
L’ipotesi di promotori occulti che determinerebbero il successo di un prodotto alimentare è ampiamente evidenziata e confermata. Esistono infatti alimenti che provocano “addiction” ossia uno stato di dipendenza psicologica che provoca un consumo smoderato degli stessi e può degenarare in stati patologici. Concorrono a questa peculiarità il colore, il sapore, al struttura e l’aroma in una miscela peculiare ed unica. Così danno “addiction” la pizza ma anche le patatine o la cioccolata. Può quindi darsi che anche un vino possa dare “addiction” se le sue caratteristiche gusto-olfattive, cromatiche e tattili sono perfettamente equilibrate ed ottimali. Del resto Gordon M. Shepperd affermava che il gusto del vino si definisce nel cervello come risultato della interazione non solo fra i cinque sensi ma anche con tutto quanto già il cervello contiene in termini di esperienza, memoria, conoscenza ed emozione. Quindi così come si sono definiti i parametri che possono creare “addiction” in un alimento forse si potrebbero determinare quelli che la danno in un vino portando così a prodotti di sempre maggiore qualità e bevibilità.
Giuseppe Zeppa
