Sensory News

Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Scienze sensoriali: per la prima volta corsi finanziati grazie a Koinon

Grazie alla collaborazione con Consorzio Koinon – ente formativo accreditato presso Regione Lombardia – potrete diventare Narratori del gusto, giudici di analisi sensoriale e persino panel leader con tanto di qualifica per gestire test di analisi sensoriale e gruppi di valutazione gratis, o quasi.

Questi percorsi possono infatti essere finanziati totalmente o parzialmente:

Questo significa che è possibile partecipare riducendo o azzerando i costi, grazie ai contributi disponibili.

La possibilità di beneficiare di questi contributi è riservata a:

  • lavoratori autonomi e liberi professionisti con domicilio fiscale localizzato in Lombardia, che esercitano l’attività sia in forma autonoma sia in forma associata
  • dipendenti di micro, piccole, medie e grandi imprese assunti presso una sede operativa/unità produttiva localizzata sul territorio di Regione Lombardia.

Potranno partecipare ai corsi anche imprese e liberi professionisti che non hanno i requisiti sopraindicati (es. domiciliati in altre regioni, persone fisiche, enti del Terzo Settore, etc.). In questi casi sarà eventualmente possibile verificare l’attivazione di altri canali di finanziamento o sostenere autonomamente il costo.

La consulenza per la richiesta del finanziamento è gratuita, offerta dal Consorzio Koinon, che potrete raggiungere tramite email o telefono: koinon@confcooperative.brescia.it | 030 3742226

Per avere chiarimenti sui contenuti: potrete invece scrivere a info@assaggiatori.com, lasciando il numero di telefono per essere richiamati.

Per confermare l’iscrizione ai corsi: inviare modulo di iscrizione compilato in ogni sua parte a: koinon@confcooperative.brescia.it

Scoprire ciò che pensa davvero il cliente

Alfonso Brunetti e Furio Camillo
Sylla ; Università di Bologna
10 ottobre 2025, 15:00

Capire cosa pensa davvero un cliente è il punto di partenza per innovare con efficacia ed è la sfida quotidiana di ogni impresa.
Ma scoprire ciò che pensa davvero il cliente significa andare oltre le abitudini osservabili e i comportamenti manifesti, significa indagare bisogni profondi e motivazioni latenti.
Le più recenti metodologie di ricerca integrano dati comportamentali, modelli statistici e strumenti di profilazione psicografica, capaci di rivelare tratti valoriali, attitudini e stili decisionali spesso nascosti.
Questo approccio consente alle imprese di superare bias cognitivi e stereotipi, migliorando la comprensione reale dei propri consumatori per costruire strategie di marketing e innovazione più efficaci e mirate.

Chi è Alfonso Brunetti
CEO di Sylla, istituto di ricerca che unisce competenze statistiche avanzate e approcci innovativi al marketing. Da oltre trent’anni lavora accanto a imprese e istituzioni nello sviluppo di strategie data-driven, con l’obiettivo di tradurre i dati in insight concreti e in strumenti operativi per l’innovazione.
La sua esperienza lo ha portato a esplorare diversi settori, dall’alimentare al retail, fino ai servizi digitali.
Ha collezionato centinaia di esperienze nella progettazione delle ricerche, occupandosi della concettualizzazione dei percorsi di indagine, del coordinamento delle risorse e della gestione dei rapporti con la committenza.
Si appassiona da sempre allo studio di nuove tecniche di ricerca per approfondire metodologie, applicazioni e tecnologie, con lo scopo di trovare soluzioni innovative alle esigenze sempre più articolate del mercato.

Chi è Furio Camillo
Furio Camillo è professore di Statistica Aziendale presso il Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna. È docente in vari corsi fra i qua li Business Intelligence, Market Research and Data Analysis e Analytical Techniques for CRM and Marketing Research.
È Direttore del Master in Investigation de Mercado y Data Mining presso la sede di Buenos Aires dell’Università di Bologna e docente del master in Data Science della Bologna Business School.
Autore di oltre 60 pubblicazioni scientifiche, ha partecipato a oltre 300 progetti di consulenza per attività di Data Analyisis applicate a problematiche di tipo economico o sociale. È tra i riferimenti italiani nello studio della data science applicata ai consumi.
Ricopre il ruolo di Responsabile Scientifico dell’istituto di ricerca Sylla.

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Gli altri appuntamenti con Mezz’ora con la scienza:

CLAUDIA SEPERTINO
Mindscents
14 ottobre 2025, 16:00
PERCHÉ E COME CREARE UN BRAND OLFATTIVO

GIUSEPPE ANDREANA
Università di Bologna – Gruppo IQC-POMIAGER
4 novembre 2025, 16:00
IL DIGITAL BADGE E LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

DEVIS BIANCHINI
Università di Brescia
11 novembre 2025, 16:00
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E I SUOI SEGRETI: DENTRO UNA SCATOLA NERA CHE STA GUIDANDO UNA RIVOLUZIONE

MASSIMO GIORDANI
Università di Torino
25 novembre 2025, 16:00
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MARKETING: QUALE FUTURO?

MATTEO VENERUCCI
Psicologo cognitivo – Esperto di fattori umani – Sr.Ricercatore presso Tobii
9 dicembre 2025, 16:00
NEUROSCIENZE: STRUMENTI, LIMITI E PROSPETTIVE


NUOVI ORIZZONTI PER L’INNOVAZIONE EFFICACE

Facciamola breve: mezz’ora basta e avanza per dire un sacco di cose importanti.

Quindici minuti con il relatore che tratta del futuro nell’ambito delle proprie competenze, dell’innovazione che sta dietro l’angolo. Oggi Iasa può contare su un team di trentanove professori, di 19 atenei e centri di ricerca diversi, il cui sapere spazia dal marketing all’informatica, dalla statistica alla chimica, dal diritto alimentare a quello cinese, dalla sicurezza alle tecnologie alimentari, dalle scienze sensoriali alla sensoristica, dalla viticoltura all’enologia, dalla scrittura creativa alle strategie digitali.

A seguire 15 minuti di domande da parte dei partecipanti. Domande in assoluta libertà, tanto si è tra colleghi. Ma c’è la possibilità di farle anche riservatamente, prendendo direttamente contatti con il relatore.
Con questa filosofia nel 2024 abbiamo realizzato molti webinar di notevole successo, non solo per la sostenuta partecipazione, ma anche per quello che hanno prodotto successivamente. Quest’anno speriamo di ottenere il medesimo esito.

Organizzazione
Centro Studi Assaggiatori

Con la collaborazione
Istituto Eccellenze Certificate, Narratori del gusto, Istituto Internazionale Chocolier, Assaggiatori Italiani Balsamico

Perché e come creare un brand olfattivo

Claudia Sepertino
Mindscents
14 ottobre 2025, 16:00

Ogni giorno, imprenditori e direttori marketing si trovano ad affrontare una sfida sempre più ardua: ottenere attenzione e restare impressi nella memoria dei propri clienti.
Destinano ingenti risorse a piani di comunicazione ambiziosi che sfruttano quasi sempre un solo senso, la vista, e talvolta anche l’udito, senza considerare di avere a disposizione uno strumento efficace proprio sotto il naso.
L’olfatto è un senso fondamentale nei processi decisionali e non lo abbiamo perso rispetto a quando, da persone primitive, lo utilizzavamo come guida per la sopravvivenza e per anticipare i pericoli. Tuttavia, abbiamo smarrito la consapevolezza della sua importanza.
Fare attività di branding attraverso l’olfatto significa arrivare alle emozioni del proprio pubblico e riuscire a essere ricordati, ma – proprio come si studia la comunicazione aziendale in modo coerente con il carattere e i valori dell’organizzazione – anche un brand olfattivo va indagato, formulato correttamente e testato.
È un mezzo di comunicazione potente e richiede un processo di co-creazione che coinvolga la struttura aziendale nella costruzione dell’identità olfattiva e questa fase rappresenta anche un’opportunità per verificare il riconoscimento dei valori del brand.
Un brand olfattivo ben costruito non solo aumenta la riconoscibilità e la fidelizzazione, ma crea un valore aggiunto difficile da imitare, trasformando ogni interazione in un momento unico e personale.
“Il profumo di una persona dice più delle sue parole”, affermava Christian Dior. Oggi possiamo dire che vale anche per le aziende.

Chi è Claudia Sepertino
Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi in Neuromarketing e Comunicazione Olfattiva.
Dopo un’esperienza ventennale nel marketing tradizionale, crea nel 2020 il suo primo brand olfattivo per un Istituto di Credito, applicando un metodo e un protocollo volto a individuare i messaggi da trasmettere e a tradurli in note olfattive esclusive.
Seguono altre realizzazioni che hanno consentito di ampliare la tipologia di brand rappresentati e di affinare la metodologia per concludere il 2023 con il progetto realizzato per il centenario del Parco Nazionale Gran Paradiso.
Ha una formazione specifica nel mondo delle fragranze, che indaga sia a livello storico e antropologico, che per quanto riguarda la fisiologia dell’olfatto e le materie prime.
Dal 2021 è Membro del Direttivo del CDV&M – Club Dirigenti Vendite e Marketing della Provincia di Cuneo. Dal 2022 è coordinatrice del Dipartimento di Neuromarketing Olfattivo presso Ainem – Associazione Italiana Neuromarketing.
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Gli altri appuntamenti con Mezz’ora con la scienza:

ALFONSO BRUNETTI E FURIO CAMILLO
Sylla ; Università di Bologna
10 ottobre 2025, 15:00
SCOPRIRE CIÒ CHE PENSA DAVVERO IL CLIENTE

GIUSEPPE ANDREANA
Università di Bologna – Gruppo IQC-POMIAGER
4 novembre 2025, 16:00
IL DIGITAL BADGE E LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

DEVIS BIANCHINI
Università di Brescia
11 novembre 2025, 16:00
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E I SUOI SEGRETI: DENTRO UNA SCATOLA NERA CHE STA GUIDANDO UNA RIVOLUZIONE

MASSIMO GIORDANI
Università di Torino
25 novembre 2025, 16:00
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MARKETING: QUALE FUTURO?

MATTEO VENERUCCI
Psicologo cognitivo – Esperto di fattori umani – Sr.Ricercatore presso Tobii
9 dicembre 2025, 16:00
NEUROSCIENZE: STRUMENTI, LIMITI E PROSPETTIVE


NUOVI ORIZZONTI PER L’INNOVAZIONE EFFICACE

Facciamola breve: mezz’ora basta e avanza per dire un sacco di cose importanti.

Quindici minuti con il relatore che tratta del futuro nell’ambito delle proprie competenze, dell’innovazione che sta dietro l’angolo. Oggi Iasa può contare su un team di trentanove professori, di 19 atenei e centri di ricerca diversi, il cui sapere spazia dal marketing all’informatica, dalla statistica alla chimica, dal diritto alimentare a quello cinese, dalla sicurezza alle tecnologie alimentari, dalle scienze sensoriali alla sensoristica, dalla viticoltura all’enologia, dalla scrittura creativa alle strategie digitali.

A seguire 15 minuti di domande da parte dei partecipanti. Domande in assoluta libertà, tanto si è tra colleghi. Ma c’è la possibilità di farle anche riservatamente, prendendo direttamente contatti con il relatore.
Con questa filosofia nel 2024 abbiamo realizzato molti webinar di notevole successo, non solo per la sostenuta partecipazione, ma anche per quello che hanno prodotto successivamente. Quest’anno speriamo di ottenere il medesimo esito.

Organizzazione
Centro Studi Assaggiatori

Con la collaborazione
Istituto Eccellenze Certificate, Narratori del gusto, Istituto Internazionale Chocolier, Assaggiatori Italiani Balsamico

I primi interventi | L’Università per l’innovazione, l’Impresa per la formazione

L’università per l’innovazione, l’impresa per la formazione
Verona – Palazzo della Gran Guardia
24 ottobre 2025, h 9:00

LINK PER ISCRIVERSI AL WORKSHOP

Luigi Bavaresco
UCSC, Piacenza
L’INNOVAZIONE È SEMPRE UTILE?
L’innovazione tecnologica viene in genere considerata sempre utile per la società nel suo complesso, ma questo non è automatico. Esiste a proposito, a livello internazionale, un riconoscimento satirico (gli IgNobel Prizez) che viene dato agli autori di ricerche strane, divertenti, a volte assurde. Come evitare questo rischio? Il collegamento tra ricerca (università) e applicazione (aziende) permette di impiegare risorse intellettuali e materiali in maniera utile, fermi restando principi etici. Vengono riportati alcuni esempi di interazione virtuosa tra ricerca innovativa e sua fruizione nel settore vitivinicolo.

Devis Bianchini
Università di Brescia
FORMAZIONE CHE INNOVA: IMPRESE E UNIVERSITÀ A CONFRONTO
Un modello di collaborazione tra università e imprese che sta trovando molto spazio è quello dove la formazione post-universitaria diventa terreno fertile per l’innovazione. Le aziende portano i propri casi reali, condividendo sfide e bisogni concreti, mentre l’università propone chiavi di lettura e strumenti avanzati per affrontarli, dalle tecniche digitali ai metodi di analisi più innovativi. Nasce così un dialogo virtuoso: l’impresa investe nella crescita dei talenti, l’università valorizza la propria capacità di ricerca e trasferimento, e i giovani professionisti acquisiscono competenze di frontiera, immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

Luigi Bonizzi
Università degli Studi di Milano
LA BUROCRAZIA UNIVERSITARIA È SUPERABILE?
L’intervento mette in luce come gli eccessi burocratici rappresentino un ostacolo alla collaborazione tra università e imprese, in particolare nella stipula delle convenzioni per stage e tirocini. Si propone l’adozione di convenzioni quadro e il ruolo di organismi intermedi come facilitatori, così da semplificare i processi e valorizzare i progetti sostenuti dalle aziende. Saranno inoltre affrontate le rigidità dei settori scientifico-disciplinari e le potenzialità delle scuole di specializzazione, con l’obiettivo di avvicinare la formazione post-laurea alle reali esigenze del mondo produttivo.

Guido Bosticco
Docente di Scrittura creativa all’Università di Pavia – Consulente di strategie culturali
PER UNA CULTURA DELLA RELAZIONE CONSAPEVOLE IN AZIENDA
Per creare una cultura bisogna stabilire delle connessioni fra significanti (le forme) e significati e metterle in comune. Connessioni che abbiano senso per ciascuno, per la comunità e in rapporto al mondo intero. La cultura è la concatenazione di questi elementi di senso, che creano un terreno comune.
Anche in aziende con una propensione forte alla cura delle relazioni interne e attenzione alle persone, occorre sempre re-interpretare e re-interiorizzare i fondamenti della cultura aziendale in rapporto ai mutamenti degli scenari locali e globali.
Il primo passo per farlo è aumentare il livello di consapevolezza individuale e relazionale. Persone più consapevoli, più aperte e capaci di creare relazioni generano comunità migliori, più coese, più versatili e più adattive, si tratti di una azienda, di un condominio, di una città…
Occorre concentrarsi sulle persone, prima che sui processi. E la struttura-base su cui impostare il percorso è la relazione.

I relatori sono indicati in ordine alfabetico e non di presentazione.

L’Università per l’innovazione, l’Impresa per la formazione

Sarà questo il titolo del workshop dell’International Academy of Sensory Analysis che si terrà a Verona il 24 ottobre 2025, al Palazzo della Gran Guardia, nell’ambito di Relazionexpo (www.relazionexpo.com), la prima fiera delle relazioni.

Viviamo in un momento in cui molti bisogni delle imprese in termini di innovazione possono essere soddisfatti dall’Università e in cui le imprese sono preziose per il ruolo che possono svolgere nella professionalizzazione dei laureati e, più in generale, attraverso le centinaia di academy che hanno creato, possono divulgare il sapere nell’ottica che un trasferimento della conoscenza deve essere ibrido (on line e di persona), corale (si impara in comunità) e continuo (ogni giorno si genera nuovo sapere).

Le Accademiche e gli Accademici sono quindi chiamati a questo workshop in qualità di relatrici/relatori per rispondere alle domande: quali ricerche che potrebbero essere utili all’innovazione nelle imprese sono in corso? Quali competenze – e a quali condizioni – potrebbero mettere a disposizione delle aziende per aiutarle nel processo di innovazione? Quali convenzioni può stipulare l’Università con le imprese?

A loro volta i manager delle Aziende sono chiamati a tracciare un panorama che indichi, per quanto la discrezione aziendale lo consenta, i progetti di innovazione in atto, le competenze che l’Università potrebbe fornire, i progetti che si potrebbero fare insieme.

Roberto Zironi
Presidente Iasa

LINK PER ISCRIVERSI AL WORKSHOP

Premio Città del Galateo a Roberto Carcangiu

Il Premio Internazionale “Città del Galateo – Antonio de Ferraris”, nato nel 2013 su iniziativa di Regina Resta e promosso da VerbumlandiArt APS, è un riconoscimento che celebra cultura, letteratura e impegno civile, ponendo al centro valori come pace, giustizia, solidarietà e dialogo interculturale.

Quest’anno il premio è stato assegnato a Roberto Carcangiu, chef, docente, divulgatore e ricercatore, attivo membro dell’International Academy of Sensory Analysis e dei Narratori del gusto, per il suo percorso poliedrico e coerente con lo spirito del riconoscimento. Con la sua idea di “cucina del buon senso”, Carcangiu intreccia creatività e tradizione, scienza e sostenibilità, ponendo la persona al centro come essere umano e non come semplice consumatore. La giuria ha premiato la sua capacità di rendere il cibo strumento di crescita, consapevolezza e dialogo, esempio concreto di un sapere che unisce etica e bellezza condivisa.

Deco Industrie e Fruttagel all’EXPO di Osaka

Riprendiamo volentieri la notizia di Fruttagel e Deco Industrie.

Con la proclamazione dell’Anno Internazionale delle Cooperative 2025 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Legacoop rinnova il suo impegno nel mettere al centro del dibattito internazionale il contributo che le cooperative possono dare allo sviluppo sostenibile.

Legacoop parteciperà a Expo Osaka come espressione concreta dell’impegno cooperativo globale per lo sviluppo sostenibile, con una serie di iniziative già pianificate:
Il 20 settembre, presso il Padiglione Italia, si terrà il workshop “Cooperatives building future societies: the International Year of Cooperatives”, realizzato in collaborazione con il Commissariato Generale per Expo 2025 e la Japan Cooperative Alliance.
Dal 20 al 26 settembre si svolgerà una missione imprenditoriale in Giappone per le imprese aderenti a Legacoop, con incontri B2B e momenti di scambio con cooperative giapponesi.
Il 25 e 26 settembre saranno giornate chiave dedicate al rafforzamento del partenariato tra cooperative italiane e giapponesi, oltre che all’individuazione di nuove opportunità di cooperazione internazionale.

Tra i protagonisti della missione che Legacoop Nazionale organizza in occasione di Expo Osaka 2025, sarà presente Stanislao Giuseppe Fabbrino, Presidente di Fruttagel e AD di Deco Industrie. Il suo inserimento nella delegazione rafforza ulteriormente la rappresentanza del settore agroalimentare all’interno del movimento cooperativo italiano.

Fabbrino è presidente di Fruttagel, la cooperativa specializzata nella trasformazione industriale di ortofrutta fresca, cereali e legumi in prodotti finiti, destinati agli operatori del retail, del food service, del porta a porta e dell’industria alimentare, con sede ad Alfonsine (Ra) e Larino (Cb) e AD di Deco Industrie è la cooperativa con sede a Bagnacavallo e numerosi stabilimenti tra Romagna, Emilia e Veneto specializzata nella produzione di prodotti di largo consumo confezionato per il settore alimentare, della detergenza e cosmetica.

È inoltre membro del CDA e Vicepresidente del consorzio Almaverde Bio, membro del CDA della organizzazione dei produttori agricoli Terre Emerse e Presidente della rete d’impresa Romagna Coop Food (RCF), inoltre è membro del CDA di Granarolo e di Granlatte.

Fabbrino è nella Presidenza di Legacoop Romagna e Legacoop agroalimentare e nel Direttivo di Legacoop Emilia-Romagna e Legacoop Nazionale. Perché la presenza di Fabbrino è significativa.

La presenza di Fabbrino in questa delegazione testimonia il valore del contributo agroalimentare cooperativo: Fruttagel e Deco Industrie infatti rappresentano realtà che operano su scala nazionale ma con forti radici territoriali.

Centro Studi Assaggiatori apre Sensorium, il dizionario di analisi sensoriale

Oltre 700 termini per esprimere la percezione, 70 opere consultate per mettere le definizioni di altri autori, le molecole che generano gli stimoli e le vie di formazione, approfondimenti sulla classificazione degli odori, la classificazione dei descrittori per la creazione delle schede sensoriali e molto altro

Venti anni fa – anno più, anno meno – abbiamo cominciato a riunire i termini che utilizzavamo in analisi sensoriale per i test che si andavano via via facendo. Provenivano da giudici di diversa estrazione: scolarizzati del gusto (sommelier, assaggiatori di varie scuole, cultori della materia), tecnici (enologi, tecnologi, accademici ecc.) e persone normali che si avvicinavano al nostro mondo anche attraverso i test sui consumatori.
Nasceva così Sensorium, lo spazio in cui il dato sensoriale si fa parola, il luogo in cui la percezione prende forma attraverso il lessico, la memoria, la cultura e la relazione con l’altro.
Per molti anni abbiamo mantenuto lo strumento per uso interno, perfezionandolo e ampliandolo, anche con l’aiuto di uno stuolo di studenti che facevano con noi la tesi di laurea o di master.
L’idea di aprirlo a quanti si occupano di scienze sensoriali era presente fin dalla prima ora perché la percezione è rilevata nella quasi totalità dei casi attraverso la parola. E da questo punto di vista non solo le diverse scuole si trovano spesso in disaccordo e molte volte utilizzano espressioni gergali incomprensibili per il largo pubblico, ma a complicare le cose sono intervenute, in certi casi in modo pesante, errate traduzioni di termini inglesi.
Cammin facendo ci siamo resi conto che Sensorium non terminerà mai, perché anche il linguaggio sensoriale evolve. Non solo: abbiamo anche abbandonato la supponenza di riuscire a fare un dizionario senza errori. Ecco perché invitiamo quanti lo utilizzeranno a intervenire comunicandoci perfezionamenti.

Così si esprime Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori, presentando Sensorium, che vuole essere di aiuto a tutti, ma in particolare agli scolarizzati del gusto, agli operatori del marketing e della comunicazione, ai responsabili qualità e ricerca e sviluppo che molte volte nelle aziende sono chiamati a creare schede di valutazione, guidare panel e redigere report. Una parte del dizionario è infatti accessibile a tutti, per la consultazione intera è richiesto un contributo annuale di sostegno.

E la ricerca dell’interazione con la comunità sensoriale comincia subito, con un agile test che si trova attivando il link https://forms.gle/GJDFUxupQMSodEJQ8. A quanti lo compileranno entro il 15 ottobre 2025 sarà inviato in omaggio il libro e-book “Food: strumenti grafici per il trasferimento della conoscenza”.

L’analisi sensoriale predittiva: l’applicazione di SCCP

Francesca Venturi
Ricercatore e professore associato Università di Pisa
30 settembre 2025, 16:00

Nel settore alimentare la qualità igienico-sanitaria, coincidente con la sicurezza d’uso, costituisce il prerequisito fondamentale, ma la qualità percepita dal consumatore rappresenta la leva principale per determinare l’acquisto e la fidelizzazione. Il consumatore contemporaneo, sempre più esigente, non si limita a valutare nutrimento e prezzo, ma ricerca esperienze sensoriali, autenticità, sostenibilità e naturalità. In tale scenario, la qualità organolettica diventa requisito imprescindibile nello sviluppo e nella revisione dei processi produttivi.
L’analisi sensoriale tradizionale, pur evoluta, si configura prevalentemente come metodo di collaudo del prodotto, utile a descrivere e controllare prototipi o referenze pronte al lancio. Tuttavia, per rispondere alle nuove esigenze, si propone un cambio di prospettiva attraverso il paradigma SCCP (Sensory Critical Control Points), ispirato all’HACCP. Tale approccio prevede l’individuazione, all’interno della filiera produttiva, dei punti critici che influenzano in modo determinante il profilo sensoriale del prodotto finito, consentendo di concentrare i controlli solo su passaggi realmente significativi.
L’applicazione sperimentale nel settore dei prodotti da forno a lievitazione naturale mostra, ad esempio, come le fasi di conservazione e rinfresco della madre acida costituiscano un SCCP per le caratteristiche della mollica, mentre le condizioni di cottura rappresentano il punto critico per la crosta. Nel caso di pani fortificati, invece, la scelta del sistema lievitante condiziona l’equilibrio tra qualità organolettica e profilo nutrizionale.
L’introduzione del metodo SCCP trasformerebbe l’analisi sensoriale da strumento di verifica a strumento decisionale predittivo, riducendo costi di controllo, minimizzando rischi di non conformità e supportando le aziende nello sviluppo di prodotti coerenti con le aspettative del consumatore evoluto.

Chi è Francesca Venturi
Ricercatore universitario presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA-a) dell’università di Pisa, a partire dall’anno 2015 è membro supplente del Comitato di Certificazione dei vini a denominazione di origine per le filiere San Torpé, Montescudaio e Terre di Pisa. L’attività di ricerca copre vari ambiti delle Tecnologie alimentari e la vede coinvolta a vario titolo in diversi progetti di ricerca volti alla messa a punto di processi innovativi e alla formulazione e caratterizzazione chimica e sensoriale di prodotti alimentari a elevato valore aggiunto.
È docente presso il DiSAAA-a dell’Università di Pisa del corso di Analisi Sensoriale nell’ambito del Corso di Studi in Viticoltura e Enologia e del corso di Trasformazione e Conservazione degli alimenti nell’ambito del corso di Laurea Magistrale in Produzioni Agroalimentari e Gestione degli Agroecosistemi (PAGA). Nel corso degli ultimi quindici anni ha prestato docenza in Tecnologie Alimentari nell’ambito di diversi corsi di Master universitari di I e II livello e corsi post-diploma (IFTS, FSE ecc.).
Attualmente è autore/coautore di più di 100 lavori pubblicati su riviste sia nazionali sia internazionali e ha partecipato a numerosi convegni internazionali in qualità di invited speaker e come componente del comitato organizzatore. A partire dal novembre 2017 è socio fondatore e membro del Consiglio di Amministrazione della Start-up innovativa NexFood srl, spin-off dell’Università di Pisa.

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Gli altri appuntamenti con Mezz’ora con la scienza:

ALFONSO BRUNETTI E FURIO CAMILLO
Sylla ; Università di Bologna
10 ottobre 2025, 15:00
SCOPRIRE CIÒ CHE PENSA DAVVERO IL CLIENTE

CLAUDIA SEPERTINO
Mindscents
14 ottobre 2025, 16:00
PERCHÉ E COME CREARE UN BRAND OLFATTIVO

GIUSEPPE ANDREANA
Università di Bologna – Gruppo IQC-POMIAGER
4 novembre 2025, 16:00
IL DIGITAL BADGE E LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

DEVIS BIANCHINI
Università di Brescia
11 novembre 2025, 16:00
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E I SUOI SEGRETI: DENTRO UNA SCATOLA NERA CHE STA GUIDANDO UNA RIVOLUZIONE

MASSIMO GIORDANI
Università di Torino
25 novembre 2025, 16:00
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MARKETING: QUALE FUTURO?

MATTEO VENERUCCI
Psicologo cognitivo – Esperto di fattori umani – Sr.Ricercatore presso Tobii
9 dicembre 2025, 16:00
NEUROSCIENZE: STRUMENTI, LIMITI E PROSPETTIVE


NUOVI ORIZZONTI PER L’INNOVAZIONE EFFICACE

Facciamola breve: mezz’ora basta e avanza per dire un sacco di cose importanti.

Quindici minuti con il relatore che tratta del futuro nell’ambito delle proprie competenze, dell’innovazione che sta dietro l’angolo. Oggi Iasa può contare su un team di trentanove professori, di 19 atenei e centri di ricerca diversi, il cui sapere spazia dal marketing all’informatica, dalla statistica alla chimica, dal diritto alimentare a quello cinese, dalla sicurezza alle tecnologie alimentari, dalle scienze sensoriali alla sensoristica, dalla viticoltura all’enologia, dalla scrittura creativa alle strategie digitali.

A seguire 15 minuti di domande da parte dei partecipanti. Domande in assoluta libertà, tanto si è tra colleghi. Ma c’è la possibilità di farle anche riservatamente, prendendo direttamente contatti con il relatore.
Con questa filosofia nel 2024 abbiamo realizzato molti webinar di notevole successo, non solo per la sostenuta partecipazione, ma anche per quello che hanno prodotto successivamente. Quest’anno speriamo di ottenere il medesimo esito.

Organizzazione
Centro Studi Assaggiatori

Con la collaborazione
Istituto Eccellenze Certificate, Narratori del gusto, Istituto Internazionale Chocolier, Assaggiatori Italiani Balsamico

Appuntamento Soave: stare “in ascolto” per essere pronti ai cambiamenti

Riprendiamo volentieri la notizia del Consorzio di Tutela del Soave.

«È un momento molto particolare quello che sta vivendo il vino italiano, e l’Europa in generale. In questa fase che potremmo definire di “temporaneo smarrimento” è saggio rimanere “centrati”, in ascolto della propria identità e del proprio valore, per capire. Chi fa vino è, per definizione, radicato alla terra e questo viene certamente in aiuto. Non si tratta di restare fermi, quanto semmai “in ascolto” dei venti di cambiamento, cercando di capirli e di gestirli, senza il rischio di subirne le conseguenze in maniera pesante».

Queste le parole con cui Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio del Soave, ha esortato i produttori associati e il mondo del vino italiano in generale, ad una riflessione profonda, nell’ambito del talk “Soave: autentico, autoctono, contemporaneo”, condotto da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, all’interno dell’evento Appuntamento Soave, a cui hanno preso parte Michele Cannone, Lavazza Global Brand Director from Home; Achille Scudieri, Vicepresidente Gruppo Adler – Amministratore delle Tenute Scudieri; Barbara Ferro, Amministratrice Delegata di Veronafiere Spa; Jeff Porter, corrispondente per l’Italia di Wine Enthusiast; Mons. Bruno Fasani, Presidente della Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona e direttore di Telepace.

Il Talk show “Soave: autentico, autoctono, contemporaneo”

Notevoli gli spunti emersi durante la tavola rotonda “Soave: autentico, autoctono, contemporaneo”, moderata da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, dove partendo dal vino si sono affronti argomenti di stretta attualità, dalla situazione economica e politica internazionale alla rivoluzione nel modo di approcciarsi al cibo e alle bevande tra i consumatori più giovani, risultato di contaminazioni culturali a livello globale.
E proprio di nuovi paradigmi di consumo ha parlato Michele Cannone, Lavazza global brand director away from home, evidenziando come le esperienze guidino l’evoluzione di una categoria.

«Il vino è entrato in una fase delicata perché stanno cambiando i modelli di consumo, soprattutto tra i giovani, e l’offerta non ha ripensato abbastanza le esperienze in cui il vino viene bevuto. Può risultare interessante osservare quello che è accaduto nel mondo del caffè: in 50 anni il caffè, spinto da codifiche nate negli Stati Uniti – da Starbucks negli anni ’90 ai coffe shop degli anni 2000 – ha trasformato luoghi, rituali e linguaggi, mettendo l’esperienza – più che il prodotto in sé – al centro. Per il vino la sfida non è solo “quanto alcol” (9, 10 o 12 gradi): abbassare il tenore alcolico ha senso solo se cambia il paradigma di consumo, creando contesti accessibili, frequenti e desiderabili, come hanno fatto birre e catene della ristorazione, dove il brand-prodotto diventa un “ingrediente” di un’esperienza più ampia. Il mondo del vino, talvolta, è un po’ autoreferenziale. Accanto a questo, l’innalzamento dei prezzi in sala, la perdita del bar come luogo di socialità, la pressione regolatoria e il salutismo contribuiscono ad accentuare il problema: chi non frequenta ristoranti stellati, o comunque di fascia alta, oggi fatica a trovare occasioni di consumo e competenze di servizio adeguate. Servono quindi contenitori nuovi, formati più “morbidi” e leggibili, possibili linee low/no alcol ben progettate, e una comunicazione collettiva meno elitaria. In altre parole, ripensare i modelli di fruizione (fuori casa e poi a casa), contaminarsi con altri mondi e riportare il vino al centro di esperienze contemporanee, non solo di etichette e disciplinari».
Ponderazione e richiamo allo spirito d’impresa sono stati, infine, gli elementi cardine della riflessione conclusiva di Cristian Ridolfi, Presidente del Consorzio del Soave.

«Fino a qualche anno fa produrre vino era un “atto agricolo”. Oggi produrre vino, ma in generale fare agricoltura o impresa, è un “atto politico” perché quando si fa vino non si può più prescindere da considerazioni di politica internazionale. Il calo dei consumi, le barriere doganali, i conflitti, sono tutti elementi che certamente non aiutano il naturale e sano fluire dei mercati. Ma ricordiamoci una cosa fondamentale: tutto si basa sulla legge della domanda e dell’offerta e da lì non si può prescindere. È una legge aurea.

Possono entrare in gioco ideologie, estremismi, protezionismo o barriere doganali. Certo, nel momento contingente creeranno danni a vantaggio di alcuni e a svantaggio di altri, ma poi, nel medio-lungo periodo, il flusso dei comportamenti umani tornerà a fluire in maniera spontanea e armonica proprio perché “è naturale” che sia così.

Ed è qui che gli imprenditori si giocano una grande partita. L’imprenditore è colui che, per definizione, sa trovare un vantaggio, una propria ragione di esistere e di operare, anche nei momenti più complessi e sfidanti. Anzi, talvolta è proprio in quelle occasioni che arriva per alcuni il colpo d’ala.

Guardiamo al presente dunque: si consuma meno vino, si cercano vini a bassa gradazione, si riduce il potere di acquisto delle persone, a causa dell’inflazione? Bene: andiamo a proporre a questo mercato un vino che sia a gradazione alcolica più contenuta, che si sposi con piatti leggeri e che sappia fondere in sé identità, qualità e valore».