Sensory News

Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 
Il vino è fonte di emozioni, ma non finora non si era mai riusciti a descriverle scientificamente. Ora si può, grazie a un nuovo metodo del Centro Studi Assaggiatori che ha appena  testato Merlot-Cabernet di diversi paesi.

Per descrivere le emozioni che un vino può dare a chi lo beve, il Centro Studi Assaggiatori punta su una nuova tecnica: il BST analogico-affettivo. Manuela Violoni, responsabile dello sviluppo, spiega di cosa si tratta: «E’ un test soggettivo che coglie l’impatto che ogni vino ha sull’emotività e sull’immaginazione degli assaggiatori. E’ strutturato secondo un metodo semiotico e di programmazione neurolinguistica e consente di misurare alcuni elementi chiave dell’interpretazione che i soggetti danno del vino. Questo a partire dall’impatto emotivo dell’aroma, dalla caratterizzazione dei valori attribuiti dal vino stesso e dal suo inserimento in un possibile contesto di acquisto o di consumo».

Questo metodo è frutto dell’esperienza accumulata in 15 anni di ricerca e didattica sviluppati dal Centro Studi Assaggiatori, la più grande unità di ricerca sull’analisi sensoriale in Italia. E’ stato recentemente applicato con successo a tre Merlot-Cabernet frutto di condizioni climatiche, viticolture e tradizioni enologiche diverse: un Bordeaux Aoc (scuola francese), un Valcalepio rosso riserva Doc (emblematico del taglio bordolese in Italia) e un vino di Merlot e Cabernet-Sauvignon (rappresentante  delle nuove culture enologiche).

Il test ha dato risposte interessanti. «Il Bordeaux è uno dei vini forse più studiati dal punto di vista sensoriale, soprattutto aromatico: risulta perciò sorprendente osservare che emotivamente il suo aroma risulta tra i meno evocativi» afferma Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori. «Infatti è stato valutato nel test tra i più buoni, i più ricchi e i più aristocratici. Inoltre è stato definito dagli assaggiatori come delicato e femminile, rispetto agli altri più forti e maschili. Ma le immagini evocate dal Bordeuax negli assaggiatori indicano che la sua capacità di coinvolgere emotivamente è minore rispetto al cileno e al Valcalepio. Quest’ultimo ha ha una caratterizzazione dai contorni più smussati e più equilibrata e viene definito come abbastanza forte e maschile. Molto interessante quanto emerge dal cileno, che ha un profilo nettamente più particolare. Infatti ha un odore molto evocativo e nel gruppo testato è tra quelli meno tranquillizzanti e più capaci di innervosire. Mediamente piace, ma è considerato piuttosto povero: dal carattere abbastanza allegro, è anche tra i meno sensuali. E’ per questo non è assolutamente visto come un vino da enoteca o da ristorante. Inoltre, andando a vedere le occasioni di consumo più adatte, è significativo notare come i giudici lo indichino come decisamente meno salutare degli altri».

I vini rossi argentini sono ormai prodotti aromaticamente complessi con una struttura articolata. Questo quanto emerge dal corso di analisi sensoriale e marketing tenuto dal Centro Studi Assaggiatori a Cordoba.

L’analisi sensoriale conferma una crescita qualitativa dei vini rossi argentini. Si dovrà quindi ricredere chi ha in mente un’Argentina enologica con vini imperfetti o dal gusto americano con tanto legno e poco d’altro. Infatti se nei bianchi ancora non si è raggiunto un equilibrio soddisfacente e il profilo aromatico risulta ancora poco articolato, nei rossi si annoverano vini di alto lignaggio, pronti per assumere un ruolo importante nello scenario mondiale.

Il loro profilo sensoriale? Saturi nel colore con evidenti riflessi viola, sferici in bocca con un’acidità che, compensata da ottimo corpo, crea struttura ma non disturba la percezione sferica, profondi al naso con profumi che coprono l’intero arco olfattivo, dal floreale allo speziato, passando per il fruttato, senza mai concedere troppo al vegetale.

Questo è quanto emerso durante il corso marketing ed analisi sensoriale tenuto da Luigi Odello (Centro Studi Assaggiatori) e Diego Begalli (Università di Verona) a Cordoba nell’ambito del progetto AL-Invest dell’Unione Europea. Il corso ha dato risultati così interessanti che Daniele Tollin, presidente di Consorzio Sviluppo e Impresa, ente organizzatore con FUNDEMP di Cordoba, sta pianificando nuovi appuntamenti formativi.