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La relazione adiacente possibile

La teoria dell’“adiacente possibile”, formulata dal biologo Stuart Kauffman, descrive l’insieme delle possibilità che si trovano a un solo passo dalla realtà presente. Non comprende, quindi, tutto ciò che potrebbe astrattamente accadere, ma soltanto le trasformazioni rese accessibili dalle condizioni già esistenti. Ogni passo compiuto modifica però il sistema e apre nuove possibilità: l’innovazione si configura così come un processo incrementale di continua espansione dell’orizzonte.
L’origine della vita ne offre una rappresentazione esemplare. Nel brodo primordiale, poche molecole di base potevano combinarsi e generare nuove sostanze: metano e ossigeno, per esempio, potevano dare origine a formaldeide e acqua. La formaldeide costituiva un “adiacente possibile”, perché ottenibile direttamente a partire dagli elementi disponibili. Un organismo complesso come il girasole, invece, pur essendo potenzialmente contenuto nelle possibilità della materia, non avrebbe potuto comparire in un solo passaggio. La sua esistenza ha richiesto una successione di innovazioni: cloroplasti capaci di catturare l’energia solare, tessuti vascolari per distribuire le risorse, DNA per trasmettere le istruzioni alle generazioni successive. Gli elementi erano disponibili, ma avevano bisogno di un processo che ne rendesse progressivamente possibili le combinazioni.
La medesima metafora può essere applicata ai rapporti interpersonali. Anche nelle relazioni, infatti, non tutto ciò che è immaginabile è immediatamente raggiungibile. Disponiamo già di molecole fondamentali — parole, emozioni, esperienza, ascolto, conoscenza — ma è la loro combinazione progressiva a generare nuovi spazi di incontro. Ogni scambio ben riuscito amplia ciò che può avvenire nello scambio successivo; ogni passo accresce la capacità di comprendere l’altro e di agire insieme.
L’adiacente possibile invita dunque a concepire l’innovazione, anche quella relazionale, non come un salto improvviso verso l’ignoto, ma come la capacità di riconoscere e percorrere il prossimo passo reso possibile dalla realtà. È in questa successione che le molecole diventano vita e le persone possono diventare relazione.

Ecco l’intervento che Guido Bosticco, Università di Pavia, terrà il prossimo 9 ottobre a Verona durante il workshop “Molecole & Persone”. Ecco il link per l’iscrizione all’evento: https://forms.gle/8KNPXpqRY77r4Urw8