnologie in sviluppo.
È possibile vedere l’intervento completo di Luigi Ranieri tramite questo link.

