Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Analisi sensoriale al servizio della diplomazia

http://www.assaggiatori.com/blog/index.php Esistono i diplomatici commerciali che scrutano i nostri mercati per trovare opportunità per i prodotti dei loro paesi, ma anche per scoprire le nostre eccellenze per distributori di casa loro, perché pure il commercio è un’attività economica che, soprattutto in un’epoca di globalizzazione e di contaminazione culturale, ha un’importanza di primo piano.
A Roma esiste il Club dei diplomatici commerciali, coordinato da Guido Razzano, che sabato scorso ha voluto incontrare l’Istituto Eccellenze Italiane Certificate, il sodalizio formato da 15 aziende di alto profilo che complessivamente fanno più di 400 milioni di fatturato. L’incontro si è svolto nella sala conferenze di Nctm, il più grande studio legale italiano che vanta ben 250 avvocati distribuiti in sei sedi nel mondo.
Dopo gli onori di casa di Laura Formichella, Enrico Toti e Paolo Quattrocchi, Carlo Hausmann, presidente del comitato scientifico di Ieic, ha dato il via ai lavori che hanno occupato l’intera giornata svolgendosi secondo l’innovativo corso di brand teller messo a punto dal Centro Studi Assaggiatori per i Narratori del gusto.
Diplomatici di Danimarca, Polonia, Ucraina, Panama, Cina, Albania, Lettonia, Malta e San Marino hanno così preso coscienza di eccellenze italiane (vino – nei calici Supremo della Luigi Bormioli – salumi, caffè, gelato e cioccolato) mediante mappe sensoriali e sfide a squadre, descrizioni semantiche e tecniche di profilazione. A compendio i brillanti interventi di Alfonsina Schettino, Mariafiore Maggiordomo (Jolly Caffè), Alice Mancini (Domori) e Claudio Grigoletto (Vecogel) e per rallegrare gli animi un buffet con i prodotti della campagna romana chiuso da un fantastico caffè Costadoro.

Interessante la riflessione di Guido Razzano al termine della giornata: la diplomazia si fa soprattutto a tavola e i metodi usati dai Narratori del gusto possono essere di grande utilità non solo per i prodotti italiani, ma per ogni prodotto del mondo che abbia una storia sensoriale da raccontare. Come dire: anche la nostra analisi sensoriale costituisce un prodotto da esportare.

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