Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Caffè senza frontiere… di gusto e di prezzo

Su Epicure n.18 del 2006, offerte Metro valide dal 27 ottobre al 30 novembre, a una pagina di distanza, troviamo Tricaffè a € 17,98 al chilo e Marcafè a € 2,99 per lo stesso peso, entrambi in grani. Il primo dichiara nella composizione Caffè Arabica Santos Pergamino Sul de Minas, Caffè Arabica India Plantation AA, Caffè Arabica Colombia, Caffè Arabica Zimbabwe, Caffè Robusta Kappy Royale e promette di dare un prodotto in tazza “dal profumo intenso, dolce e cioccolatoso con corpo pieno e avvolgente”. Il secondo dichiara Caffè Arabica India Plantation AA, Caffè Robusta Tanzania,  Caffè Robusta Kappy Royale screen 18 e promette “gusto morbido ed eccellente nel corpo, con un tocco di dolcezza molto gradevole”.

Io, dovendo fare una scelta in base a quanto viene scritto e dichiarato sarei molto confuso, ma penso che la maggior parte dei baristi non abbia dubbi e vada decisamente per il secondo: in un periodo in cui il caffè al bar è in calo dal 2 al 4% all’anno tanto vale risparmiare. Così, risparmiando un po’ ogni giorno, incrinando sempre più quel rapporto tra torrefattore e barista che li impegnava in modo solidale nel sedurre il cliente per ottenere entrambi il successo, ci sarà anche sempre meno gente che andrà al bar e quella che ci andrà probabilmente consumerà sempre meno caffè.

E’ strano come in una società che ha valorizzato così tanto il vino da creare vere gerarchie di qualità sensoriale e merceologica, nel caffè esista ancora così tanta confusione nella descrizione delle caratteristiche organolettiche e nelle categorie di vendita.

Il 16 e il 17 di novembre si svolgerà a Brescia, promosso dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e dal Centro Studi Assaggiatori, l’International Coffee Tasting, la prima competizione tra miscele e monorigini. Per quanto aleatori possano essere i risultati di un concorso (ma non lo sono: basti pensare che i concorsi mondiali dei vini sono 35) avremo finalmente la possibilità di stilare una gerarchia della qualità. Ma non abbiamo avuto il piacere di vedere iscritte certe miscele, quindi non avremo modo di valutarle. In poche parole i “cattivi” rimarranno ancora impuniti.

Certo, abbiamo sempre la possibilità di andarli a comprare anche noi e di sottoporli a giudizio sensoriale. E mi sa che lo faremo: anche se il mondo del caffè pare voler dire il contrario, noi alla qualità percepita come mezzo di seduzione del consumatore e successo del produttore ci crediamo.

4 commenti

  1. Egregi Signori,

    nel caso specifico posso certificare che se il produttore del caffè in grani a € 2,99 ha dichiarato una composizione come quella descritta potrebbe non aver mentito soltanto nel caso in cui il Tanzania Robusta (rigorosamente NATURALE) fosse presente in percentuale assolutamente prevalente (intorno al 95%) sugli altri due.

    A tale proposito sarebbe interessante conoscere, se esiste, la percentuale Robusta/Arabica dichiarata dal produttore di quella miscela.

    Per il valore a crudo di un India Kaapi Royale 18 e di un Plantation AA, considerando il costo di torrefazione, il calo peso di poco inferiore al 20% , l’imballaggio e la consegna, costi generali etc… si va ben oltre i 2,99 .
    Si capisce dunque che questo Robusta di pregio ed il Plantation AA possono essere presenti in quella miscela (se lo sono) soltanto in micro-tracce.

    L’unica vera guida, in questo campo, è il palato.

    Le chiacchiere scritte sulle confezioni (salvo in qualche caso) restano tali.

    Cordiali saluti

    Carlo Grenci
    ESPRESSO.IT srl
    NAPOLI

  2. In aggiunta al commento precedente desidero mettere a fuoco un punto: il fatto che il gestore di bar scelga il prodotto a € 2,99 piuttosto che quello a 17,98 (ma esistono sul mercato anche prezzi di miscele ben superiori a questi!) non fa che confermare una tendenza in atto verso una totale disattenzione dei Gestori verso la qualità del caffè servito al bar.

    Spesso si trovano, ai prezzi più alti, prodotti di qualità assolutamente paragonabile a quella del caffè da € 2,99.

    Il risultato è una tazza di espresso poco “charmant” (nel migliore dei casi) alla quale verrà certamente preferita la cialda dell’uffico spesso migliore , più comoda (se fuori piove o fa caldo) e SEMPRE più economica dell’espresso al bar.
    Il bar perde clienti, va in affanno e cerca di risparmiare sulla materia prima perdendo sempre più di vista la qualità, il che gli farà perdere altri clienti …e così via in una spirale distruttiva che si interromperà soltanto con una robusta presa di coscienza ed una decisa inversione di marcia.

    Il BARISTA deve recuperare tantissimo in termini di professionalità; soltanto così potrà offrire qualcosa di tanto speciale che nessuna macchina potrà riprodurre, e soltanto per questa via si potrà avere un deciso recupero di redditività del capitolo “caffè” nell’economia del bar.

    Spesso il barista è semplicemente l’ex-garzone o la ragazza ucraina volenterosa o il gestore stesso , senza alcuna preparazione specifica.
    C’è molta improvvisazione.

    C’è tantissimo da lavorare e da divertirsi, se c’è passione.
    Il settore enologico insegna.

    saluti a tutti

  3. Salve noi siamo due ragazzi giovani o meglio siamo sorella e fratello…che dal 1930 portiamo avanti la tradizione. Tostiamo direttamente noi il caffè nei negozi…SIAMO ANCORA VERI E PROPRI ARTIGIANI…ma, nonostante giovani siamo da tempo nel settore e soprattutto molto interessati ad ampliare la scorsa informazione che c’è in giro!!!!
    Purtroppo in giro c’è tanta ignoranza, che talvolta nasce direttamente dietro il bancone del bar….che spesso anzi oserei dire sempre comprano il caffè non per il gusto o la qualità ma, per le offerte che le vengono fatte dalle grandi aziende (macchina espresso, dehor, tende ecc…).
    Per non parlare dei singoli clienti che ogni giorno mi entrano in negozio, e abituati ai sapori scadenti dei supermercati mi continuano a dire “No L’arabico non lo vogliamo E’ TROPPO FORTE”….MA COME SI PUO DIRE COSI quando in tazza l’arabica è la miscela piu dolce e piu di qualità!!!! Mi sorge il dubbio che.. o non bevano dell’arabico oppure bevano del pessimo arabico ma, sul sacchetto viene scritto MISCELA ARABICA 100%…..VOGLIAMO NON CREDERGLI A DELLE GRANDI MARCHE!!!!!!.
    E’ perchè poi, esistono tanti “fenomeni” che vogliono insegnare a chi vede chicchi tutti i giorni!!!
    Un ultima cosa perchè abbiamo insegnato con corsi, pubblicità e grande informazione ad assaggiare il vino e a dargli importanza….perchè questo non succede anche con il caffè, bevanda altrettanto importante che “chiude” un pasto o una cena!!! Perchè continuare a brancolare in questa ignoranza!!!
    Con questo micro pensiero pieno di tanti perchè spererei di riuscire al piu presto ad avere grandi risposte!!!

    saluti a tutti….elisa e francesco (ANTICA TORREFAZIONE DEL CENTRO)

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