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“…certificare la cultura organizzativa? Ma non scherziamo!”

Infatti non stiamo scherzando affatto: oggi la certificazione della cultura della sicurezza alimentare è misurabile, dunque certificabile. Ciò è reso possibile da un rating oggettivo che attesta, a partire dal coinvolgimento della Direzione, il livello di partecipazione attiva di tutte le risorse coinvolte in azienda.

Il rating è stato messo a punto grazie alla collaborazione tra CSQA (primo organismo in Europa nel settore food & beverage) ed Evolve, società composta da professionisti operanti da decenni in ambito agroalimentare e legale.

La cultura della sicurezza alimentare non è “una novità”, essendo oggetto da tempo di puntuali requisiti cogenti (Reg. UE 625/2017, Reg. UE 382/2021), normativi (ISO 9001, ISO 22000, FSSC 22000, BRCGS, IFS) nonché contrattuali. La novità è costituita da un rating che la misura a livello sistemico, ovverosia organizzativo: da qui l’acronimo COSA (Cultura Organizzativa della Sicurezza Alimentare).

A scanso di equivoci va detto forte e chiaro che, in contesti sempre più segnati da complessità e imprevedibilità, la sicurezza alimentare non può essere ridotta a “un insieme di procedure e controlli” volti a soddisfare requisiti di natura esterna: oggi la sicurezza alimentare deve rappresentare un asset interno, un valore culturale e organizzativo che diventi parte integrante dell’identità aziendale. In una OSA che persegue questa strategia ciascuna persona (dall’usciere al CEO) è consapevole del proprio contributo nel garantire la qualità di quanto viene prodotto, distribuito e somministrato.

Diffondere una cultura della sicurezza alimentare significa promuovere consapevolezza, responsabilità condivisa e comportamenti coerenti con i principi di igiene, controllo e prevenzione. Un’organizzazione che investe nella cultura della sicurezza alimentare non si limita a reagire alle non conformità bensì pianifica e adotta un approccio metodologico fondato su prevenzione, ascolto, osservazione, comunicazione, miglioramento continuo.

Tale approccio metodologico si fonda sul metodo COSA, che prevede una sequenza di azioni volte al raggiungimento – e periodico miglioramento – del punteggio di Rating. Quest’ultimo, peraltro, è utilizzabile non solo per la certificazione di parte terza bensì anche come strumento di autocontrollo aziendale.

In chiusura, senza pretesa di esaustività, tra i benefici di una solida Cultura Organizzativa per la Sicurezza Alimentare annoveriamo:

  • il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutto il Personale;
  • una maggiore efficienza operativa;
  • la riduzione del rischio di contaminazioni, incidenti e richiami di prodotto;
  • la reputazione aziendale e, a cascata, la fiducia dei mercati (B2B e B2C).

Per maggiori informazioni si invita a consultare:

https://www.cosa-food.it/ (da cui è possibile scaricare il Rating)

https://www.csqa.it/it-it/press/sicurezza-alimentare-nasce-la-certificazione-del-metodo-cosa