
2026: la persona, l’intelligenza artificiale, la logistica di precisione
Milano – Bianca Maria Palace Hotel
19 marzo 2026, h 10:00
L’evento si svolgerà in presenza (fino a 40 posti) e con collegamento da remoto, previa prenotazione per entrambi i casi al link: https://forms.gle/aeNff3F4nQBK9VYE6
I relatori sono indicati in ordine alfabetico e non di presentazione.
Devis Bianchini
Università di Brescia
VERSO LA SENSORY AI
Proiettarsi verso una Sensory AI vuol dire trasformare la conoscenza dell’analisi sensoriale (metodi, lessici, vincoli, buone pratiche) in un agente intelligente che aiuta anche chi non è esperto a lavorare in modo più corretto e consistente. I modelli linguistici sono bravi a dialogare, ma possono risultare poco affidabili e generare risposte plausibili ma sbagliate se non restano ancorati a fatti e regole. In più, quello dell’analisi sensoriale è un dominio “delicato”, perché lo strumento di misura è l’essere umano: contesto, bias, stanchezza e ambiguità del linguaggio possono cambiare l’esito, e spesso è il processo (protocollo, condizioni, sequenza) a determinare la qualità del risultato. Per questo serve una spina dorsale di modellazione concettuale: una rappresentazione esplicita dei concetti del dominio e dei vincoli, che guidi l’AI nel ragionamento e nelle scelte operative. Accanto al modello concettuale, l’agente usa strumenti di recupero dati (documenti, procedure, schede tecniche) per verificare ciò che dice e motivare le decisioni con evidenze. In pratica, l’agente intelligente può essere di supporto nella gestione sensoriale per: la scelta del tipo di prova, la predisposizione del protocollo, la checklist di sessione e l’organizzazione del panel riducendo errori tipici e bias. Il risultato atteso è una Sensory AI che combina la flessibilità del dialogo con il rigore di dati e modelli, aumentando trasparenza e fiducia nelle indicazioni fornite.
Massimo Giordani
Università di Torino
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERATIVA: GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE DEGLI ACCADEMICI E DEI MANAGER
L’adozione dell’intelligenza artificiale generativa sta ridisegnando i confini tra ricerca, didattica e decisione strategica. Modelli linguistici avanzati, strumenti di analisi predittiva, sistemi di generazione di contenuti e agenti autonomi sono oggi accessibili, e sempre più necessari, a chiunque operi in contesti di elevata complessità cognitiva e organizzativa.
Questo intervento propone una lettura critica e orientata alla pratica degli strumenti AI oggi disponibili, analizzandone le potenzialità e i limiti nei contesti accademici e manageriali. Verranno esaminati i principali ambiti di applicazione: dalla produzione e revisione della conoscenza alla gestione dei processi decisionali, dalla comunicazione scientifica e istituzionale al supporto alla strategia d’impresa.
L’obiettivo non è fornire un inventario tecnologico, ma sviluppare una capacità di valutazione consapevole: saper scegliere, integrare e governare questi strumenti in funzione degli obiettivi. In un ecosistema in rapida evoluzione, la competenza più rilevante non è quella tecnica, ma quella critica: capire cosa l’AI può fare, cosa non dovrebbe fare, e come mantenerla al servizio delle persone e delle istituzioni.
Un invito a ragionare insieme su una trasformazione che è già in corso e che richiede partecipazione consapevole, non semplice adattamento.
Luigi Odello
Segretario accademico Iasa
2026: IL FOCUS SULLA PERSONA, LA SENSORIALITÀ AL CENTRO DELLE RELAZIONI
Il focus 2026 dell’International Academy of Sensory Analysis segna un passaggio chiave: la sensorialità come strumento di crescita della persona, ponte tra università e impresa, linguaggio comune per misurare, narrare e progettare qualità della vita. Un programma che integra formazione, ricerca, comunicazione e relazione. C’è un momento, nella vita di un’istituzione scientifica, in cui diventa necessario rallentare, osservare il percorso compiuto e decidere con chiarezza dove guardare. Il focus di attività 2026 di IASA nasce esattamente da questa esigenza: rimettere la persona al centro delle scienze sensoriali. Non come slogan, ma come scelta metodologica e culturale. In un contesto che tende a ridurre la complessità dell’individuo a medie statistiche, segmenti di mercato o profili algoritmici, l’International Academy of Sensory Analysis sceglie consapevolmente di allontanarsi dalla generalizzazione, cercare i talenti, aiutarli a crescere e renderli evidenti.
