Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Quando la guida si arricchisce di sensi

Giunta quasi per caso in un’affascinante area archeologica, culla di antiche civiltà del cuore del Mediterraneo, incuriosita osservo: tutto ha il sapore della storia e le bellissime rovine del mercato che fu sembrano emanare ancora il profumo dei prodotti della terra, cresciuti nell’armonia del luogo, lontano dalle alchimie industriali che vuole l’omologazione dei sapori.

I visitatori più pazienti attendono chi dovrà guidarli in un tour che decodifichi i neologismi sensoriali che nel percorso si mostrano fieri e incompresi. L’attesa appare lunga, perché poco armoniosa col luogo che emana profumi e messaggi che invitano alla scoperta del territorio. I visitatori più intraprendenti e curiosi invece si portano avanti scrutando ciò che s’immagina da lontano o studiando i caratteristici souvenir che vorrebbero sottolineare l’importanza delle bellezze che presto appariranno al loro cospetto.

La reception che accoglie gli ospiti è carina e piena di tutto ciò che ha l’ambizione di raccontare una storia che fu e vorrebbe ancora essere. Ci sono libri che parlano di tutto, attraverso la policromia fotografica moderna o la bicromia bianco/nero o seppia che s’ispira al passato. Perle di sapori sono riposte in confezioni miniaturizzate vestite a festa per accogliere gli avventori. A mandare in scompiglio quest’apparente armonia è sempre la solita domanda: che sapore ha questa cosa?

Ecco i gestori un po’ goffamente eludere la domanda, trasformandosi in moderni venditori di libri dalle argomentazioni più disparate che saltano dalle tecniche culinarie alle nozioni di storia. Certamente descrivervi tutto questo ormai lontana da quei luoghi, avvolta dall’odore sensorialmente omologato di grigi e polverosi uffici pubblici, diventa quanto meno una ginnastica evocativa di grande valore, utile a un novello scrittore di gusto, ma val la pena per raccontarvi come avrebbe fatto un Narratore del gusto.

Un Narratore del gusto davanti a tanta curiosità ed empatia, chiusi i libri di facile consultazione anche altrove, si sarebbe perso insieme ai suoi ospiti tra profumi di macchia mediterranea e tinte cromatiche calde e avvolgenti. Ecco che inizia a raccontare l’origine del contenuto delle delizie esposte, che solo per legge riportano una data di scadenza, ma la nascita del cui gusto si perde nella notte dei tempi, oltre ogni data, dove la natura non aveva velleità altre se non quelle di offrire alla vita e ai sensi il suo favore.

Un Narratore del Gusto forse avrebbe invitato gli astanti, anche la sottoscritta che non aveva intenzione di intrattenersi, a riconoscere l’essenza odorifera che da un laborioso insetto era finita dentro il vasetto colore dell’ambra, o si sarebbe inventato un gioco alla ricerca del profumo di erbe aromatiche che crescono in quel luogo e che hanno segnato i sapori che da una civiltà del passato fanno la fortuna dei ristoranti tipici di oggi, deliziando il palato di avventori per caso e per scelta. Certamente avrebbe fatto tutto questo.

Indubbiamente un’esperienza turistica avvolgente e globale per i sensi, dove nella narrazione non è tralasciata l’erudita spiegazione della guida, fatta di storia e geografia del territorio, ma inglobata nella magia e nella sensorialità del luogo e del tempo. L’esperienza turistica a cui in realtà ho assistito può apparire politicamente corretta, se non fosse che  a eventi di questo tipo ciascuno di noi può assistere in qualsiasi luogo e in qualsiasi stagione. Partecipiamo spesso a eventi che non tengono conto dell’ambiente in cui si trovano, fatti di parole che non raggiungeranno il percepito.

Questo è ciò che accade se alla base del progetto dell’accoglienza non c’è la capacità e l’ambizione di creare un forte legame tra la storia di un territorio, i suoi prodotti e le tradizioni, in un programma narrativo esperienziale che contraddistingua la visita di coloro che resteranno passivi spettatori, con quella di coloro che invece, attraverso un processo integrato, diventeranno attori.

Certamente la professionalità ineccepibile della guida turistica potrebbe trovare una evoluzione generando dei valori immateriali che definire souvenir sensoriali è solo un vezzo.

Nasce nuovo professionista dell’accoglienza capace di realizzare percorsi e processi d’integrazione con il territorio e tutto ciò che esso include attraverso un coinvolgente e innovativo sistema di comunicazione narrativa che unisce sensi, emozioni e intelletto. Ecco come l’analisi sensoriale eleva le conoscenze delle guide turistiche assurgendole al rango di guide sensoriali, a un passo dal diventare veri Narratori del Gusto.

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