Sensory News

26 aprile 2016
by Luigi Odello
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Diventare giudice di analisi sensoriale

shutterstock_24790606Avete mai provato a guardare il paesaggio attraverso la feritoia di un castello? Per quanto bello sia dopo un po’ vi stizzite, perché ne vedete solo una parte e quando vi spostate ne vedete un’altra, ma perdete la prima. E che vi succede quando si appanna il parabrezza dell’auto? Vi affaticate molto di più a guidare, perché non cogliendo i particolari aumenta la paura di compiere una manovra sbagliata.
Per una persona normale la vita è così: fatta di dettagli e di cose sfuocate. Per un giudice di analisi sensoriale addestrato la questione è molto diversa: impara a scansire la realtà mettendo insieme i particolari in una visione di insieme, nitida e profonda, perché conosce i meccanismi con i quali il cervello elabora gli stimoli, anche quelli meno consci, quali gli olfattivi.
Un tempo – e ancora oggi – c’era chi, per fare analisi sensoriale, andava a cercare persone dotate di particolare sensibilità misurandola con estenuanti test. Con il progredire della disciplina ci siamo accorti che nella generalità le persone sono naturalmente superdotate, solo che nella loro vita non hanno mai aperto il manuale delle istruzioni e poco alla volta hanno perso gran parte delle loro facoltà. Altrimenti come si spiegherebbe che i bambini sono molto più bravi degli adulti a identificare percezioni?
Con il corso di giudice addestrato non si insegna alla gente qualcosa di nuovo, la si aiuta solamente a riscoprire qualcosa che possiede naturalmente utilizzando sostanzialmente due vie: il trasferimento della conoscenza della psicofisiologia e l’esperienza diretta mediante sette esercitazioni.
Non di rado, durante le interviste, i giornalisti ci chiedono se essere giudice addestrato può costituire una professione. Inutile creare illusioni, di fatto non esistono (o quasi) gli assaggiatori di professione, ma per molte attività esserlo costituisce un vantaggio competitivo e, per tutti gli umani, significa migliorare la qualità della vita.
Per questo il 3 maggio si svolgerà a Brescia un corso da giudice addestrato.

Per informazioni: info@assaggiatori.com

26 aprile 2016
by Redazione
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Narratori del gusto: Salumificio Schettino Raffaele Srl

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La storia della famiglia Schettino parla di tradizione e maestria, di sacrifici e ricompense; tutto ha inizio oltre un secolo fa quando nel 1905 gli avi di Raffaele Schettino, fondatore dell’attuale Salumificio, aprirono una piccola bottega nel centro del paese. Da allora, grazie alla passione per il lavoro e all’esperienza che Raffaele Schettino acquisisce lavorando nell’azienda di famiglia, l’attività continua e si ingrandisce grazie anche allo spirito imprenditoriale dei figli Simeone e Domenico, i quali oggi insieme alla nuova generazione, continuano a lavorare seguendo gli insegnamenti del padre, aggiungendo dinamismo e competenze moderne alla loro grande tradizione.
Il nuovo stabilimento alle porte di Baiano, in provincia di Avellino, inaugurato nel 2002, è il centro della produzione del salumificio Schettino. L’azienda è dotata di impianti e tecnologie all’avanguardia che si coniugano ad un secolo di conoscenze nell’arte salumiera. La lavorazione delle carni è affidata alle mani esperte di un personale altamente qualificato. I salumi sono prodotti attraverso un mix tra moderna e avanzata tecnologia ed antiche ricette.
La bontà e la genuinità dei prodotti sono garantiti da aggiornamenti e miglioramenti continui, nel rispetto più fermo di alcuni canoni fondamentali come l’utilizzo di materie prime sceltissime e rigorosi controlli di qualità e nel rispetto delle normative europee in materia di igiene e sicurezza. La produzione del salumificio Schettino riflette i valori su cui si fonda l’azienda: amore per le tradizioni, attenzione alla qualità e genuinità. Il fiore all’occhiello della produzione Schettino è il salame Mugnano del Cardinale, dalla caratteristica forma a pugno, seguito dall’altrettanto rinomato salame Napoli. Questi due prodotti tipici regionali si affiancano all’intera linea di prodotti nazionali, una gamma di prodotti in grado di accontentare i palati più raffinati e i consumatori più attenti.

18 aprile 2016
by Redazione
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Narratori del gusto: Fratelli Turri Srl

logo_TurriCosa vi viene in mente pensando all’olio extravergine d’oliva? Probabilmente a una succulenta bistecca da condire; così facendo però riduciamo sensibilmente i campi di applicazione dei prodotti ricavabili dalle olive.
Non possiamo dimenticare l’utilizzo dell’olio d’oliva per la cura del nostro corpo, pratica già diffusa sia nell’anticha Grecia che nell’antica Roma. I fratelli Turri questo non l’hanno di certo dimenticato, sebbene l’olio d’oliva inteso come condimento risulti essere predominante rispetto all’utilizzo cosmetico.
L’azienda gardesana, fondata nel 1951, pone particolare attenzione alla raccolta e alla selezione delle olive che poi passeranno alla frangitura, attraverso cui si otterrà la vasta gamma di oli che i fratelli Turri offrono ai propri clienti, dal classico extravergine di oliva al Garda Dop, dall’olio biologico a quelli aromatizzati, senza dimenticare le primizie del fattore come il paté di olive. Nonostante l’ampia offerta di oli si possono trovare anche molti cosmetici a base di olio extravergine Garda Dop di oliva, tutti rigorosamente senza parabeni, antiossidanti sintetici e siliconi.

18 aprile 2016
by Redazione
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Un Chocolier Assaggiatore giudice al Great Taste Awards

foto simone okSimone Massenza, Chocolier Assaggiatore, sarà giudice al Great Taste Awards, il più grande concorso al mondo dedicato al cibo. Tra i commissari saranno presenti chef, sommelier, degustatori e assaggiatori professionisti, giornalisti e critici enogastronomici, per valutare più di 10.000 prodotti, selezionando i migliori  per l’anno in corso.
Decine di sedute d’assaggio, per decretare i migliori 50. Quali saranno i vincitori lo sapremo ad agosto, quando a Londra  saranno svolte le finali.
Assaggiatore esperto, Simone Massenza è titolare di Amarcord, nota piadineria di Brescia in cui la piada, da prodotto povero, viene innalzata al rango di gourmet attraverso l’abbinamento di eccellenze tipiche e tradizionali.

18 aprile 2016
by Redazione
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Mirella Cais: una tesi in analisi sensoriale in Brasile

mirela okChe uno studente si laurei con una tesi di analisi sensoriale non è più una novità, ma in Brasile è ancora una rarità, soprattutto se ispirata ai metodi innovativi messi a punto dal Centro Studi Assaggiatori.

Mirella Cais Jejcic De Oliveira ha conquistato la sua laurea specialistica presso la celeberrima Espm di San Paolo con una tesi di analisi sensoriale riguardante la sinestesia di diversi prodotti (caffè, vino e carne) in consumatori di paesi differenti.

Interessante è l’approccio alla disciplina per garantire il successo dei prodotti sui mercati e il ruolo che può avere l’analisi sensoriale per mantenere sempre un vantaggio competitivo per il produttore. E pare che i modelli messi a punto dal Centro Studi Assaggiatori, ai quali si è ispirata, non siano solamente i più facilmente applicabili in Brasile, ma anche quelli che meglio si adattano agli obiettivi posti nella tesi. La cosa più importante, però, è che Mirella farà la sensorialista, affrontando i rischi di una professione giovane, ma molto promettente anche in Brasile.

14 aprile 2016
by Redazione
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Iniziano i corsi di formazione 2016 Istituto Internazionale Chocolier

CHOCOLIERL’Istituto Internazionale Chocolier da il via ai percorsi formativi per l’anno 2016.
Ad aprire le porte è il corso di Chocolier assaggiatore, studiato in funzione delle esigenze degli operatori del settore ospitalità come bar, ristoranti e alberghi, dei professionisti (sommelier, giornalisti, intermediari commerciali del comparto, assaggiatori di cibi e bevande) e dei consumatori attenti.
Sette ore e mezza d’incontro per aumentare la propria capacità di percepire la realtà, per imparare i descrittori che consentono di valutare il cioccolato e per percorrere l’intera filiera – dalla piantagione di cacao alla tavoletta – alla scoperta di cosa incide sulle caratteristiche sensoriali del prodotto e in quale modo. I partecipanti saranno coinvolti nell’assaggio di 13 cioccolati diversi per origine, sottospecie botanica (Criollo, Trinitario e Forastero) e tecnologia di lavorazione. Il corso si terrà a Brescia il 2 maggio.
La grande novità dell’Istituto è il lancio del secondo livello di formazione, Chocolier assaggiatore qualificato, che consente di approfondire la psicofisiologia della percezione attraverso una parte teorica e una serie di sette esercitazioni sul funzionamento del cervello e degli organi di senso. Il corso si svolgerà il 3 maggio sempre a Brescia ed è rivolto solamente a chi nel 2015 ha ottenuto la qualifica di Chocolier assaggiatore.
Per iscrizioni:

11 aprile 2016
by Redazione
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Il sale nel caffè, per dimagrire cinque chili in cinque giorni

IMG_4174-mediumForse ci sarebbe voluto un titolo del genere per attirare qualche decina di giornalisti in più al grande workshop organizzato da Istituto Nazionale Espresso Italiano e dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè a Milano, ospiti di Nctm. Ma non se ne è sentita la mancanza, perché l’aula del prestigioso studio legale era gremita di bella gente che per l’intera mattinata si è focalizzata sul tema Espresso Italiano: verso nuove conquiste, sotto il segno della qualità.
Sette relatori, coordinati da Paolo Nadalet e Barbara Chiassai, rispettivamente presidente e vicepresidente Inei, sono intervenuti dopo il saluto di Vittorio Noseda, managing partner di Nctm, mettendo in evidenza come oggi sia possibile accertare le origini del caffè crudo, usare nuove tecniche di analisi a basso costo per acquistare un prodotto della qualità desiderata, trasferire la conoscenza per avere clienti migliori, affrontare il mercato cinese, monitorare le condizioni di trasporto, vivere le nuove iniziative di Koelnmesse, fare la pubblicità attraverso i barter.
Insomma: una serie di chicche sul nuovo di oggi per consentire al mondo di caffè una crescita dentro – e soprattutto – fuori dai confini nazionali, per rendere le imprese Inei sempre più competitive sul mercato e mantenere gli assaggiatori Iiac sempre aggiornati.
Le sintesi delle relazioni possono essere richieste a info@assaggiatori.com.

11 aprile 2016
by Redazione
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Istituto Eccellenze Italiane Certificate incontra i Narratori del gusto

per-sn-lowL’Istituto Eccellenze Italiane Certificate ha incontrato i Narratori del gusto a Genova il 6 aprile ospiti di Aprile Spa.
Le due associazioni portano a tavolino i nuovi progetti innovativi volti alla promozione del Made in Italy e alla comunicazione. Erano presenti diverse aziende produttrici di eccellenze enogastronomiche che hanno deciso di intraprendere lo stesso percorso di valorizzazione del territorio, dell’azienda e dei loro prodotti.
Per fare toccare con mano quanto teoricamente affermato, dopo la pausa pranzo, le aziende Manifatture Sigaro Toscano e Grondona hanno deliziato i partecipanti con abbinamenti di sigari a prodotti da forno, narrandone la storia e la produzione. La giornata si è conclusa con il giro del porto di Genova in barca, tra i piccoli pescherecci, il profumo del pesce appena pescato e la narrazione di questa meravigliosa città.

11 aprile 2016
by Redazione
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Narratori del gusto: Aprile Spa

aprile stone solution 1 by ngiAprile opera in tutto il mondo, nel settore della logistica.
I trasporti via mare trovano in Genova una culla storica, avendo la città una consolidata tradizione marinaresca, e sono ancora oggi uno dei punti in cui Aprile si confronta ai più alti livelli anche con realtà multinazionali grazie a una costante innovazione e all’accurato servizio che offre ai clienti.
Dal tradizionale magazzinaggio fino all’ultimo miglio, le filiali nel mondo offrono la consulenza per esportare bene e gli strumenti (dalle rotte veloci alla refrigerazione) affinché i prodotti giungano a destinazione nelle migliori condizioni.

11 aprile 2016
by Luigi Odello
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Il professor Douglas non è più con noi

Prof San PaoloChimico inorganico conosciuto in tutto il mondo, professore all’Università di San Paolo  (di cui è stato anche prorettore) e referente dell’International Academy of Sensory Analysis per il Brasile, si è spento, ancora giovane, la scorsa settimana.
Douglas Wagner Franco aveva creato uno dei network internazionali più belli giocando sulla sua innata capacità di instaurare relazioni forti e durature con i colleghi, che invitava agli affollati meeting di chimica degli alimenti organizzati sistematicamente a partire dalla fine dello scorso millennio. Con lui abbiamo condiviso studenti, lezioni, feste, sigari e Cachaça.
Dell’acquavite brasiliana era diventato il maggiore esperto e le aveva dato una nuova dignità attraverso studi chimici e sensoriali di alto livello, ma anche mediante una promozione mirata, portandola sui banchi di assaggio in Europa.