Odore dei banchi da chiesa: per i vini è un problema parziale

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glass-1396260_640Una volta all’anno – non necessariamente il primo di aprile – ci permettiamo di scherzare. E così abbiamo fatto confezionando la notizia della scorsa pubblicazione che ci è stata ispirata da un collega enologo inorridito di fronte a una cantore dei vini che si è spinto in tale affermazione durante una degustazione. La notizia è stata accolta con molto interesse e non sono mancate richieste di chiarimento e suggerimenti sulle possibili vie di formazione di tale odore.
Il tutto ci giunge utile per riaffermare che i vini non si avvantaggiano quando sono descritti con i vetusti metodi che vedono relatori interpretare il prodotto secondo la propria esperienza cercando di stupire il pubblico attraverso l’eclatante. Così sono nati i famosi sentori di trifoglio lodigiano di secondo taglio e la rosa bulgara fiorita sulla riva sinistra del Danubio.
Molto meglio utilizzare i metodi dei Narratori del gusto che colgono quanto percepisce la platea e ne spiegano il perché dell’esistenza attraverso il racconto dei territori e dei processi di produzione. Certo bisogna saperlo fare, ma proprio per questo si svolgerà a Milano a giugno una giornata di corso sul codice sensoriale del vino.

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