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Caffè: il bicchierino al contrario

Siamo sempre stati abbastanza contrari al bicchiere in vetro per il caffè, soprattutto se usato per l’Espresso Italiano, ma anche nel consumo dell’espresso casalingo non è che dia risultati migliori: porta a esagerare con la dose, la sua capacità coibente non di rado lascia a desiderare (salvo che abbia l’intercapedine), porta a una esagerata attenzione dell’utente sulla crema anziché su aroma, gusto e percezioni tattili.
Ora però leggiamo su Horeca News di fine ottobre della proposta di un torrefattore di un bicchierino di vetro svasato con la promessa che concentra l’aroma e quindi migliora l’esperienza di consumo. Fino a prova contraria – e di prove ne abbiamo fatte molte, statisticamente validate, non solo sul caffè, ma anche su vino, grappa e birra – qualsiasi forma che ricordi il cono rovesciato disperde gli aromi e non li concentra. Lo stesso riguarda la crema che, a detta del redattore, con la svasatura aumenta di spessore.
Mettiamoci anche la promessa che i citati bicchierini sono policromi – con la conseguenza di aumentare le difficoltà della lettura delle informazioni visive che la crema può dare – e possiamo incamminarci verso una nuova strategia di educazione del consumatore.

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