Sensory News

Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Cannoloterapia

C’è chi trova conforto nella meditazione e chi preferisce affidarsi ai dolci: a Siracusa, Franco Neri ha inventato un rimedio originale e inconfondibile, la Cannoloterapia. Più che una trovata, è un’esperienza sensoriale codificata e persino registrata, che invita a riscoprire il piacere autentico del cannolo siciliano. Tutto nasce da un laboratorio di pasticceria che da oltre mezzo secolo lavora con ingredienti di qualità e passione artigiana. La Cannoloterapia accompagna chi assaggia in un percorso che coinvolge tutti i sensi, fino a un “sesto senso” di appagamento totale. Neri l’ha portata anche oltre la Sicilia, con eventi speciali come la clinica temporanea aperta a Milano, per dimostrare che, talvolta, il miglior antidoto al malumore è un dolce ben fatto – servito, naturalmente, dopo il caffè.
La Cannoloterapia è stata oggetto di una tesi all’Università di Torino al corso di Scienze della Comunicazione: “La tutela del marchio nel marketing digitale. Il caso del marchio Cannoloterapia”. Una tesi che Franco Neri, a ragione, ha voluto pubblicare.

Autore: Diletta Bianchi
Formato:
14,5 x 20,5
Pagine:
106

Le scienze sensoriali per il marketing | Dalla conserva alla soluzione pronta: l’innovazione secondo Luca Specolizzi

Nel panorama delle conserve vegetali italiane, Pucci S.r.l. rappresenta una realtà dinamica, capace di evolvere da produttore tradizionale di sottoli e sottaceti a interprete delle nuove esigenze del mercato. Alla guida della ricerca e sviluppo c’è Luca Specolizzi, laureato in Scienze e Tecnologie alimentari, con un percorso professionale completo che lo ha visto attraversare tutta la filiera produttiva, dall’operatività in stabilimento fino al controllo qualità e alla supervisione. Un’esperienza che oggi gli consente di coniugare visione strategica e concretezza industriale.

«Stiamo vivendo una fase di trasformazione importante», spiega Specolizzi. «Il mercato richiede prodotti sempre più immediati, con un livello di servizio elevato. Per questo stiamo affiancando alle conserve tradizionali una gamma di salse, sughi e piatti pronti, pensati per un consumo rapido ma qualitativamente coerente con le aspettative del consumatore».

Tra le innovazioni più significative spiccano le insalate di riso ambient, sterilizzate e pronte al consumo, proposte in diverse varianti. «La sfida principale è stata sensoriale», continua. «Portare un prodotto sterilizzato a temperatura ambiente a essere percepito come gradevole, mantenendo struttura e qualità del riso». A questo si affianca lo sviluppo di un liquido di copertura a base acquosa, addensato con idrocolloidi e visivamente simile all’olio, che consente di eliminare i grassi senza compromettere l’esperienza.

Le motivazioni sono chiare: rispondere a una domanda crescente di praticità, salute e leggerezza, senza rinunciare al piacere. «Oggi il consumatore vuole prodotti pronti, ma anche più equilibrati dal punto di vista nutrizionale e coerenti con stili alimentari emergenti».

In questo contesto, l’analisi sensoriale gioca un ruolo centrale. L’azienda dispone di un panel interno di otto giudici addestrati, che utilizzano schede strutturate e strumenti di elaborazione come gli spider plot per leggere in modo sistematico i dati. «La sensorialità è il nostro primo criterio di validazione», sottolinea Specolizzi. «Ogni innovazione deve passare da lì, soprattutto quando si lavora su trattamenti termici che possono impattare su aroma e colore».

Particolare attenzione è dedicata proprio alla stabilità degli aromi e alla componente cromatica, elementi decisivi nella percezione dei vegetali. L’azienda collabora con fornitori specializzati per sviluppare aromi su misura e sperimenta tecniche come l’incapsulazione con ciclodestrine per preservare le note più delicate. Parallelamente, si affida a strumenti analitici avanzati e a laboratori esterni per approfondimenti chimici e microbiologici.

«Innovare oggi significa integrare tecnologia, percezione e aspettative del consumatore», conclude Specolizzi. «E l’analisi sensoriale è il punto in cui tutto questo si misura davvero».

Luigi Odello
Noemi Gennari

Redatto con il contributo di AI

Gli interventi conclusivi | Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare

Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare
Brescia – Auditorium “Angelo Pecorelli”
8 maggio 2026, h 08:00

Con la speranza che l’evento sia di vostro interesse, considerato che i posti sono limitati, vi preghiamo di pre-registrarvi attivando il link: https://forms.gle/weeXy9HYiLhGXvrT8
Potremo così inviarvi i riferimenti per la registrazione secondo quanto richiesto dalla Regione Lombardia che riconosce alla giornata i crediti ECM.


Devis Bianchini
Università degli Studi di Brescia
Come l’intelligenza artificiale può aiutare nell’esplorazione dei report di analisi sensoriale?
L’esplorazione dei report di analisi sensoriale rappresenta spesso una sfida, soprattutto per chi non è esperto: i dati sono complessi, il linguaggio è tecnico e le conclusioni dipendono fortemente dal contesto e dal metodo utilizzato. L’Intelligenza Artificiale può offrire un supporto concreto, trasformando questi report in strumenti più accessibili, interrogabili e utili per prendere decisioni.
I modelli linguistici permettono di dialogare con i dati, facilitando la comprensione di risultati, tendenze e anomalie. Tuttavia, da soli possono risultare poco affidabili, generando interpretazioni plausibili ma non sempre corrette, soprattutto in un dominio delicato come quello sensoriale, dove il “sensore” è l’essere umano e fattori come bias, condizioni di test e protocollo influenzano profondamente gli esiti.
Per questo è fondamentale affiancare alla capacità conversazionale una solida base di modellazione concettuale: una rappresentazione esplicita dei concetti chiave dell’analisi sensoriale (metodi, lessici, vincoli, buone pratiche) che guidi l’AI nell’interpretazione dei report. In parallelo, l’integrazione con strumenti di recupero dati consente all’agente di accedere a documenti, procedure e schede tecniche, verificare le informazioni e motivare le risposte con evidenze.
In questo modo, l’Intelligenza Artificiale diventa un assistente per l’esplorazione dei report sensoriali: aiuta a navigare i dati, chiarire il significato dei risultati, confrontare prove e individuare pattern, mantenendo coerenza con il metodo utilizzato. Il risultato è una Sensory AI che unisce la flessibilità del dialogo al rigore di dati e modelli, migliorando trasparenza, comprensione e fiducia nelle analisi.

Massimo Giordani
Università degli Studi di Torino
Intelligenza artificiale: l’AI può influenzare le nostre percezioni?
Deepfake indistinguibili dalla realtà, voci clonate in pochi secondi, feed visivi ottimizzati per plasmare gusti ed emozioni: l’intelligenza artificiale ha già varcato la soglia dei nostri sensi. La relazione esplora come i sistemi di IA agiscono su vista, udito e tatto, sfruttando i meccanismi predittivi del cervello, con effetti che vanno dalla manipolazione estetica all’erosione del confine tra reale e sintetico. Accanto ai rischi, emergono opportunità straordinarie in medicina, educazione e accessibilità. Obiettivo finale: costruire una nuova alfabetizzazione sensoriale per navigare consapevolmente il mondo che ci attende.

Eugenio Brentari
Università degli Studi di Brescia
I test sensoriali ad alta utilità informativa: metodi statistici per pesare i segnali deboli
Nei test sensoriali avanzati emerge sempre più chiaramente il bisogno di distinguere tra ricchezza descrittiva e affidabilità dell’informazione. L’ampliamento dei vocabolari (e talvolta anche delle scale di valutazione) consente di cogliere sfumature sottili, ma introduce contemporaneamente una quota non trascurabile di variabilità legata ai giudici, al contesto e alla natura stessa della percezione.
In molti dataset sensoriali coesistono segnali forti (descrittori condivisi e stabili) e segnali deboli (intermittenti, poco riproducibili o fortemente dipendenti dall’interpretazione individuale). Questa eterogeneità rende complessa la lettura dei risultati e può limitare la capacità di confrontare prodotti, panel e sessioni nel tempo.
Quanto delle valutazioni espresse dal panel è effettivamente legato ai prodotti esaminati, e quanto riflette invece le “tendenze” del panel? Si corre il rischio di sovrastimare informazioni fragili o, al contrario, di perdere segnali potenzialmente rilevanti.
La possibilità, nei test sensoriali avanzati, di introdurre descrittori liberi rischia inoltre di aumentare ulteriormente la variabilità, dando spazio a sensazioni sporadiche e non condivise, oppure condivise ma espresse con termini diversi.
L’intervento propone quindi una riflessione sul tema della qualità dell’informazione sensoriale, con particolare attenzione ai limiti e alle criticità legate alla presenza di segnali deboli, alla variabilità tra giudici e alla difficoltà di stabilire criteri condivisi di affidabilità.

Come le soluzioni digitali di Circle Group migliorano la gestione della logistica industriale

Circle Group è un’azienda che si occupa di digitalizzare l’intera catena logistica, operando esclusivamente come fornitore di software e servizi senza possedere o gestire magazzini fisici.
Il suo ruolo principale è quello di “orchestratore”: fornisce piattaforme che collegano tutti gli attori della filiera (industrie, porti, trasportatori e dogane), facendoli comunicare in modo fluido con i sistemi gestionali che le aziende stanno già utilizzando, senza bisogno di sostituirli. Questo approccio centralizzato e interoperabile permette di monitorare il trasporto delle merci in tempo reale, eliminare la documentazione cartacea, automatizzare i controlli e tracciare l’impatto ambientale. Di conseguenza, le imprese ottengono una maggiore visibilità sulle proprie operazioni e una drastica riduzione degli errori umani, dei tempi di attesa e dei costi logistici generali.

In video è possibile vedere l’intervento di Giulia Campanella.

In bergamasca, chiuso Vinitaly, tutto pronto per Evviva Valcalepio.

Riprendiamo volentieri la notizia del Consorzio Tutela Valcalepio.

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: dopo un Vinitaly 2026 frizzante, partecipato e carico di entusiasmo, il Consorzio Tutela Valcalepio è pronto ad accendere i riflettori sull’evento che aprirà l’estate bergamasca: Evviva Valcalepio 2026.

L’edizione appena conclusa di Vinitaly ha rappresentato un momento speciale, non solo per l’energia e la qualità delle relazioni costruite, ma anche per i festeggiamenti dei primi 50 anni della DOC Valcalepio, il vino di Bergamo e dei bergamaschi. Una presenza forte e identitaria, resa possibile grazie alle aziende protagoniste: Cantina Sociale Bergamasca, Il Calepino, Locatelli Caffi, Medolago Albani, Tosca, La Tordela e Oikos, che hanno saputo raccontare con autenticità il territorio.

Grande partecipazione anche all’Enoteca del Valcalepio, animata con passione dai ragazzi delle classi V dell’Istituto Superiore di San Pellegrino Terme, dove numerose aziende hanno contribuito con i propri vini, trasformando lo spazio in un punto d’incontro vivace e dinamico. Lo stand, colorato e festoso, ha conquistato il pubblico anche grazie al suggestivo “muro degli auguri”, dove numerosi visitatori hanno lasciato messaggi per celebrare il cinquantesimo anniversario della DOC.

«Uno stand che si è fatto riconoscere anche per essere riuscito a servire il vino alla giusta temperatura», ha sottolineato il direttore Sergio Cantoni. Un dettaglio tutt’altro che secondario: grazie alla partnership con Nevada, infatti, i vini sono stati conservati e serviti nelle condizioni ideali. «Un elemento che può sembrare marginale, ma che è fondamentale, soprattutto in un contesto come Vinitaly, dove il vino deve esprimersi al meglio», ha aggiunto Cantoni.

Archiviata con soddisfazione l’esperienza veronese, lo sguardo è ora rivolto al territorio. «Adesso siamo tutti concentrati su Evviva Valcalepio», afferma il presidente Marco Locatelli. «Con questo evento daremo ufficialmente il via ai festeggiamenti locali per un anniversario così importante».

Evviva Valcalepio 2026 si annuncia infatti come un’edizione speciale, interamente dedicata ai 50 anni della DOC, con tante novità pensate per coinvolgere il pubblico in modo ancora più immersivo.

**Nuova location**: Piazza G. Carrara a Bergamo, negli spazi adiacenti all’Accademia Carrara

**Nuove date**: sabato 23 maggio 2026 (ore 11–23) e domenica 24 maggio (ore 11–21).

Tra le grandi novità debutta il Pass Colleoni, acquistabile in prevendita online al prezzo agevolato di 23€ (+ prevendita), invece di 28€ in loco. Il format è semplice e coinvolgente: entra, timbra, degusta… and repeat!. L’eroico Bartolomeo accompagnerà i visitatori in un vero e proprio viaggio alla scoperta del Valcalepio DOC: basterà acquistare il pass, ritirare il kit all’ingresso e partire alla conquista dei vini delle aziende presenti.

Il Pass Colleoni include:

  • calice esclusivo in tritan Valcalepio
  • tasca porta-calice dedicata
  • passaporto degustazione per assaggiare i vini di tutte le aziende
  • un buono per una specialità food
  • gadget Valcalepio

Evviva Valcalepio non è la solita festa del vino: è il vino di Bergamo in festa, un’esperienza da vivere, condividere, un’occasione per brindare insieme, nel cuore della città.

L’appuntamento è fissato.

L’estate bergamasca sta per cominciare.

Casa del Vino Academy: torna l’alta formazione per il Soave

Riprendiamo volentieri la notizia del Consorzio Tutela Vini Soave.

Forte del successo riscontrato lo scorso anno, torna per la primavera 2026 Casa del Vino Academy, l’innovativo programma di alta formazione interna che il Consorzio del Soave riserva per le aziende associate. Il programma prenderà via a fine aprile e si concluderà nel mese di maggio con l’obiettivo primario di fornire ai produttori presenti in aula, in poche settimane, un percorso di crescita e aggiornamento completo, efficace e immediatamente spendibile nel proprio contesto aziendale. In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti economici e sociali, la formazione e l’aggiornamento continuo rappresentano leve strategiche imprescindibili per la competitività delle imprese. In tal senso il comparto vitivinicolo non fa eccezione, anzi.

Per tale ragione il Consorzio del Soave ha ideato un’iniziativa ambiziosa, selezionando professionisti di riconosciuta esperienza e competenza per garantire standard formativi di eccellenza. L’intento è quello di dotare le aziende degli strumenti più avanzati per affrontare le dinamiche del mercato, intercettare le nuove tendenze di consumo e rafforzare la propria identità sui mercati nazionali e internazionali.

Modulo 1: sviluppo di nuovi mercati
Il primo modulo si prefigge di rispondere ad esigenze di natura prettamente commerciale da parte delle aziende al fine di fornire strumenti utili e capacità di visione in un contesto internazionale molto sfidante e in costante evoluzione.
Oltre ad un focus sul mercato canadese che vede il coinvolgimento di Michaela Morris, wine writer ed esperta di vini italiani con lunga esperienza oltre oceano, con particolare riguardo al Quebec e all’Ontario, si parlerà anche di come muoversi oggi negli Stati Uniti e di come approcciare nuovi mercati, in collaborazione con WBSN Consulting; si parlerà naturalmente anche di Europa, con Eros Teboni, sommelier, formatore ed esperto di vini, il quale terrà dei seminari di approfondimento sulle opportunità commerciali da perseguire su Germania, Svizzera, Austria, Danimarca, Finlandia, Scandinavia.

Modulo 2: Enoturismo: strategia, esperienza e valore economico
Il secondo modulo sarà dedicato all’enoturismo, un settore in forte espansione che rappresenta una preziosa opportunità di crescita e diversificazione per le aziende vitivinicole. In collaborazione con Wine Meridian, esperti del settore illustreranno le strategie più efficaci per sviluppare un’offerta enoturistica attrattiva e di successo. Dalla creazione di esperienze uniche e memorabili alla gestione dell’ospitalità, dalla promozione online all’integrazione con il territorio, i partecipanti acquisiranno le competenze necessarie per trasformare la propria cantina in una destinazione enoturistica di riferimento, intercettando un flusso di visitatori sempre più interessati a scoprire l’anima del Soave direttamente nei luoghi di produzione.

Modulo 3: Promozione: Brand & Mercati
Il terzo modulo, in collaborazione con Studio Radicare, affronterà il tema strategico del branding e del posizionamento sul mercato: i partecipanti, tra attività in presenza e online, esploreranno i processi per definire e comunicare un’identità di brand distintiva e coerente. Dall’analisi del proprio DNA aziendale all’individuazione del target di riferimento, dalla creazione di una comunicazione efficace alla definizione di strategie di marketing mirate, il modulo, realizzato in collaborazione con lo Studio Radicare, fornirà gli strumenti per costruire un brand forte e riconoscibile, capace di distinguersi in un mercato sempre più competitivo e di fidelizzare la clientela.

Modulo 4: Pensiero laterale: come ci vedono oggi gli altri
L’ultimo modulo proporrà una riflessione sul percepito delle differenti interpretazioni del Soave attraverso gli occhi di osservatori esterni, esperti nel settore vino. Un focus territoriale, coordinato da Francesco Saverio Russo, e una cena finale con le aziende coinvolte completeranno il modulo, offrendo un’opportunità di confronto e di scambio di prospettive.

«Torniamo a proporre tra aprile e maggio una iniziativa lanciata lo scorso anno come progetto pilota – sottolinea Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio del Soave – che ha ricontrattato un’ampia adesione da parte delle aziende associate, segno questo che, come Consorzio, abbiamo intercettato un bisogno reale della nostra base sociale. Per l’edizione 2026 su richiesta delle aziende si è deciso di dare ampio spazio alla formazione relativa allo sviluppo commerciale proprio perché gli equilibri internazionali sono in continua evoluzione e con essi anche le opportunità di mercato. Casa del Vino Academy torna proprio con l’obiettivo di fornire ai nostri produttori associati gli strumenti e le competenze per affrontare queste sfide con consapevolezza, rafforzando la loro capacità di innovare e di competere sui mercati globali, valorizzando al contempo l’unicità e la qualità del Soave nelle sue differenti interpretazioni».

I primi interventi | Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare

Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare
Brescia – Auditorium “Angelo Pecorelli”
8 maggio 2026, h 08:00

Con la speranza che l’evento sia di vostro interesse, considerato che i posti sono limitati, vi preghiamo di pre-registrarvi attivando il link: https://forms.gle/weeXy9HYiLhGXvrT8
Potremo così inviarvi i riferimenti per la registrazione secondo quanto richiesto dalla Regione Lombardia che riconosce alla giornata i crediti ECM.


Luigi Bonizzi
Università degli Studi di Milano
Il volto sensoriale del cioccolato e l’approccio ai processi che sottendono alle molecole del percepito con test sensoriale ad alta utilità informatica
Un intervento che mette in luce come il profilo sensoriale del cioccolato sia il risultato di una complessa architettura molecolare, in cui ogni composto contribuisce in modo specifico alla percezione. Tra i protagonisti emergono i polifenoli, responsabili in larga parte dell’amarezza e dell’astringenza, che definiscono la struttura gustativa soprattutto nei cioccolati ad alta percentuale di cacao.
Accanto a questi, le metilxantine, in particolare teobromina e caffeina, contribuiscono a una sensazione amara più sottile, oltre a influenzare la percezione complessiva di intensità. La componente aromatica è invece dominata da una vasta gamma di composti volatili: aldeidi, chetoni, pirazine ed esteri, che generano le note tostate, cacao, frutta secca e talvolta floreali.
Un ruolo chiave è svolto anche dai prodotti della reazione di Maillard, che durante la tostatura sviluppano molecole responsabili delle sfumature caramellate e torrefatte, contribuendo alla complessità olfattiva. Infine, i lipidi del burro di cacao intervengono sulla dimensione tattile, determinando la fusione e la rotondità in bocca.

Gianni Galaverna
Università degli Studi di Parma
La sensomica: la decodifica sensoriale delle molecole che originano gli stimoli
Sebbene coadiuvata dall’ispezione visiva, la valutazione finale della qualità degli alimenti si basa su eventi chemorecettivi che avvengono nel naso e nella cavità orale, mediati da molecole volatili attive nell’odore e molecole non volatili attive nel gusto. Queste interagiscono con circa 390 proteine recettoriali degli odori situate nella regione olfattiva del naso umano e con circa 40 proteine recettoriali del gusto, tra cui i recettori del gusto umami, dolce e amaro espressi sulla lingua.
Oggi è ampiamente accettato che non singole molecole, ma un codice combinatorio di molteplici composti chiave attivi nell’odore e nel gusto, ciascuno nella sua specifica concentrazione, rifletta il fenotipo o impronta chemosensoriale e determini il tipico profilo aromatico dei prodotti alimentari.
La sensomica può essere definita una scienza sensoriale molecolare che studia i collegamenti fra le proprietà sensoriali e l’impronta digitale chimico-olfattiva di un alimento, permettendo la decodifica strutturale e la ricostruzione funzionale delle impronte chemosensoriali di alimenti e bevande.
In particolare, l’approccio sensomico è una metodologia analitica integrata finalizzata alla definizione del sensometaboloma, ossia dell’insieme dei composti odorosamente attivi responsabili dell’identità aromatica di un alimento. L’introduzione di questa logica analitica ha determinato un sostanziale cambiamento di paradigma, superando l’ipotesi secondo cui l’aroma di un alimento sarebbe riconducibile all’insieme totale dei composti volatili identificabili.
Dal punto di vista metodologico, si fonda su un approccio guidato dalla bioattività, che impiega la GC-olfattometria (GC-O) per individuare, all’interno della matrice volatile, gli odoranti effettivamente attivi. A questa fase segue la quantificazione accurata dei composti chiave mediante calcolo degli Odor Activity Values (OAVs) e mediante tecniche robuste quali la Stable Isotope Dilution Analysis (SIDA).
Elemento essenziale dell’approccio è la validazione sperimentale tramite prove di ricostruzione e omissione dell’aroma, che consentono di verificare il ruolo causale dei singoli odoranti nella definizione del profilo sensoriale del prodotto.
Sul piano applicativo, una comprensione profonda dell’impatto chimico-molecolare sulla qualità del prodotto offre prospettive rilevanti per comprendere i cambiamenti nel profilo complessivo che sono influenzati dai programmi di breeding delle diverse colture, o che avvengono a seguito dei processi di trasformazione post-raccolta e/o durante la conservazione degli alimenti.

Luigi Odello
Centro Studi Assaggiatori, segretario accademico Iasa
Sensorium: dove la percezione prende la parola
Venti anni fa – anno più, anno meno – abbiamo cominciato a riunire i termini che utilizzavamo in analisi sensoriale per i test che si andavano via via facendo. Provenivano da giudici di diversa estrazione: scolarizzati del gusto (sommelier, assaggiatori di varie scuole, cultori della materia), tecnici (enologi, tecnologi, accademici ecc.) e persone normali che si avvicinavano al nostro mondo anche attraverso i test sui consumatori.
Nasceva così Sensorium, lo spazio in cui il dato sensoriale si fa parola, il luogo in cui la percezione prende forma attraverso il lessico, la memoria, la cultura e la relazione con l’altro.
Per molti anni abbiamo mantenuto lo strumento per uso interno, perfezionandolo e ampliandolo, anche con l’aiuto di uno stuolo di studenti che facevano con noi la tesi di laurea o di master.
L’idea di aprirlo a quanti si occupano di scienze sensoriali era presente fin dalla prima ora perché la percezione è rilevata nella quasi totalità dei casi attraverso la parola. E da questo punto di vista non solo le diverse scuole si trovano spesso in disaccordo e molte volte utilizzano espressioni gergali incomprensibili per il largo pubblico, ma a complicare le cose sono intervenute, in certi casi in modo pesante, errate traduzioni di termini inglesi.
Cammin facendo ci siamo resi conto che Sensorium non terminerà mai, perché anche il linguaggio sensoriale evolve. Non solo: abbiamo anche abbandonato la supponenza di riuscire a fare un dizionario senza errori.

Le scienze sensoriali per il marketing | Menù, laboratorio di innovazione

Nel panorama delle aziende italiane del foodservice, Menù rappresenta un caso particolarmente interessante: un’impresa che ha costruito il proprio successo sull’equilibrio tra cultura gastronomica e innovazione tecnologica, mantenendo una forte identità di prodotto. Con una presenza consolidata in Italia e una crescente proiezione internazionale, l’azienda si distingue per un approccio strutturato allo sviluppo, in cui ricerca e sviluppo, marketing e rete vendita dialogano costantemente.

Ne abbiamo parlato con Elena Pacchioni, coordinatore ufficio marketing, e Giorgia Sperduti, coordinatore team ricerca e sviluppo.

Che cosa bolle in pentola di innovativo in Menù?

«L’innovazione per noi non è mai un episodio isolato», spiega Giorgia Sperduti. «È un processo continuo che attraversa tutta l’azienda. Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto su prodotti complessi come la carbonara e il cacio e pepe, che hanno richiesto lo sviluppo di tecnologie produttive non convenzionali».

Il riferimento è a soluzioni come l’utilizzo di impianti asettici e tecnologie normalmente impiegate in altri settori, adattate per preservare struttura e gusto. «Nel caso della carbonara», aggiunge, «la sfida era evitare la coagulazione dell’uovo: abbiamo lavorato sulle proteine per mantenere la cremosità».

Elena Pacchioni sottolinea l’impatto sul mercato: «Sono innovazioni che hanno generato risultati concreti, contribuendo in modo significativo al fatturato già dal primo anno di lancio sul mercato».

Quali sono i percorsi di innovazione?

Il modello è chiaro: «Il nostro team R&S è diviso in modo paritario tra produzione e marketing», spiega Sperduti. «Da un lato ottimizziamo i processi, dall’altro sviluppiamo nuovi prodotti insieme al marketing».

Questo equilibrio si traduce in un calendario preciso: la prima presentazione di nuovi prodotti tra gennaio e febbraio e un secondo appuntamento a fine ottobre.

«La nostra filosofia», continua Sperduti, «non è spingere una sola tecnologia al limite, ma combinare più fattori: pH, attività dell’acqua, alta pressione. È così che otteniamo shelf life importanti senza compromettere la qualità».

Quale importanza hanno per voi le forze vendita?

«Sono centrali», afferma Pacchioni senza esitazione. «Abbiamo circa 400 agenti e li consideriamo la nostra vera voce sul mercato».

Le richieste di innovazione nascono spesso proprio da loro: «Ci riportano esigenze concrete dei clienti. Il marketing le traduce in brief e l’R&S lavora per trasformarle in prodotto».

Per questo l’azienda investe molto nella formazione: «Abbiamo un’Academy interna, organizziamo corsi tecnici con l’R&S e incontri sul neuromarketing. Vogliamo che i nostri agenti abbiano strumenti solidi, non solo commerciali ma anche analitici, per comprendere meglio dinamiche e comportamenti d’acquisto».

Come sta evolvendo il mercato?

«Stiamo assistendo a un ritorno forte al comfort food e alle ricette tradizionali», osserva Pacchioni. «Ma con una richiesta crescente di praticità e costanza qualitativa».

Come utilizzate le scienze sensoriali nell’innovazione?

Qui emerge uno degli aspetti più strutturati del modello Menù.

«Le scienze sensoriali sono presenti in ogni fase dello sviluppo», spiega Sperduti. «Abbiamo un panel test interno quotidiano: il giorno dopo la produzione verifichiamo che ogni prodotto rispetti gli standard».

Il panel è composto da membri dell’R&S e del controllo qualità, che utilizzano schede con terminologia specifica e pesi differenziati a seconda del prodotto. «Per un ragù, ad esempio, il colore ha un peso diverso rispetto a una guacamole».

Un equilibrio che genera valore

Dall’intervista emerge un modello chiaro: da un lato la precisione delle scienze sensoriali e dei processi, dall’altro la sensibilità al mercato e alle dinamiche commerciali. In mezzo, una rete vendita fortemente formata che funge da cerniera tra azienda e clienti.

È proprio in questo equilibrio – tra metodo e intuizione, tra laboratorio e mercato – che Menù costruisce la propria capacità di innovare.

Luigi Odello
Noemi Gennari

Redatto con il contributo di AI

Intelligenza alimentare

È un libro che sposta il baricentro del discorso sul cibo: non più semplice nutrizione o piacere, ma sistema complesso di decisioni, percezioni e responsabilità. L’autore costruisce un percorso chiaro, in cui la scelta alimentare diventa atto consapevole, intrecciando aspetti scientifici, culturali e comportamentali.

Il punto di forza è la capacità di rendere accessibili temi articolati senza banalizzarli: si parla di salute, industria, comunicazione e sostenibilità con un linguaggio fluido e ben calibrato. Interessante il richiamo implicito alla dimensione sensoriale, come chiave per comprendere davvero ciò che mangiamo.

A tratti il taglio divulgativo semplifica alcune complessità, ma nel complesso il libro funziona: è uno strumento utile per chi vuole passare da consumatore passivo a interprete attivo del proprio rapporto con il cibo.

Luigi Odello
Redatto con il contributo di AI

Autore: Cesare De Stefano
Editore:
Maltese Volante
Formato:
15 x 22
Pagine:
216

Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare

È con piacere che, come da masterplan dell’International Academy of Sensory Analysis, condiviso dai Narratori del gusto e dall’Istituto Eccellenze Italiane Certificate, l’8 maggio si terrà a Brescia dalle ore 8:00, ospiti della Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche (Auditorium “Angelo Pecorelli” – Via Istria 3B) l’importante giornata di studio “Dalla molecola allo stimolo per la predizione della qualità alimentare”, preludio a una serie di eventi formativi su una delle discipline attualmente meno esplorate (la sensomica) e al possibile impiego dell’intelligenza artificiale in ambito sensoriale.

Questo il programma:

Mario Colombo
Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche
Saluti

Roberto Zironi
Università degli Studi di Udine
Presentazione

Luigi Bonizzi
Università degli Studi di Milano
Il volto sensoriale del cioccolato e l’approccio ai processi che sottendono alle molecole del percepito con test sensoriale ad alta utilità informatica

Gianni Galaverna
Università degli Studi di Parma
La sensomica: la decodifica sensoriale delle molecole che originano gli stimoli

Luigi Odello
Centro Studi Assaggiatori, segretario accademico Iasa
Sensorium: dove la percezione prende la parola

Devis Bianchini
Università degli Studi di Brescia
Come l’intelligenza artificiale può aiutare nell’esplorazione dei report di analisi sensoriale?

Massimo Giordani
Università degli Studi di Torino
Intelligenza artificiale: l’AI può influenzare le nostre percezioni

Eugenio Brentari
Università degli Studi di Brescia
I test sensoriali ad alta utilità informativa: metodi statistici per pesare i segnali deboli

Con la speranza che l’evento sia di vostro interesse, considerato che i posti sono limitati, vi preghiamo di pre-registrarvi attivando il link: https://forms.gle/weeXy9HYiLhGXvrT8
Potremo così inviarvi i riferimenti per la registrazione secondo quanto richiesto dalla Regione Lombardia che riconosce alla giornata i crediti ECM.