Ricerche di mercato, tendenze sensoriali, nuovi metodi e analisi di prodotti
 

Sai riconoscere un prodotto bugiardo?

cheese-41122_640Dipende dalla rielaborazione delle informazioni. Una ricerca congiunta dell’Università Bicocca di Milano con l’Università di Parma e l’Università di San Diego (California) ha messo in evidenza che sono sufficienti 0,33 secondi per riconoscere un bugiardo. Il meccanismo mette in ballo la comparazione con l’abilità degli umani di scoprire ciò che è buono: riteniamo che anch’essa sia immediata, è la successiva elaborazione che inganna.
Perché nel momento in cui la sensazione si fa percezione gli stimoli vengono comparati all’esperienza, deformati dall’abitudine, inquinati dall’evocazione. Ecco la nostra accettazione di prodotti di scarsa qualità sensoriale solo perché ci sono famigliari.
Un caffè astringente, un pane che sembra gomma, frutta che non ha aroma, carne che sa di nulla (quando va bene), prosciutto crudo in cui si sente solo il sale, maionese in cui si avverte il rancido dell’aceto: continuiamo a comprali perché ci siamo abituati, sotto la spinta delle pubblicità martellante e la comodità di trovarli ovunque sullo scaffale.

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