I report di analisi sensoriale sono miniere di dati, ma spesso restano complessi e difficili da interpretare. L’Intelligenza Artificiale può fare la differenza, a patto di usarla nel modo giusto.
I soli modelli linguistici non bastano: in un campo delicato dove il “sensore” è l’essere umano, il rischio di interpretazioni errate è alto. Per questo serve una Sensory AI che unisca: flessibilità conversazionale, modellazione concettuale, recupero dati integrato.
Il risultato? Un assistente virtuale rigoroso e trasparente, capace di trasformare dati complessi in decisioni strategiche e affidabili.
Ecco in video l’intervento di Devis Bianchini, Università degli Studi di Brescia.

