Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Come un difetto diventa pregio

Francesca Venturi

A chi non è capitato di vedersi proporre come una novità o un’assoluta prelibatezza un alimento o una bevanda palesemente difettati, spesso accompagnati da una descrizione volta a rappresentare il difetto tecnologico come l’elemento distintivo e addirittura nobilitante il prodotto?
Un osservatore esterno, tipo il classico Tarzan figlio della giungla, che si trovasse trasportato in una moderna società, probabilmente penserebbe che questa follia possa al massimo rappresentare un espediente di marketing senza alcun reale successo commerciale. Nel “suo” mondo, infatti, un prodotto alimentare difettato è potenzialmente molto pericoloso e quindi va evitato con cura.
Al contrario, il nostro ipotetico neo-cittadino si renderebbe presto conto che spesso e volentieri alcuni prodotti, di fatto difettati, nell’immaginario collettivo del nostro mondo assumono il ruolo di prodotti di nicchia e per questo vengono spesso valorizzati a prezzi decisamente più alti dei corrispondenti privi di difetti.
Come si può provare a spiegare un fenomeno così diffuso ma altrettanto incomprensibile su base razionale? E volendo andare oltre con la provocazione, noi che prendiamo parte a vario titolo alla complessa filiera agro-alimentare ci siamo mai fermati a chiederci quali sono le conseguenze per il consumatore di questa sorta di leggerezza tecnologico/culturale/commerciale?

L’articolo completo, scritto da Francesca Venturi, professoressa all’Università di Pisa e vicepresidentessa International Academy of Sensory Analysis, lo potrete leggere su L’Assaggio n.76, attualmente in preparazione. Ecco il link per richiedere il numero in formato pdf.

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