Covid 19, pubblici esercizi e sanificazione

Avete mai provato a degustare il caffè in un ambiente che sa di cloro? Sicuramente potrebbe essere un’ottima esperienza per scoprire uno dei difetti più tragici di un caffè, quello che gli assaggiatori definiscono riato, molto prossimo al sentore di tappo dei vini.
Allora, come la mettiamo con la sanificazione che verrà imposta più volte al giorno per contrastare l’attuale pandemia anche nei bar e nei ristoranti? Per fortuna tra i prodotti citati c’è anche l’alcol, il nostro amico che tanto contribuisce in termini positivi a dare aroma a vini, grappe e altre acqueviti e, anche se in misura minore, pure al caffè. Perché l’alcol non è un single impenitente, ama sposarsi con gli acidi per dare esteri preziosi. Quindi, parlando di marketing olfattivo, siamo certi che darà un bel senso di pulizia ambientale senza pregiudicare l’aroma dei prodotti serviti.
Ma chi produce l’alcol? Ovviamente, da sempre, le distillerie. E tra queste le Distillerie Bonollo Umberto sono tra le più grandi d’Italia a mettere negli alambicchi materie prime vinose, e sono state le prime (forse le uniche) a donare alla Protezione Civile della Regione Veneto 100.000 bottiglie di alcol denaturato a 80 gradi. Un gran bel gesto.

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