Sensory News

Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Invito

Di seguito alcuni degli interventi che avranno luogo durante il workshop che si terrà presso Jolanda de Colò il giorno 11 luglio.

Per iscriversi: https://forms.gle/nqEN17cyYGxN3LPN9


Claudio Grigoletto
Presidente Accademia Gelato Italiano
IL CONTROLLO SENSORIALE NELLA FILIERA DI PRODUZIONE DEL GELATO
Sostanzialmente i punti critici in cui occorre intervenire con l’analisi sensoriale nella filiera di produzione del gelato sono: la scelta e l’accettazione delle materie prime, il prodotto pronto per il consumo e la sua evoluzione nel corso del procrastinarsi della conservazione.
Va da sé che, per quanto in gelateria si organizzino raramente gruppi di valutazione e quindi il controllo sia eseguito da un giudice sensoriale monocratico, l’addetto al controllo necessita di una preparazione specifica sia in termini di psicofisiologia della percezione, sia di metodologia, sia di merceologia per quanto attiene agli ingredienti che usa. Le caratteristiche sensoriali di nocciole e altra frutta secca, frutta fresca e cioccolato nel momento del consumo del prodotto, considerata l’evoluzione termica e l’azione enzimatica della saliva, si palesano con un livello di intensità e con una persistenza che non concedono sconti.
Il fatto che si tratti, nella larga maggioranza dei casi, di un giudice monocratico, rende ancora più importante la registrazione del percepito ai fini della creazione di storici che risultano di estrema utilità per la riduzione dei costi e il miglioramento della qualità percepita. Il ricorso alla carta appartiene ormai ai ricordi, esistendo oggi degli applicativi impiegabili con un semplice smartphone che consentono la memorizzazione dei dati in modo facilissimo e in una forma standard che permette un agile esame in qualsiasi momento e, per i più ambiziosi, anche l’elaborazione statistica.


Chiara Guidi
Quality – R&D Director Acetum
IL CONTROLLO SENSORIALE DI FILIERA NELLA PRODUZIONE DELL’ACETO BALSAMICO DI MODENA
La filiera dell’Aceto Balsamico di Modena IGP è estremamente peculiare, dinamica e storicamente legata alle tradizioni del territorio della provincia di Modena. L’Aceto Balsamico è un prodotto particolarmente ricco di sapori, profumi ed estremamente complesso.
L’impiego sinergico di tecniche analitiche, sensoriali e di tecniche di caratterizzazione cromatografica dello spazio di testa (naso elettronico e GC-MS) consentono di descrivere le peculiarità organolettiche di questo prodotto lungo la filiera produttiva, evidenziando le differenti componenti caratterizzanti.
La nostra Azienda, Acetum Spa società Benefit, da anni utilizza l’analisi sensoriale come strumento integrante le procedure di Controllo Qualità, partendo dalle materie prime, passando attraverso l’invecchiamento del prodotto in tini di legno, per finire con l’imbottigliamento.


Sara Mastrogiacomo
R&D Inalpi
MIGLIORARE I PRODOTTI ATTRAVERSO I CONTROLLI SENSORIALI DI FILIERA
Nella nostra azienda, l’analisi sensoriale coinvolge un panel selezionato e formato per assaggiare prodotti finiti, materie prime e semilavorati. Vengono inclusi anche addetti al marketing e alle vendite per un panel misto, come suggerisce il protocollo SCCP. Durante le sessioni, i punteggi assegnati vengono elaborati per ottenere una percentuale di accettabilità del prodotto e individuare i punti critici. Questi incontri non solo quantificano le caratteristiche del prodotto e definiscono gli standard, ma favoriscono lo scambio di idee e il miglioramento continuo. L’SCCP valorizza l’analisi sensoriale e può essere applicato in vari ambiti aziendali, come la scelta delle materie prime, l’ottimizzazione delle condizioni di conservazione e il mantenimento degli standard qualitativi. Collegare la letteratura esistente al processo produttivo aiuta a individuare nuove applicazioni e migliorare la qualità complessiva dei prodotti. In conclusione, l’uso corretto dell’analisi sensoriale può aiutare un’azienda alimentare a differenziarsi sul mercato e garantire prodotti di alta qualità.

Le eccellenze locali vanno in blockchain

Le eccellenze locali vanno in blockchain Come può una delle più sofisticate tecnologie moderne quale la blockchain farci conoscere la frizzantezza di uno spumante di melone o l’intensità della percezione del piccante in una marmellata di peperoncino?

Quando sentiamo parlare di blockchain normalmente la colleghiamo al mondo delle monete virtuali, quasi fosse un campo magico conosciuto a pochi.
Da oggi, invece, questa tecnologia entra quotidianamente nelle case di tutti noi grazie a un’etichetta e a uno smartphone.

Non solo per farci conoscere da dove è nata la materia prima, come è stata trasformata e come è arrivata sullo scaffale, ma anche quale è il profilo sensoriale del prodotto.

Tutto questo grazie a due aziende agricole biologiche, Azienda Giordano Torchio e Azienda Cavalli, che insieme al Dipartimento di Tecnologie Informatiche dell’Università di Brescia e al contributo economico erogato dal GAL Terre del Po hanno innovato le produzioni delle proprie eccellenze locali acquistando macchinari innovativi per la trasformazione del raccolto e implementando un sistema di blockchain a km 0, una Localchain, appunto. Senza dimenticare il panel di giudici qualificati che si sono formati durante i corsi tenuti da Luigi Odello, Gian Paolo Braceschi e Monica Panzeri che hanno testato i prodotti con i criteri scientifici dell’analisi sensoriale.

Risultato? Prodotti nuovissimi quali l’aceto balsamico di melone antico, il cocktail di melone da destinare alla mixology, un “melone in vasetto” grazie al nuovo metodo di creare composte e marmellate e tanti prodotti nati da ingredienti antichi ma con tecnologie nuove.

Tra non molto potrete quindi scoprire se le vostre valutazioni sensoriali sono le stesse dei giudici, semplicemente acquistando il prodotto e scansendo l’etichetta con uno smartphone.

Selezionate le 10 imprenditrici della terza edizione di EWA – Empowering Women in Agrifood

Per il terzo anno EIT Food ha dato avvio all’iniziativa EWA – Empowering Women in Agrifood in Italia grazie al supporto del Future Food Institute, con il coinvolgimento di Angels4Women e Unfold Tomorrow.

Le dieci partecipanti della terza edizione di EWA – Empowering Women in Agrifood – iniziano oggi il percorso di sei mesi di mentoring e formazione per accelerare lo sviluppo della loro idea imprenditoriale o startup early stage nel settore dell’agrifood.

EWA è un programma di imprenditoria femminile promosso da EIT Food, Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia nonché organo dell’Unione Europea, promosso in dodici paesi (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Portogallo, Spagna, Turchia e Ucraina), con l’obiettivo di far emergere lo straordinario potenziale dell’imprenditoria femminile.

La giuria composta da tre rappresentanti rispettivamente da Future Food Institute, Angels4Women e Hi!Founders ha analizzato le candidature ricevute e ha selezionato le 10 partecipanti.
Questa edizione 2024 ha visto un incremento delle adesioni dell’85% rispetto allo scorso anno, oltre che una maggiore maturità dei progetti partecipanti.

I progetti selezionati:

Giulia Costantini – MagicFood | Progetto che promuove abitudini alimentari sane nei bambini tramite un dispositivo interattivo che educa all’importanza di frutta e verdura nell’alimentazione. Utilizzando principi psicologici come il condizionamento operante e la gamification, il dispositivo incentiva l’adozione di uno stile alimentare salutare e sostenibile.

Claudia Guidi – Nuhpro | Swee-thy è la soluzioni innovativa per la nutrizione sportiva, senza polioli, lattosio e zuccheri aggiunti. Si tratta di una linea di prodotti arricchiti con probiotici e fibre prebiotiche per prevenire il diabete infantile e l’obesità.

Antonella Bellina – Alma Serum | Il progetto valorizza il siero di latte refluo. Trasformando il siero in prodotti cosmetici e biomedicali tramite elettrofilatura. Questa innovativa tecnologia brevettata riduce l’impatto ambientale e i costi di smaltimento, producendo maschere per il viso e patch rigenerative direttamente nei caseifici con basse emissioni di CO2.

Mara Verri – AgerTech | L’app rende la digitalizzazione accessibile alle aziende agricole con un software gestionale e un assistente digitale su smartphone. La piattaforma raccoglie dati agricoli, offre pianificazione intelligente tramite Machine Learning e facilita la gestione aziendale con un chatbot intuitivo, migliorando sostenibilità e efficienza.

Sofie Christel Dirk Kornelia Van Besien – SoGut | Kefir d’acqua probiotico creato usando frutta in eccesso e erbe autoctone sarde, riducendo sprechi alimentari e promuovendo la salute intestinale e mentale. Con un modello di economia circolare, valorizza risorse locali, sostiene l’economia regionale e minimizza l’impatto ambientale.

Deborha Decorti – NADEX Natural Deep Eutectic Extract |Il progetto NADEX utilizza scarti agroalimentari per creare ingredienti alimentari e cosmetici con solventi eutettici naturali. Questi estratti, sostenibili e altamente bioattivi, riducono i costi e l’impatto ambientale. La tecnologia innovativa permette un’estrazione sicura e versatile, con ottime prospettive di mercato.

Ira Sulejmeni – Clearchain | Sistema di tracciamento che riduce lo spreco alimentare monitorando in tempo reale il trasporto di alimenti, garantendo qualità, prevenendo contaminazioni e contraffazioni. La Clearchain-BOX traccia posizione, temperatura, umidità e vibrazioni, inviando dati a una web app e alla blockchain, migliorando la trasparenza e la consapevolezza lungo tutta la filiera.

Valentina Grasso – Orto Collettivo | Il progetto coinvolge persone in messa alla prova nel lavoro agricolo per curare il territorio e sostenere le aziende locali. Attraverso laboratori ed eventi, promuovono il benessere in natura, riducono l’abbandono delle campagne, creando un’economia circolare basata sulla collaborazione e la sostenibilità.

Tarika Silveira Cintra de Oliveira – Divers.Bio | La piattaforma promuove piante alimentari autoctone non convenzionali per affrontare l’insicurezza alimentare. L’app si rivolge ai consumatori, e agli agricoltori con supporto e gestione delle scorte.

Elizabeth Rose Cox – Growing Greener | Il progetto “Eco Hub” promuove il sano stile di vita. Situato in Cilento, si organizzano corsi, eventi e laboratori sulla dieta mediterranea, permacultura e orti comunitari. L’Hub riconnette le persone alla terra e al cibo, migliorando benessere e sostenibilità.

Siamo entusiasti di dare il via alla terza edizione di EWA – Empowering Women in Agrifood, un’iniziativa che rappresenta non solo un’opportunità per le imprenditrici di sviluppare le loro idee, ma anche un catalizzatore per un cambiamento positivo nel settore agroalimentare. Il talento e la determinazione delle donne che partecipano a questo programma sono la chiave per innovare e rendere più sostenibile il nostro sistema alimentare globale. Sostenere e potenziare l’imprenditoria femminile è fondamentale per costruire un futuro più equo e prospero per tutti.” dichiara Sara Roversi.

Per più informazioni:
ewa@futurefoodinstitute.org
virginia.cepollina@futurefoodinstitute.org

L’Assaggio 86

È in distribuzione il nuovo numero de L’Assaggio, quello dell’estate, con molte novità sulle scienze sensoriali, nuovi servizi sulla valutazione di prodotti e una riflessione sull’intelligenza artificiale per capire cosa ne potrà fare il nostro mondo. Ma non c’è valutazione sensoriale senza le persone, quindi in questo numero cerchiamo di mettere in evidenza come si formano i leader che guidano i panel, anche attraverso i pensieri di quanti hanno seguito l’ultimo corso.

Quanti desiderano leggerlo possono registrarsi gratuitamente al seguente link.


SCIENZE SENSORIALI

Il Panel leader
Molte volte l’analisi sensoriale scientifica nelle aziende inizia proprio da questo personaggio il cui nome, mutuato dall’inglese, non è più di tanto appropriato. Bisognerebbe chiamarlo “garante della qualità sensoriale”. Conosciamolo meglio

Sensory Critical Control Points: l’innovazione applicativa delle scienze sensoriali
Non più solamente metodo di collaudo finale del prodotto per una piena soddisfazione del consumatore, bensì uno strumento predittivo per l’analisi critica delle filiere

Predire la qualità percepita con Sccp
Una meta utopica? Dando una scorsa a diverse indagini sull’impiego dell’analisi sensoriale in molte aziende così parrebbe, ma in realtà alcune potrebbero essere pronte. Vediamo quali sono gli ostacoli e come si possono superare

Cinque assiomi e un postulato
Una visione sul futuro della filosofia e delle tecniche per interrogare i clienti

L’analisi sensoriale scientifica con giudici non formati
È possibile fare dell’analisi sensoriale scientifica con giudici che non sono stati formati e non hanno mai operato insieme per la valutazione di un alimento?

Scienze sensoriali per una narrazione efficace: il linguaggio e il suo potere
Pensiamo al potere del linguaggio come a un potere relazionale e pensiamo al racconto come a una costruzione di relazioni e non come a un prefabbricato meccanico-tecnico e riproducibile

Alimentare la consapevolezza per nutrirsi meglio
Mangiare è un bisogno primario, è considerato una delle esperienze più piacevoli della vita, ma è diventato fonte di ansia e stress

Olfatto, tra analogico e digitale
Naso elettronico? Su questo strumento sono state scritte meraviglie alle quali sono seguite non poche delusioni. Ma la tecnologia avanza e si evolve, quindi cerchiamo di conoscere meglio questo emulatore dell’olfatto umano

CAFFÈ

Il caffè è un piacere, altrimenti che caffè è?
I bar contemporanei devono saper rispondere alle esigenze di una nuova clientela, sempre più attenta e consapevole, sia in termini di valutazione della proposta di bevande (e alimenti) ma anche dell’interior design

Espresso Italiano Champion: i nuovi campioni
In attesa della finale italiana che si svolgerà a Como dal 18 al 19 giugno ecco i campioni delle tappe svolte fino a metà maggio

SCOPRIRE CON I SENSI

Gelato Museum Carpigiani
Un museo sensoriale, non solo perché consente di sperimentare i propri sensi con giochi intriganti, ma anche perché dà senso all’apprezzamento del gelato

Albicocca
Per quanto possa essere variabile di anno in anno, nel mondo si producono circa 3,5 milioni di tonnellate l’anno di albicocche di cui una parte importante viene consumata fresca e la restante è trasformata in bevande e alimenti: marmellate, succhi, dessert come torte e crostate e anche piatti salati. Le albicocche secche sono popolari come snack o ingredienti per insalate e piatti a base di carne. Inoltre, vengono utilizzate nella produzione di acqueviti e liquori

Le spezie, il linguaggio del gusto
Le spezie, un tempo emblema del lusso, oggi popolano le corsie dei supermercati in modo silenzioso e discreto. Ai giorni nostri sembrerebbe antieconomico investire in attività di ricerca in un comparto dove i prodotti hanno un prezzo irrisorio e dove spesso neanche i professionisti hanno la sensibilità nel riconoscere la materia prima di prima scelta da una seconda scelta. Come è possibile che siano passate da beni per i quali si rischiava la vita a banali prodotti dei quali si guarda solo il prezzo?

L’Agresto, un prodotto antico per la valorizzazione delle uve immature
Quando la sostenibilità è insita nella tradizione

Gli interventi al workshop “Sensory critical control points: l’innovazione applicativa delle scienze sensoriali”

Di seguito alcuni degli interventi che avranno luogo durante il workshop che si terrà presso Jolanda de Colò il giorno 11 luglio.

Per iscriversi: https://forms.gle/nqEN17cyYGxN3LPN9


Chiara Bardini
General manager Agrimontana
L’APPLICAZIONE DELL’ANALISI SENSORIALE ALLE FILIERE DELLA FRUTTA
Come Agrimontana, da 50 anni, lavoriamo mettendo al centro la naturalità dei nostri prodotti, la valorizzazione del gusto della frutta e l’utilizzo di processi di trasformazione che mantengano inalterate le qualità nutritive e organolettiche della frutta.
Il metodo scientifico è alla base dello sviluppo di tutti i nostri prodotti: facile da tradurre e oggettivare quando si parla di valori nutrizionali, meno standardizzato e oggettivabile quando si parla di valori organolettici.
Per attribuire dei parametri al buono o, meglio, alle caratteristiche sensoriali associate alla nostra frutta candita e alle confetture Agrimontana, abbiamo iniziato a lavorare su un metodo nel 2020.
Forti della nostra esperienza empirica di assaggio e degustazione, che da sempre è stata applicata ai processi di produzione di Agrimontana, abbiamo iniziato nel 2020 un lavoro di formazione di giudici sensoriali interni appartenenti non solo all’ambito controllo qualità e R&D, ma inserendo in questo percorso di formazione anche collaboratori impegnati nelle aree produzione, acquisti, commerciale, amministrazione. I risultati sono stati stupefacenti e ci hanno permesso di costruire mappe sensoriali dedicate alle merceologie di nostro interesse e che ci ha condotto alla certificazione sensoriale di prodotto.
L’analisi sensoriale è diventata per noi un metodo di validazione delle materie prime ed un sistema di accettazione dei lotti di produzione e ritengo che lo step successivo possa essere quello di implementare un sistema di controllo sensoriale in ogni punto della produzione, utile a validare i punti di processo e necessario per sviluppare tecnologie di produzione mirate ad una garanzia dei punti critici individuati.


Tiziana Bonon
R&D Domori
UN CIOCCOLATO ECCELLENTE? L’ANALISI SENSORIALE È D’OBBLIGO
Mi chiamo Tiziana Bonon sono Responsabile Ricerca e Sviluppo di Domori. Ho cominciato a lavorare con Gianluca Franzoni, fondatore e oggi Presidente di Domori sin dai primi anni di attività dell’azienda. Vi racconto il mondo Domori.
Dietro al cioccolato di altissima qualità, c’è un impegno che ogni giorno coinvolge più professionalità e che richiede verifiche continue e scelte coerenti in ogni passaggio della lavorazione, dall’arrivo della materia prima nello stabilimento, al controllo del prodotto finito. Un patrimonio di esperienza – anche sensoriale – al servizio della qualità.
Il controllo dell’intera filiera è per Domori un valore irrinunciabile: tutto il cacao impiegato viene selezionato grazie alle competenze stratificate sviluppate all’interno dell’azienda, il cui ruolo è verificare che la materia prima soddisfi sempre gli elevati standard qualitativi.
Ogni singolo lotto di cacao viene sottoposto ad analisi biologiche e cut test, per poi passare alla fondamentale analisi sensoriale tramite il panel, composto da persone trasversali rispetto ai ruoli aziendali (tutte le funzioni aziendali sono rappresentate) che si riuniscono per valutare gli standard qualitativi del cacao. Sarebbe interessante implementare un sistema di controllo sensoriale in ogni punto della produzione, per sviluppare tecnologie di produzione mirate ad una garanzia dei punti critici individuati.


Alessandro Francoli
Owner Distilleria F.lli Francoli
LA FILIERA DELLA GRAPPA E L’ANALISI SENSORIALE: USI E ABUSI
Il primo ventennio del diciannovesimo secolo, grazie al lavoro di Grimod de la Reynière e Brillat-Savarin, conferisce per la prima volta al gusto e al piacere che può generare il consumo del cibo dignità di scienza, anzi, di scienza multi disciplinare. Che la fame fosse motore della storia era chiaro da ben prima del diciannovesimo secolo, ma che anche il cibo fosse motore della storia divenne chiaro soprattutto grazie al pensiero dei due avvocati francesi che riuscirono a metterne a fuoco il ruolo, finalmente non più di solo carburante per il corpo, ma anche di responsabile e catalizzatore di scelte sociali, politiche, culturali. La presa di coscienza della potenza dell’analisi sensoriale è dunque cosa piuttosto recente, ma non per questo ancora scevra da abusi: studiare un profilo sensoriale non necessariamente qualitativo, ma accattivante per i più, è esercizio molto diffuso. Il mondo è pieno di prodotti così, esistono esempi perfino nel settore che rappresento, quello della grappa, dove la filiera prende il via dall’analisi sensoriale della materia prima vinaccia per continuare attraverso quella del distillato a tutto grado, per poi arrivare al prodotto finito sfuso e infine a quello imbottigliato. Quattro passaggi critici per definire un corretto profilo sensoriale, che sia specchio delle materie prime e rispettoso dei metodi di produzione codificati per un prodotto a Indicazione Geografica. Una provocazione finale allora, perché non immaginare un’analisi sensoriale di filiera che sia anche moralizzante per l’uso dell’analisi sensoriale stessa e in grado di estenderlo ai fruitori dei prodotti? Che rivoluzione sarebbe!

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Narratori del gusto, la comunicazione innovativa

Chi sono i Narratori del Gusto? Come possono essere utili ai territori e alle aziende?
Ecco due domande, espresse o latenti, che sorgono ogni volta che qualcuno parla di Narratori del gusto. Questa volta a rispondere, in una bella intervista rilasciata a Universal Talk, è Monica Panzeri, vicepresidente dell’organizzazione, che parla con Manuela Morandi di percezione e di comunicazione innovativa attraverso i giochi sensoriali, strumenti interattivi e coinvolgenti che trasformano la semplice presentazione di un prodotto in un’esperienza sensoriale divertente e indimenticabile.
Universal Talk è una piattaforma online nata nel 2022 che tratta di cultura in tutte le sue forme, dal cinema al buon cibo, passando per l’arte, la musica, lo spettacolo, i libri e la poesia.

Godetevi l’intervista a questo link.

Perché non contribuisci allo studio del profumo dell’amore?

Sono in tre – Claudia Sepertino, Chiara Lena e Francesca Iannarilli – e sono impegnate in un’impresa davvero difficile: realizzare il profumo dell’amore. Tutte e tre hanno solide basi in scienze sensoriali e quindi si sono poste l’obiettivo di seguire un processo tecnico che, come tale, può solo partire da un’indagine fatta bene. Così è nato il questionario che trovate al link, essenziale e quindi poco oneroso in termini di tempo, ma molto interessante perché porta a riflessioni profonde sul perché i profumi evocano con immediatezza ricordi lontani, sui significati che hanno nella nostra vita e sull’importanza per il nostro benessere.

Vi invitiamo quindi a provare il questionario, ben felici se poi vorrete anche comunicarci se siete d’accordo con noi.

Sensory critical control points: l’innovazione applicativa delle scienze sensoriali

Jolanda de Colò – Via 1° Maggio 21 – Palmanova (UD)
11 luglio 2024 – Ore 09:30

Non più solamente metodo di collaudo finale del prodotto per una piena soddisfazione del consumatore, bensì uno strumento predittivo per l’analisi critica delle filiere: è su questo tema che si svilupperà il workshop indetto dall’International Academy of Sensory Analysis con il supporto delle associazioni Narratori del gusto, Istituto Eccellenze Italiane Certificate, Assaggiatori Italiani Balsamico e Istituto Internazionale Chocolier.

Per iscriversi: https://forms.gle/nqEN17cyYGxN3LPN9


PROGRAMMA
Francesca Venturi – Luigi Odello
Apertura dei lavori

Chiara Bardini – General manager Agrimontana
L’applicazione dell’analisi sensoriale alle filiere della frutta

Tiziana Bonon – R&D Domori
Un cioccolato eccellente? L’analisi sensoriale è d’obbligo

Agnese Fabbri – RGQ Bonifanti
Il controllo sensoriale di filiera nella produzione dei panettoni e delle colombe

Cinzia Fontana – R&D Fruttagel
Il controllo sensoriale di filiera del succo di albicocca

Alessandro Francoli – Owner Distilleria F.lli Francoli
La filiera della grappa e l’analisi sensoriale: usi e abusi

Claudio Grigoletto – Presidente Accademia Gelato Italiano
Il controllo sensoriale nella filiera di produzione del gelato

Chiara Guidi – Quality – R&D Director Acetum
Il controllo sensoriale di filiera nella produzione dell’Aceto Balsamico di Modena

Sara Mastrogiacomo – R&D Inalpi
Migliorare i prodotti attraverso i controlli sensoriali di filiera

Maida Polentarutti – RAQ Jolanda dé Colò
Le scienze sensoriali applicate ai prodotti per l’alta ristorazione

Cristian Ridolfi – Direttore generale Santi
La filiera vino e la difesa della tipicità mediante l’analisi sensoriale

Narratori del gusto: il nuovo corso di Brand teller

“Perché per affermare dobbiamo negare? Perché dobbiamo dire che non è carne, non è pesce, non è formaggio?” Questo lo dice il re della cucina ortocentrica Cluadio di Dio. I Narratori del gusto insegnano invece a come dirlo in modo che il tutto sia divertente, coinvolgente, intrigante. Mica solo in questo caso, è quanto fanno ogni volta che sono chiamati in causa con la loro comunicazione innovativa. E il tutto inizia con il corso da Brand teller: eccone una nuova edizione a Milano con un format un po’ particolare in cui tra narrazione e gastronomia, tra teoria e pratica non ci sarà soluzione di continuità. Poi si vedrà.

Per maggiori informazioni scarica la locandina del corso.

Alfonso Vitaletti – Una vita speziata

Quando qualcuno vuole blasonare le spezie, sicuramente elemento fondamentale per la felicità della tavola, parte sempre dal Medioevo, incrocia l’aroma con le esperienze mistiche e finisce a parlare della Crociate. Belle storie, ma per lo più sono storie. Se si fermasse a 90 anni fa potrebbe incrociare la nascita di Alfonso Vitaletti, il grande innovatore delle spezie dei nostri tempi. Nella sua storia – vera, reale, commovente per certi versi – lo vediamo figlio di contadini marchigiani farsi strada a Roma come venditore prima e imprenditore poi. Perché se è vero che grande era la sua abilità nella selezione delle spezie e che fu innovatore nel packaging per una proposta commerciale coerente con l’evoluzione commerciale, le opportunità se le creava attarverso una capacità relazionale davvero rara. Quelle opportunità ci sono ancora oggi: chi vuole emularlo?

Autori: AA VV
Editore: Italpepe2 srl
Formato: 22 x 21,5
Pagine: 47