19 September 2018
by Redazione
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Guai a tradire il sentimento: il caso New-Coke

Quando si dice che un alimento è fatto anche di sentimenti, e che questi giocano un ruolo fondamentale nella sua riuscita, non si scherza. Ne è la dimostrazione il caso New Coke del 1985: nella primavera di quell’anno la Coca Cola Company ha avuto la pazza idea di cambiare la ricetta della bevanda analcolica più amata degli Stati Uniti d’America, assumendosi così il maggior rischio nella storia dei beni di consumo per usare le loro stesse parole.
Il risultato? Nel giro di poche ore dalla nefasta notizia i cittadini americani si sono ribellati, hanno organizzato proteste e attaccato l’hotline per i consumatori, passando da 400 chiamate giornaliere a ben 1500, un buon risultato direi.
E pensare che la Coca Cola aveva speso oltre 4 milioni di dollari per effettuare i test d’assaggio su quasi 200 mila consumatori e verificare il gradimento della nuova bevanda. Ne dedurrete ora che i risultati fossero stati deludenti, o perlomeno incerti, e invece no, questa piacque moltissimo. Il problema è che non era la bibita di sempre, quella tanto cara a chi sullo scaffale sceglieva proprio lei, la lattina rossa con scritta bianca, una rinfrescante e frizzante certezza.
L’errore fu credere che potesse bastare associare un nuovo sapore a un vecchio nome, dimenticando che i consumatori legano un determinato prodotto a precisi ricordi e che quando si bevono la tale bibita o sbocconcellano la merendina al cioccolato di quando erano piccoli lo fanno perché gli piace non solo il sapore puro e semplice, ma anche tutto ciò che questo provoca, un turbinio di emozioni delle quali è difficile fare a meno.

19 September 2018
by Redazione
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L’invecchiamento dei vini piacentini

A New York gli emigrati italiani pigiavano le uve californiane giunte in treno per ottenere i cosiddetti vini di garage. Qualcosa di diverso è avvenuto nel garage di Fabio Bordoni a S. Lazzaro piacentino in cui sono state scoperte 8 bottiglie del 1945 e del 1961 prodotte da Valentino Arcelloni a La Moretta di Ziano. Nasce da qui l’idea di organizzare una degustazione con l’intento di verificare l’attitudine all’invecchiamento dei vini piacentini dato che i produttori hanno la tradizione di commercializzare vini giovani. Nei giorni scorsi al Cavallino di Veano, gestito da Gigi Musi, noto maestro della cucina, si è riunito un panel di degustazione coordinato dal professor Mario Fregoni (presidente dell’International Academy of Sensory Analysis) e composto da Marco Aradotti, Angelo Bertona, Fabio Bordoni, Agostino Chiesa e Mario Chiesa (ex presidente del Consorzio dei vini piacentini doc).
Oltre ai suddetti vini arcaici piacentini di 73 e 57 anni, il panel ha valutato la longevità di uno Chablis del 1964 (Chardonnay della Bourgogne), di due Brunello di Montalcino del 1994 e del 1996 e di un Vin Santo doc Colli piacentini del 2007. Primariamente l’attenzione si è soffermata sui vini stravecchi piacentini, presumibilmente a base di Malvasia e di Barbera-Bonarda, dove le bottiglie erano diseguali, fatte a mano, tipo borgognona e di colore scuro. I vini sono apparsi di colore imbrunito, fortemente ossidato e dall’aroma poco definibile ma nonostante ciò alcuni erano ancora bevibili pur mancando di freschezza sensoriale.

Indubbiamente la conservabilità nel tempo dei vini è correlata al terroir d’origine, alla composizione, all’annata, alla qualità del tappo e alle caratteristiche della cantina. Ma l’attitudine più importante è di origine culturale, che si eredita dalla tradizione, che insegna ad attendere la maturazione in fase riducente, ovvero in assenza di ossigeno, in bottiglia. La commissione di degustazione ha riconosciuto una discreta potenzialità all’invecchiamento dei vini piacentini, specialmente se rossi, che possono raggiungere fino a 10 anni se conservati correttamente.

19 September 2018
by Redazione
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Bottega in festa per la vendemmia

Il 14 settembre si è tenuta la Festa della Vendemmia Bottega, che ha avuto il suo clou in un concerto musicale di grande suggestione. Sul palco con la suggestiva quinta costituita dalla distilleria e dagli alambicchi in rame si sono esibiti la cantante mezzosoprano Lieta Naccari, il baritono Stavros Mantis e la pianista Giulia Vazzoler. Il concerto ha spaziato dalla lirica con alcuni noti brani d’opera, tra cui il Don Giovanni, la Carmen, la Traviata, alla canzone napoletana, tra cui O Sole mio, al fox trot anni ’40.
Nel tardo pomeriggio i figuranti della Compagnia de Calza di Venezia, vestiti con gli storici costumi veneziani del ‘700, hanno dato inizio a una gara di vendemmia tra tutti i presenti. I partecipanti, suddivisi in diverse squadre, si sono sfidati nel raccogliere la maggior quantità possibile di grappoli in un lasso di tempo di 10 minuti. Al termine le ceste d’uva sono state progressivamente svuotate e pesate, per decretare la squadra vincitrice dell’inedito torneo. Questa affascinante e goliardica vendemmia si è conclusa con la pigiatura nei tradizionali tini di legno. In questo caso le protagoniste sono state alcune ragazze, anch’esse abbigliate con costumi a tema, che hanno pigiato a piedi nudi le uve raccolte.
Questa tradizione, particolarmente diffusa nelle campagne venete fino al secondo dopoguerra, si traduceva in una festa contadina nel corso della quale nascevano amicizie, amori, passioni. L’assaggio del primo mosto derivante dalla spremitura era riservato al mezzadro che, nel corso dell’intera annata agricola, si occupava della coltivazione dei campi e gestiva l’andamento della casa colonica.

12 September 2018
by Redazione
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Perché anche tu dovresti diventare giudice sensoriale?

E perché mai dovrei diventare giudice sensoriale? Questo risponderebbe la maggioranza delle persone se gli venisse proposto di partecipare a un corso per diventarlo. Una parte di loro non saprebbe di cosa si tratti, la restante piccola parte, forse lo immaginerebbe.

Bella domanda, effettivamente. D’altronde, chi non fa, lavorativamente parlando, parte del mondo gastronomico, non sente il bisogno di avvicinarsi ai propri sensi più di quanto già non faccia da quando è nato. Un peccato però, è come avere dei superpoteri e non essere in grado di sfruttarli, o avere una tavolozza di colori e dipingere sempre con i soliti cinque. Eppure il mondo sarebbe infinitamente più intenso e interessante se fossimo pronti a percepirlo in toto, dalle sfumature cromatiche ai sapori, passando per gli aromi, reminescenze del passato.

Come in ogni cosa, però, ci vuole allenamento, ed è proprio questo ciò che impara a fare un giudice sensoriale, ad allenarsi sempre, in ogni momento della giornata, da solo o in compagnia, per arrivare a godere davvero di ciò che il gusto e l’olfatto, in primis, gli offrono. Una volta concluso il corso, il vino non saprà più solo di vino e il cioccolato non saprà più solo di cioccolato. E così, sempre meglio, ogni giorno che passa.

12 September 2018
by Redazione
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I Narratori del gusto al Festival di Altroconsumo

Altroconsumo sta organizzando l’edizione 2018 del FestivALfuturo: ri-generazioni, l’era dell’economia circolare che si terrà a Milano dal 28 al 30 Settembre presso l’UniCredit Pavilion. L’edizione di quest’anno è dedicata all’economia circolare, alla sostenibilità e all’innovazione.
Il festival permetterà un confronto aperto tra istituzioni, cittadini, aziende e media, coinvolgendo il pubblico attraverso dibattiti, conferenze e interviste ma anche attraverso eventi esperienziali che mostreranno esempi pratici di sostenibilità.
Partner dell’evento saranno i Narratori del gusto che nelle giornate di sabato e domenica proporranno giochi sensoriali e seminari con eccellenze del made in Italy.

12 September 2018
by Redazione
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L’Istituto Internazionale Chocolier a Terra Madre

Dal 20 al 24 settembre a Torino si svolgerà Terra Madre Salone del Gusto 2018, il più grande evento internazionale dedicato al cibo.
La manifestazione, giunta alla sua dodicesima edizione, vedrà presente l’Istituto Internazionale Chocolier al CacaoCamp con il seminario Chocoexperience che ha come obiettivo l’insegnamento dell’analisi del cioccolato attraverso gli organi di senso per verificare la qualità delle materie prime e del ciclo produttivo.
Attraverso il percorso esperienziale, ai partecipanti sono forniti validi strumenti per raggiungere la sicurezza di saper scegliere e apprezzare pienamente un cioccolato d’eccellenza. Un percorso gratificante e divertente per diventare un consumatore consapevole che acquista il prodotto di qualità.
Clicca qui per prenotare l’evento.

5 September 2018
by Redazione
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Peperone in tutti i sensi

Una delle grandi novità della Fiera nazionale del peperone di Carmagnola è l’area dedicata all’interno dell’Accademia San Filippo, che ospita un suggestivo percorso sensoriale aperto a tutti i visitatori fino al 9 settembre.
Peperone in tutti i sensi è un vero e proprio viaggio alla scoperta del re di tutte le verdure piemontesi. Una mostra interattiva ideata con la collaborazione della giornalista Renata Cantamessa e il Centro Studi Assaggiatori, che sollecita i cinque sensi alla scoperta di questo meraviglioso ortaggio.
Nel video l’intervista di Annalisa Renzi, curatrice del percorso sensoriale, a cura di TorinOggi.it.

5 September 2018
by Redazione
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Grondona: due stelle al Great Taste Awards

Si chiama Great Taste Awards, l’oscar del gusto britannico, il più grande concorso al mondo dedicato al cibo. Premio Internazionale, nato nel 1994 in Inghilterra, giunto quest’anno alla sua venticinquesima edizione, ideato e organizzato dalla Guild of Fine Food, con sede a Gillingham, nel Dorset (UK).
Una giuria di esperti del settore, fra chef, sommelier, degustatori e assaggiatori professionisti, giornalisti e critici enogastronomici, ogni anno valuta più di 10.000 prodotti, selezionando i migliori al mondo per l’anno in corso. Decine di sedute d’assaggio, per decretare i migliori 50.
Al Great Taste Awards 2018 sono stati protagonisti il ciambellone e i baci di dama del Biscottificio Grondona, socio dei Narratori del gusto e dell’Istituto Eccellenze Italiane Certificate, entrambi i prodotti vincitori di una stella.

5 September 2018
by Redazione
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I sensi e la lingua dell’olio

Cosa distingue il semplice consumo dell’olio da olive da una scelta consapevole guidata dalla capacità di degustarlo? Quali sono i sensi che ci permettono di riconoscerlo, di sceglierlo e di apprezzarlo? E a quali parole ne possiamo affidare la descrizione e la condivisione? Questo breve saggio di Rosalia Cavalieri vuole essere una guida agile, essenziale e orientativa alla conoscenza e all’apprezzamento dell’olio extra vergine di oliva.

Titolo: I sensi e la lingua dell’olio. Appunti per una degustazione amatoriale
Autore: Rosalia Cavalieri
Editore: Olio Officina
Formato: 12*17
Anno: 2018
Pagine: 56
Prezzo: 10,00 euro

30 August 2018
by Redazione
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International Coffe Tasting 2018

Torna in Italia, dopo la tappa asiatica in Cina del 2017, il concorso internazionale caffè organizzato dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) International Coffee Tasting. Dodici anni di attività, undici edizioni tra Italia e Asia, 1.130 caffè da tutto il mondo, la collaborazione delle sedi dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè in Giappone, Corea, Cina e a Taiwan e della comunità internazionale di assaggiatori Iiac ormai sopra quota 11.500 in più di 40 paesi del mondo.
Caffè da tutto il mondo estratti in tutte le loro forme si sfidano per ottenere le ambite medaglie d’oro in una competizione dai tratti chiari e semplici che caratterizzano e portano il valore del concorso: valutazioni affidate a giurie di assaggiatori dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) che operano completamente alla cieca nel quadro delle più severe norme di analisi sensoriale, un regolamento puntuale, riferimenti scientifici rigorosi, un bacino di utenza di giudici e campioni provenienti da tutto il mondo, costanza e coerenza del suo svolgimento.
Per prendere visione del regolamento e iscriversi all’edizione 2018 di International Coffee Tasting, che si terrà a Milano il 29 e 30 novembre, consultare il sito web www.assaggiatoricaffe.org.