Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Siamo veramente disposti a innovare?

20150923_112310Nel corso della mia esperienza al Centro Studi Assaggiatori ho appreso la notevole importanza dell’analisi sensoriale. Si tratta di un vero e proprio strumento di lavoro che fa da ponte tra le materie prime, i territori, le persone e la comunicazione. Riesce a descrivere le qualità di ogni singolo alimento attraverso tecniche innovative e il suo fine ci porta a decifrare tutte le sensazioni che ci evocano prodotti come cioccolato e vino; i risultati ottenuti dalla valutazione sensoriale vengono poi applicati alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie o di nuove produzioni, per il controllo della qualità del prodotto stesso e per migliorare le strategie di comunicazione e marketing. Valutando i campi di applicazione ai prodotti enogastronomici di queste tecniche, reputo che alcune realtà, come quella del vino, siano molto più avanti rispetto ad altre cui ho avuto modo di approcciare e seguire nelle ultime settimane, soprattutto quello del cioccolato.

Prima della nascita dell’Istituto Internazionale Chocolier, associazione che valorizza il cioccolato di qualità attraverso le tecniche di analisi sensoriale, rare volte questi settori si sono incontrati, ma l’utilità è ancora da molti inesplorata; creare un profilo sensoriale di una tavoletta di cioccolato significa riuscire a comunicare le emozioni evocate durante una degustazione. Genera un movimento di opinione nei confronti del cioccolato di qualità, insegnando agli specialisti del settore e agli appassionati che non si tratta solo di qualcosa di scientifico, ma è anche una soddisfazione a livello edonico.
Per questo motivo i tostatori di fave, i cioccolatieri, i pasticceri devono essere pronti a cogliere l’opportunità di adesione a questa associazione, essere disposti a modernizzare e sviluppare le proprie modalità comunicative guardando alla qualità, alla ricerca e allo sviluppo dei loro prodotti attraverso l’analisi sensoriale. Deve accadere anche se si tratta di aziende piccole, con un laboratorio a volte di minuscole dimensioni annesso ad un punto vendita e a conduzione famigliare; non c’è la volontà di stravolgere i prodotti, ma di regalare spunti per sfruttare al meglio ciò che questa era di innovazione nella comunicazione può portare al valore aggiunto di un’azienda. La curiosità è alla base della conoscenza.

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